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    Castel Vecchio e dintorni

    di Mirella Spiritini Massari

    “Si vivono come contemporanei eventi accaduti da molti anni o da decenni, e si sentono lontanissimi, definitivamente cancellati, fatti e sentimenti vecchi di un mese. Il tempo si assottiglia, si allunga, si contrae, si rapprende in grumi che sembra di toccare con mano o si dissolve come banchi di nebbia che si dirada e svanisce nel nulla; è come se avesse molti binari, che si intersecano o si divaricano, sui quali esso corre in direzioni differenti e contrarie….” (Claudio Magris)

    17,00
  • I Quaderni della Dorsale - n. 3 2021
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    I Quaderni della Dorsale (n. 3 – Anno 2021)

    di AA.VV.

    Questo è il terzo volume di una serie di validi e ben documentati studi sulla dorsale che da Ponte Florio sale alla chiesa di Santa Margherita di Frizzolana, punto di raccordo e di confronto fra la cultura italiana e quella “cimbra” che trova le sue radici nel XIII secolo a Roverè di Velo per espandersi poi, già nel XIV secolo, sino a Valdiporro e raggiungere quindi la Frizzolana. Molti sono quindi gli stimoli e gli spunti che la zona offre non solo agli studi dei ricercatori ma anche alla semplice curiosità di chi vive il territorio e intende farne attivamente parte. Tuttavia, forse perché troppo vicina alla città o forse per il fatto che a seguito del progetto della Grande Verona il territorio è ripartito fra solo tre comuni, Verona, Cerro e Bosco Chiesanuova, è stato relativamente poco studiato.

    Dall’introduzione di Marco Pasa

    18,00
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    Venetismi

    di Dennis Vincent Klapwijk

    Un percorso nel venetismo attuale, nella sua storia e nei suoi interpreti, fra tradizioni, malinconie e progetti. Un approccio non convenzionale a una cultura complessa, fatta di storia, miti, istanze identitarie e marcati allontanamenti dal passato. Un luogo in cui culture ed espressioni diverse si incontrano e confliggono, dando una coloritura parti- colare al fenomeno dell’indipendentismo veneto, al suo passato e alle sue prospettive.

    18,00
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    Il fascismo e l’universo femminile

    di Mirella Leone

    Donne, “madri della razza”, fattrici di futuri soldati, al centro dell’ideologia e del programma politico del fascismo. Donne che rispondono con il dissenso o con il consenso, entrambi fondati nell’interiorità, a partire dai bisogni, dall’aspirazione femminile all’autodeterminazione. Un rapporto, fra il fascismo e l’universo femminile, che viene analizzato e ricostruito attraverso il materiale documentario, dal punto di vista della storia di genere, contestualizzato nella storia nazionale e in quella locale, di Verona, dove le vicende emblematiche di tre donne confermano e integrano le tesi del saggio. Nella convergenza fra storia locale e storia di genere risulta una visione complessa, con aspetti poco noti e, per certi versi, imbarazzanti, come quello del consenso femminile al fascismo.

    18,50
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    Gabriele D’Annunzio e il suo Guardaroba “magnificissimo”

    a cura di Patrizia Lo Cicero

    Volume II

    Esplorando il mondo di Gabriele d’Annunzio.

     Gabriele d’Annunzio ed il suo Guardaroba “magnificissimo”. Abiti e documenti de “Il Vittoriale degli Italiani”. Omaggio a Gabriele d’Annunzio “arbiter elegantiarum”.

    Il presente Volume riproduce la versione integrale della Relazione – tenuta da Patrizia Lo Cicero l’8 luglio 2011, all’Aurum di Pescara, durante il Convegno “Gabriele d’Annunzio padre dello stile italiano” – riguardante i confronti tra il “Magnificissimo Guardaroba” di Gabriele d’Annunzio ed i documenti – presenti negli Archivi del Vittoriale – attestanti gli acquisti dei capi d’abbigliamento. La ‘novità’ di questo studio consta nell’aver finalmente istituito, per la prima volta, i collegamenti e le attribuzioni degli abiti alle sartorie di produzione, trascrivendo le note d’acquisto recanti le date, gli importi e i dettagli delle fatture.

