Filosofia
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Idiorritmie
€24,00di Gabriele Fedrigo
“Chiamo fantasma un ritorno di desideri, d’immagini, che vagano, che si cercano in voi, talvolta per tutta una vita, e spesso non cristallizzano che attraverso una parola”.
Il fantasma esplorato da Roland Barthes nel suo primo corso tenuto al Collège de France (1977) è una possibilità del Vivere-Insieme: “non è il vivere-a-due, non è il discorso simil-coniugale, che seguirebbe – per miracolo – al Discorso amoroso. [È] un fantasma di vita, di regime, di genere di vita, diaita, dieta. Né duale, né plurale (collettivo). Qualche cosa come una solitudine interrotta in modo regolare: il paradosso, la contraddizione, l’aporia di una messa in comune delle distanze – l’utopia di un socialismo delle distanze”.
Nella parola idiorritmia, tratta dal vocabolario dell’esperienza religiosa dei monaci del Monte Athos, Barthes trova ciò che finalmente farà cristallizzare il suo fantasma come Vivere-Insieme. Lontana dalle forme gregarie e dallo stile di vita eremitico, l’idiorritmia è “forma mediana, utopica, edenica, idilliaca” del Vivere-Insieme. Allora perché non mettersi sui suoi passi? Perché non esplorare questa “utopia domestica”? Perché non cominciare ad assaporare il gusto della parola idiorritmia come possibile stile del Vivere-Insieme?
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Gladiator, l’atleta del possibile
€18,90Valéry e lo «sport della mente»
di Gabriele Fedrigo
Nella “Commedia Intellettuale” messa in scena nei Cahiers di Paul Valéry si assiste alla ricorrente comparsa di eroi della mente dediti a scandagliare e a perlustrare la macchina cerebrale che li ha fatti nascere e che li sostiene. Accanto a Monsieur Teste, Leonardo da Vinci e Robinson splende per la sua luce adamantina un personaggio che gioca tanto il ruolo di un cavaliere che di un cavallo e il cui nome è Gladiator.
Nei Cahiers Gladiator funziona da catalizzatore di un vasto progetto di rifacimento dei meccanismi implicati nella valorizzazione degli “oggetti mentali” (idee e immagini) spontaneamente prodotti dal cervello o che quest’ultimo assume più o meno accidentalmente dall’ambiente esterno. Scopo da raggiungere è depotenziare gli effetti di risonanza di quelle “idee” ed “immagini” che, opportunamente mascherate nelle vesti di “idoli”, cercano di sottrarsi alla transitorietà e alla rapida sostituzione a cui sono invece ‘destinate’. Per raggiungere il suo obiettivo Gladiator impugna le sottili lame dell’analisi e un formidabile arsenale di esercizi con cui praticare quello che lo stesso Valéry chiama “sport della mente”. Gladiator non è infatti solo un ‘terapeuta’ delle aberrazioni della sensibilità nervosa, ma anche lo “sportivo” che pratica un “training” con cui rendere duttile, flessibile e plastico il suo “sistema neuro-psichico”.
L’‘agone neuronale’ fra i circuiti deputati alla valorizzazione e quelli della consciousness coinvolti nei processi di relativizzazione di qualsiasi “oggetto mentale” si trasforma in nuova palestra dove Gladiator cerca di addestrarsi e di forgiarsi. L’esperimento atletico si configurerà come un tentativo alquanto peculiare di costruire nel cervello un dispositivo con cui tenersi costantemente aperti a sperimentare “jusqu’au bout” il proprio “possibile”.
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Fisiologia delle «opere della mente»
€12,40Paul Valéry al collège de France(1937-1945)
di Gabriele Fedrigo
Quali legami possiamo stabilire fra una scultura di Michelangelo e un sonetto di Shakespeare? E fra una pagina di un romanzo e la fisica quantistica? Durante i suoi anni di insegnamento al Collège de France (1937-1945) il poeta Paul Valéry si propone il “progetto veramente temerario” di reperire quel denominatore comune che sta alla base della vastissima produzione artistica, letteraria, filosofica e scientifica della nostra specie. L’indagine sui meccanismi fisiologici implicati nella “fabbricazione” di quelle che Valéry chiama “opere della mente”, si sviluppa, da un lato, attraverso il tentativo di abbozzare le linee di una “Economia poietica” e, dall’altro, mediante una riflessione sul significato di quel “Capitale intellettuale” che apre la specie umana a un'”immensa avventura”. Da qui le domande: “Che fare… dell’Uomo? – Possiamo farci una nuova idea dell’Uomo? – Possiamo crearci un nuovo scopo, un nuovo desiderio?”
