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(0)By : Marina Cherubini
Susanne K. Langer
€15,00di Marina Cherubini
Opera terza premiata alla XIII edizione del Premio Nazionale di Filosofia “Le figure del pensiero”, sezione Saggio edito.
La struttura di un pensiero trova la sua espressione “nella forma delle sue domande. Una domanda è, in realtà, una proposizione ambigua: la sua determinazione è costituita dalla risposta. Ci può essere solo un certo numero di alternative atte a completarne il senso.” Per questo Susanne Langer (1895-1985) in Filosofia in una Nuova Chiave invita a formulare bene le proprie domande, vale a dire a fare filosofia.
Ci si può quindi chiedere: può la filosofia realmente dirsi tale se nel suo incessante cammino trascura la voce di una filosofa classica contemporanea?
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(0)By : Mirco Cittadini
Da Medusa a Maria
€18,00di Mirco Cittadini
Francesca, Pia, Matelda, Piccarda, Beatrice, Maria: da sempre chi legge la Commedia è rimasto intrigato da queste potenti figure femminili.
Nonostante l’opinione corrente, anche sostenuta da certa critica ufficiale, veda in Dante tracce più o meno moderate di misoginia, nel “poema sacro” il principio femminile diventa occasione di trasformazione e salvezza. Le donne nella Commedia hanno molti volti, luminosi e terribili, che assieme vanno a integrare il medesimo archetipo. Insieme tenteremo una strada nuova, una strada dominata dalla presenza perturbante di una dea oscura e antichissima.
Andremo a individuare i sottili satelliti opachi della costellazione dantesca per ricomporre un nuovo, insospettato, sistema lunare.
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(0)By : Alfonso Mirto
Il bibliotecario e lo scienziato
€18,00di Alfonso Mirto
Il volume pubblica il carteggio tra Geminiano Montanari, scienziato modenese, e Antonio Magliabechi, bibliotecario ed erudito fiorentino. Il carteggio, ricco di 74 lettere, ci fornisce un quadro pressoché completo della vita culturale italiana ed europea della seconda metà del Seicento: incontriamo personaggi notissimi sia nel campo scientifico, sia in quello prettamente storico-letterario, come per esempio Jean Mabillon, Charles Patin, Jacobus Gronovius, Niels Stensen, Caspar e Thomas Bartholin, Giuseppe Valletta e molti altri. Il rapporto epistolare tra i due inizia nel 1676, quando il Montanari ritorna a Bologna dopo il soggiorno fiorentino, e prosegue per tutto il periodo della sua permanenza a Padova e a Venezia, terminando nel settembre del 1685.
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(0)By : Patrizia Lo Cicero
Nell’erotismo epistolare di Gabriele d’Annunzio
€15,00di Patrizia Lo Cicero
«Eri come un fascio inebriante di tuberose,
venerdì, fra il tramonto e la mezzanotte.
Quando partisti, avevo in me il tuo odore, il
tuo sapore, il tuo ardore. Ero vestito della tua
pelle pallida e ricca come la madreperla.
Sentivo intorno all’infaticabile e insaziabile
“principino” il tepido velluto della tua
rosa stretta. Eppure, sul punto di rimontare
sul suo candido palafreno di Persia, Leila
volle lacerare il sogno… Oggi ho la convinzione
dolorosa ma ferma che non potrai mutarti,
in nessun modo…Ariel».
[A.P.V., cc. 30353, n. 96 delle trascrizioni].
Un’erotica dichiarazione d’amore, contraddetta subito dopo dalla cocente disillusione, rafforzata in seguito da ingiuriose illazioni frutto di una rabbiosa gelosia che bene esemplifica il tono di questo Epistolario. Proprio così: la storia di Angioletta e Gabriele si snoda tra appassionate, delicate asserzioni ed invettive furibonde; tra crude narrazioni erotiche ed ironiche, oppure sarcastiche, battute. La “Belva” attira nel suo “covo” la ‘preda’. Leila fugge sul destriero bianco, ma poi, ravveduta, torna da Ariel…
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(0)By : Elisabetta Zampini
Sognando un dolce andare
€10,00di Elisabetta Zampini
Rufina Ruffoni, nobildonna veronese vissuta tra l’inizio e la pienezza del Novecento, ha pubblicato un’unica raccolta di poesie intitolata Sognando un dolce andare. Era il 1950 ma il libro accoglieva una lunga esperienza poetica maturata tra le stanze ed il giardino della Pavarana, luogo fondamentale nella formazione culturale e letteraria di Rufina.
L’aristocratica dimora ospitava intellettuali, poeti e artisti di notevole pregio, aperti all’emozione di nuovi linguaggi, dalle avanguardie fino alle più liriche e riposte manifestazioni. Margherita Lochis, madre di Rufina, animava e sosteneva il festeggevole ragionare di quanti cercavano un reciproco confronto e conforto nel dirsi, attraverso la musica, l’arte, la poesia, il teatro. Era infatti nipote di Alfredo Piatti, il virtuoso del violoncello che conquistò Londra, e apparteneva a quella medesima famiglia Lochis la quale, per tramite del conte Guglielmo aveva creato la favolosa pinacoteca nella villa alla Crocetta di Mozzo, sui declivi vicino a Bergamo.