    In Allegato: il power point proiettato durante il Convegno ed autorizzato dal Presidente del Vittoriale, il Professore Giordano Bruno Guerri e dai titolari del Negozio Lisio di Roma, i Signori Frasca. Esso illustra gli argomenti trattati e riporta le fotografie del Guardaroba dannunziano, attualmente esposto nello Schifamondo e nel Museo d’Annunzio Segreto al Vittoriale; ma anche gli abiti riposti negli armadi della Zambracca e della stanza del Guardaroba, nella Prioria. Nonché taluni capi esposti nella Casa Natale del Vate, a Pescara.

    L’Editing grafico è stato curato dal Signor Vincenzo Giuliano e dalla Dottoressa Marcella Lo Cicero.

     

    20,00
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    Villa Del Bene. La perla della Valdadige

    «Questo volume vorrebbe ambire ad accompagnare il curioso, l’appassionato, il visitatore, il lettore in un viaggio che, ci si augura, possa essere il più immersivo e arricchente possibile. Un viaggio alla scoperta di un patrimonio – artistico, architettonico, storico – attraverso immagini che, spesso, parlano da sole. L’intento di questo catalogo è, dunque, guidare lo sguardo in un percorso di tipo visivo, quasi museale. Quasi poiché non è davvero possibile considerare Villa Del Bene

    soltanto come una “casa-museo”: è qualcosa di più.”

    20,00
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    La chiesa romanica di San Michele Extra e i suoi affreschi

    di Gerardo Carcereri

    Non c’è vita fuor dalle mura di Verona, ma solo purgatorio, tortura, inferno.” (Romeo e Giulietta, Atto III)

    Eppure nella chiesa romanica di san Michele extra, appena fuori da queste mura, v’è una sublime visione del Paradiso. Nel vasto affresco del suo coro monastico infatti si può ancora contemplare la scena finale del Paradiso dantesco (Par. XXXIII. 115-132). Essa fu dipinta quando vi era badessa Francesca Della Scala, figlia di Cangrande I – il Signore di Verona al quale Dante aveva dedicato il suo Paradiso –  e vi erano monache tre nipoti del sommo vate: Gemma, Alighiera e Lucia.

    Sulla destra si erge la figura di San Bernardo – grazie al quale fu concessa a Dante la visione del Dio trino – proprio accanto ad una mandorla trinitaria formata da “tre giri” (archi dell’iride, e non già cerchi) “di tre colori e d’una contenenza”. Il giro o arco inferiore – quello del Figlio – “come iri da iri, pare riflesso” di quello superiore – del Padre – “e il terzo” – ‘arcobaleno profondo dello Spirito – “pare foco” che irradia luce e faville negli altri due (“quinci e quindi igualmente spira”). Guardando poi nel secondo arco, lo si vede “pinto della nostra effige”. Si scorge cioè in esso il volto del Cristo – il Crocifisso – identico, come in ogni altro “Trono di grazia”, a quello del Padre.

    Al nostro triplice arcobaleno fanno infine da corona i simboli del creato, che qui a noi tutto “si squadérna”: i clipei dei quattro “esseri viventi” (uomini e animali), il fregio fitomorfo e i lapidei segnaposti delle monache (regno vegetale e minerale). La Trinità qui dunque ci appare – come già a Dante – “un riso dell’universo” (Par. XXVII, 4).

    20,00
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    Geografia dei beni geologici e culturali

    Il patrimonio della Lessinia veronese centro-orientale e il Geosito di Bolca

    di Emanuele Poli e Roberto Zorzia

    20,00
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    Roffeno

    Ricerche su una comunità montana di fine Cinquecento

    di Claudia Evangelisti

    L’autrice riesce a conoscere uno per uno i quattrocento abitanti circa di Roffeno e a seguirne le vicende, le storie personali, l’ascesa o la decadenza, verificando come, nonostante tutto, all’interno di un mondo apparentemente immobile, sia possibile riscontrare forme di mobilità sociale.” (Ottavia Niccoli)

    Una minuscola comunità dell’Appennino bolognese del VXI secolo, i suoi abitanti, lo loro storie personali e le loro relazioni. Fra banditi e notai, conflitti e ricomposizioni, scritture e voci, ecco una ricerca che racconta vite normali di donne e uomini, l’inevitabile disordine delle loro esistenze e i loro movimenti all’interno di un mondo all’apparenza immobile.

    20,00