Gianfranco Amato

Gianfranco Amato

Gianfranco Amato ha insegnato Sociologia dell’arte e della cultura, presso l’Università di Parma e di Verona, nell’ambito del Corso di Laurea in Beni Culturali – Dipartimento Culture e Civiltà. Tiene, inoltre, corsi di Filosofia e di Estetica presso l’Università delle Liberetà del F.V.G.
Tra le sue pubblicazioni vanno annoverate: Woody Allen – Lo specchio e la maschera (Casa Editrice Mazziana); Il destino della differenza in La materia del sogno: Introduzione all’analisi del film (Grafica Cierre); Ineffabile immagine in Identità e narrazione (a cura di Alessandro Bosi – Unicopli); Nelle forme del Tempo – Tempo e racconto nel testo filmico (QuiEdit); Il realismo della finzione – Da Hopper a Hitchcock (QuiEdit); Il sogno della ragione. Piccoli passi nel Surrealismo (QuiEdit).

Direttore del Centro Studi della FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani).

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    Il realismo della finzione

    €15,00

    di Gianfranco Amato

    Tra Realtà e Finzione corrono fili spesso invisibili, legami talvolta inattesi, ma disponibili a costruire un rapporto dialettico intenso e tenace.

    Attraverso l’analisi di alcune opere di Edward Hopper e di una straordinaria pellicola di Alfred Hitchcock, il testo si propone di individuare le vie di fuga del Realismo e i sentieri di accesso al terreno della Finzione.

    Il rapido richiamo a Magritte e a Rossellini diviene utile per sostenere la tesi centrale di questa indagine, intesa a raccogliere le manifestazioni visibili di un’Idea altrimenti riposta nelle pieghe del Tempo

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    Il lavoro che verrà

    €3,60

    a cura di Gianfranco Amato

    “Il simulacro non è mai ciò che nasconde la verità, ma è la verità che nasconde il fatto che non c’è alcuna verità. Il simulacro è vero”.

    – Qoelet

    L’ultimo lavoro del Centro Studi si occupa della relazione tra la tecnologia e il sistema bancario.

    Non è la prima volta. Nei tempi più recenti, tuttavia, la questione si è fatta più ampia e più urgente, poiché diffusa in modo inarrestabile. Non solo. L’ultima figura della tecnica si è rivelata la Intelligenza Artificiale, ormai onnipresente in ogni luogo della comunicazione, e perciò coinvolta, in contemporanea, nei piani disviluppo di tutte le aziende, di qualsivoglia natura.

    Sembra diventata ormai come l’aria, di cui non si può fare a meno, pena l’asfissia.

    Nel volgere di pochi anni – forse meglio dire pochi mesi – nessuna impresa, nessun ente (pubblico o privato),nessuna realtà socio-economica potrà permettersi di rinunciare ai (presunti) vantaggi consentiti dalla I. A. Ma siamo così sicuri che si tratti solo di vantaggi? O è meglio riflettere anche su quello che verrà lasciato indietro, forse per sempre. Scrittura manuale; lettura su carta; dialogo e confronto in presenza; ricerca analitica. Per fare alcuni esempi.

    Senza contare le “bugie” che questa scoperta può generare. Come ampiamente osservato in tutti i campi della comunicazione.

    Domande aperte, che lasciamo alla riflessione dei lettori.

    Gianfranco Amato

    Direttore del Centro Studi Pietro Desiderato

     

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    Jobs Act

    €2,50

    a cura di Gianfranco Amato

    Forse la riforma più discussa e più controversa in tema di legislazione del lavoro, destinata a incidere, in modo rilevante, sulle condizioni di vita e di lavoro delle persone.

    Opportuna, dunque, una descrizione dei capitoli, e insieme indispensabile una analisi rigorosa e puntuale delle norme che li compongono.

    Questa pubblicazione affronta proprio i temi del Jobs Act ed i problemi conseguenti alla loro applicazione; i percorsi di cambiamento; le novità rispetto al quadro normativo precedente.

    Il tentativo è quello di fornire una visione d’insieme, seguendo la linea del pensiero critico, inteso a formulare le valutazioni dopo aver osservato i fatti.

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    Autonomia. Il destino della differenza

    €1,80

    a cura di Gianfranco Amato

    Il presente del passato […] è la storia;

    il presente del presente […] è la visione;

    il presente del futuro è l’attesa.