Gli incontri del cenacolo culturale ispirarono a Rufina studi, letture, riflessioni e immagini le quali però si univano, e questo è il dato significativo, ad una lunga tradizione che fluiva da un passato remoto e che tendeva alla mirabile armonia tra l’opera dell’uomo e l’incanto della natura. E a partire dai versi di Rufina, in un viaggio a ritroso lungo le vicende della sua famiglia intrecciate indissolubilmente alla visione del locus amoenus, viene ritrovata quella sorgente antica, fino a giungere alla purezza del paesaggio che si fa eloquente ed esso stesso narratore di un sogno.
La poesia di Rufina Ruffoni testimonia l’esito estremo e definitivo di un’utopia, ovvero di una civiltà nella quale la terra abitata (ed il cielo sovra essa) non era solo il bene da sfruttare e da utilizzare ma era garante della propria esistenza, della propria bellezza. Ora, dopo lunghissimi anni di silenzio, questa poesia davvero significativa ritrova nuova luce.
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(0)By : Martina Savoia
Il mondo sommerso
€14,00di Martina Savoia
La morte dell’anima è lenta e subdola. Inizia a mangiarti da dentro, quasi non te ne accorgi subito, senti solo un po’ di disagio in più, della tristezza strana e persistente, ma ti dici che è normale, che forse sei solo un po’ stanco … poi il malessere ti pervade ed esce dagli occhi, inonda ciò che ti circonda e lo trasforma nell’incubo che hai dentro di te.
E sai che nessuno può capire davvero questa cosa … finché non ti ritrovi in una clinica o in un reparto psichiatrico. Allora incroci occhi che sono i tuoi, ombre che sono le tue, sorrisi stentati che sono gli stessi che adotti tu da anni … e capisci che non sei matto, che nemmeno loro
lo sono.
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(0)By : Paola Polettini
Fenomenologia del conosciuto non pensato. Un esempio di percorso generativo
€18,00di Paola Polettini
“Con questa ricerca ho inteso mostrare alcuni nessi epistemologici fondamentali che consentono di leggere ciò che transita tra il visibile e l’invisibile nel movimento del pensiero che dà espressione alla soggettività nel rapporto col reale, mantenendolo in trasparenza agli apporti di metodo che la Fisica quantistica, la Matematica, la Biologia e le neuroscienze hanno fornito alla osservazione del fenomenico. Nel mondo della natura e nel mondo della vita tecnologicamente organizzato questo tema offre alle possibilità di espressione del vivente una unitaria chiave interpretativa.”
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Fisiologia delle «opere della mente»
€12,40Paul Valéry al collège de France(1937-1945)
di Gabriele Fedrigo
Quali legami possiamo stabilire fra una scultura di Michelangelo e un sonetto di Shakespeare? E fra una pagina di un romanzo e la fisica quantistica? Durante i suoi anni di insegnamento al Collège de France (1937-1945) il poeta Paul Valéry si propone il “progetto veramente temerario” di reperire quel denominatore comune che sta alla base della vastissima produzione artistica, letteraria, filosofica e scientifica della nostra specie. L’indagine sui meccanismi fisiologici implicati nella “fabbricazione” di quelle che Valéry chiama “opere della mente”, si sviluppa, da un lato, attraverso il tentativo di abbozzare le linee di una “Economia poietica” e, dall’altro, mediante una riflessione sul significato di quel “Capitale intellettuale” che apre la specie umana a un'”immensa avventura”. Da qui le domande: “Che fare… dell’Uomo? – Possiamo farci una nuova idea dell’Uomo? – Possiamo crearci un nuovo scopo, un nuovo desiderio?”
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Negrarizzazione
€19,00Speculazione edilizia, agonia delle colline e fuga dalla bellezza
di Gabriele Fedrigo
Con questa ricerca vorrei indagare la genesi storica, estetica e sociopolitica del neologismo negrarizzazione. Come e perché tale termine nasce a Negrar? Che cosa è successo in questo paese della famosa contea della Valpolicella per giustificare la nascita del neologismo negrarizzazione? Qual è il campo semantico circoscritto da questo termine? Fino agli inizi degli anni Sessanta, Negrar era famoso soprattutto per il suo buon vino e per il suo meraviglioso paesaggio. Negli ultimi vent’anni, Recioto e Amarone a parte, Negrar è balzato sulle pagine della stampa locale e nazionale per una delle più violente e spaventose aggressioni edilizie avvenute in Veneto nei confronti della bellezza collinare. Attraverso la negrarizzazione vorrei riflettere su due questioni intimamente connesse: la prima riguarda l’aggressività umana verso la bellezza del paesaggio; la seconda concerne invece gli effetti della rovina estetica sui funzionamenti neuromentali di quanti ora subiscono l’avvenuta negrarizzazione del territorio.
Gabriele Fedrigo