    – Sant’Agostino

    Declinata in diverse forme, l’Autonomia è una di quelle parole, ormai troppe, usate male, in modo generico, spesso fuori contesto.

    Il risultato è quello di renderla sempre più fragile, tanto da diventare evanescente come un fantasma.

    È una delle tante fratture della grammatica, sia come sistema formale, sia come architettura coerente di idee storicamente definite.

    Ne prendiamo atto. Ma non ci rassegniamo.

    Per questo l’ultimo lavoro del Centro Studi tenta di recuperare radici,

    senso e significato di un termine compromesso fino allo sfinimento.

    L’obiettivo si rivolge al centro simbolico della nostra Organizzazione, che, da sempre, interpreta l’autonomia come il luogo che le spetta, dove si alimenta. Possiamo dire il suo “specifico”, termine che indica una caratteristica senza la quale la Fabi semplicemente non sarebbe.

    I capitoli che seguono disegnano il profilo di una combinazione unica nel panorama sociale e politico del nostro Paese.

    Gianfranco Amato

    Direttore del Centro Studi sociali

    Pietro Desiderato

     

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    Gli equivoci della verità

    €17,00

    di Gianfranco Amato

    “Quid est veritas” chiede Ponzio Pilato durante il processo a Gesù. Quella domanda ci accompagnerà per i successivi 2000 anni, senza mai aver trovato la risposta conveniente, in grado di mettere tutti d’accordo. Ma la domanda nasce prima di essere pronunciata nel tempo a cui ci riferiamo. Essa possiede radici antiche ed arcane, che affondano nel mito e nelle religioni, in attesa di trovare, poi, gli interpreti adeguati nei secoli successivi.

    Il libro prova a percorrere i sentieri impervi e difficili, dove la domanda ha camminato, sulla strada della conoscenza, con passi incerti e con alterna fortuna. Ogni volta messa in questione dai più grandi pensatori della civiltà occidentale.

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    Il tempo della memoria

    €1,44

    Evoluzione del sistema del credito negli ultimi decenni

    a cura di Giuliano Amato

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    Società tecnologia lavoro

    €1,44

    A cura di Giuliano Amato

    La questione della Tecnica ha raggiunto una dimensione ormai universale. Solo alcuni angoli remoti della geografia conosciuta sono ancora al riparo dalla sua rete e dagli interrogativi che essa apre e propone. L’origine è antica: dal fuoco e dalla ruota (due mezzi primordiali), siamo pervenuti al computer, allo smartphone e ai robot. Fino agli ultimi decenni del secolo scorso, la tecnologia provocava interesse e curiosità, promuoveva adesione e consentiva un certo divertimento. Quelle categorie si sono rapidamente evolute in desiderio e pulsione, fino a lambire il terreno della dipendenza. La questione è diventata problema, il problema si è tramutato in idolo.
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    Etica e sindacato

    €2,50

    a cura di Gianfranco Amato

    L’etica, la finanza etica, il virus e l’etica, il lavoro e l’etica, il sindacato e l’etica. A 360 gradi il Centro studi “Pietro Desiderato” della Fabi indaga il concetto filosofico più attuale di tutti i tempi. Una pubblicazione che scuote le coscienze, che ci interroga e mette a nudo l’agire umano. La dignità del lavoro e lo smart working, il coronavirus e il rapporto con i nostri simili, il sindacato e il posto che occupa la Fabi, in particolare, nel settore del credito. Due chiacchiere con Gianfranco Amato, direttore del Centro studi Fabi.

    Fabi – Federazione Autonoma Bancari Italiani

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    Nelle forme del tempo

    €18,70

    di Gianfranco Amato

    Il testo trae origine dalla messa a fuoco della relazione che intercorre tra il tempo e il cinema, tenendo conto che le condizioni della Postmodernità hanno modificato, tra l’altro, la percezione delle diverse forme del tempo stesso.

    Dopo aver affrontato, per rapide sintesi, l’evoluzione che le parole utili a tale indagine hanno attraversato nella storia, il lavoro entra nell’analisi di cinque pellicole, tra loro diverse per genere e cronologia, cercando di mostrare come si manifestano, nel testo filmico, le tre grandi forme che il tempo può assumere. Alla fine una breve “appendice” richiama alcune opere pittoriche, tra le molte che hanno attraversato la lunga stagione delle Avanguardie, nella quale il sentimento del tempo ha disteso la propria influenza.

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