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Estetica dell’esistenza e ascesi «gay»
€19,00Appunti intorno a Michel Foucault
di Gabriele Fedrigo
“Il comportamento sessuale è costituito come ambito di pratica morale, nel pensiero greco, da atti di piacere (aphrodisia) che rientrano in un campo agonistico di forze difficili da padroneggiare; essi richiedono, per assumere la forma di una condotta razionalmente e moralmente accettabile, la messa in gioco di una strategia della misura e del momento, della quantità e dell’opportunità; e questa tende, come compimento ideale, a una perfetta padronanza di sé in cui il soggetto è “più forte” di se stesso fin nell’esercizio del potere che esercita sugli altri. Ora, l’esigenza di austerità implicita nella costituzione di questo soggetto padrone di sé non si presenta sotto forma di una legge universale alla quale ciascuno e tutti dovrebbero sottomettersi, ma piuttosto come un principio di stilizzazione della condotta per chi voglia dare alla propria esistenza la forma più bella e compiuta possibile.” (Michel Foucault, L’uso dei piaceri)
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Droga sottile (dossier per un’«etologia degli intellettuali»)
€29,00di Gabriele Fedrigo
Le carte del dossier Droga sottile sono tutte figlie di un eccesso cerebrale. Chi le scrive è un tossicomane di intelletto con velleità artistiche e filantropiche. Con il pretesto di voler esaudire il desiderio di Roland Barthes di scrivere un’“etologia degli intellettuali”, questo drogato di mente passa i suoi giorni a sperimentare stati diversi dell’ebbrezza. Allucinato com’è dal suo cervello, pensa che mettere il naso fuori dal dossier voglia dire sparire nella noia della pura realtà. Per questo non smette di scrivere e di pensare. Droga sottile non è forse una sua invenzione? Non è forse la sostanza intellettuale che tiene acceso il dossier e chi lo scrive?
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(0)By : Paolo Livieri
Preliminari al Pensiero Puro
€10,00di Paolo Livieri
Tra Mente e Mondo in G.W.F. Hegel
Questo breve saggio cerca di rispondere ad una domanda fondamentale: che cosa intende G.W.F. Hegel per pensiero puro? Nonostante l’obiettivo di questa indagine si presenti in maniera così ben definita, esso può risultare difficile da raggiungere, poiché tutto il sistema Hegeliano delle scienze filosofiche si regge su una definizione di pensiero innovativa e complessa.
Per guidare il lettore inesperto ed evitare il rischio di rimanere impigliati nella ricchissima trama del sistema del pensiero filosofico, la presente indagine prende in considerazione solo i testi che Hegel redige come introduzione ad alcune sue opere fondamentali. Grazie al lessico semplice e alla prospettiva generale, il concetto di pensiero puro appare così chiaramente delineato: nei testi selezionati, infatti, Hegel parla di Hegel ed espone ciò che la sua filosofia intende fare. Il saggio si rivolge quindi prevalentemente a studenti che per la prima volta si avvicinano ai testi del filosofo di Stoccarda.
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Filosofi sempre
€18,00di Linda Napolitano Valvitara
“Filosofi sempre” è calco semplificato di uno dei tratti da Platone ascritti al suo Eros, “filosofo per la vita intera”. Esser “filosofi sempre” significa non tanto una professionalità o uno stato, ma una postura interiore: essa media la capacità di cercare – in dialogo continuo con gli altri – e formulare argomentazioni il più possibile solide alle opinioni che si nutrono (lògos) e d’intrecciarle poi a buone narrazioni (mýthos), che plasmino le proprie emozioni e motivino il successivo agire di quanto ci si arrischi a creder vero, e buono per sé come per gli altri.
Dalla filosofia antica – dal testo platonico soprattutto – ci giungono ‘immagini’ potenti e significative dei perduranti pericoli del non esser “filosofi sempre”: si può allora volersi sottrarre allo sguardo degli altri, tentar di farsi invisibili (come l’antico Gige o il tolkieniano Gollum), nutrendo una sostanziale e distruttiva invidia (phthònos), che mira a togliere agli altri i loro beni e a non condividere con essi i propri. Questo modo – certo inattuale e non corrente – d’intendere la filosofia, base per un vero long life learning, pare aver tuttora valore a prevenire, forse essa sola, ogni forma di autoritaria tirannide.
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(0)By : Davide Poggi
“In scienza e coscienza”
€18,00a cura di Davide Poggi
“In scienza e coscienza”: mai come negli ultimi due anni abbiamo sentito pronunciare queste parole, da parte del personale medico-sanitario, dei rappresentanti delle istituzioni e, più in generale, di tutti coloro che si sono trovati non tanto “di fronte”, quanto piuttosto “dentro” una realtà in cui l’intrìco di variabili, che sempre caratterizza (pur inavvertitamente) il mondo della vita, è emerso in tutta la sua drammatica potenza e caoticità. Chi sceglie e agisce “in scienza e coscienza” si trova a convivere
con l’incertezza, attuando una compenetrazione dell’aspetto teorico e di un’idea di ciò che “dovrebbe essere” perché “sarebbe bene/preferibile che fosse”, da cui una valutazione di ciò che occorre fare nel concreto.
Scienza e coscienza dominano la riflessione filosofica, in particolare, dalla modernità ai giorni nostri, nella duplice accezione, morale e cognitiva: tanto della coscienza si è provato a fare oggetto di scienza, quanto si è avvertita l’urgenza (specialmente nel Novecento) di applicare alla scienza una riflessione etica. Questi due concetti costituiscono appunto i temi portanti del secondo volume del Centro “Ricerche di Gnoseologia e Metafisica”, “In scienza e coscienza”. Dall’età moderna alla contemporaneità, tra epistemologia ed etica, che raccoglie i contributi dei vari membri del Centro, arricchiti, in questo nuovo percorso condiviso, dalla presenza dei partecipanti al Gruppo di Studi di Filosofia della Medicina diretto dal prof. Antonio Moretto.
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(0)By : Antonino La Russa
Studi e ricerche galileiane
€9,00di Antonino La Russa
Vi sono degli interessi che accompagnano e riempiono una vita. La scintilla che li accende spesso scocca inaspettatamente e si manifesta attraverso ineffabili emozioni intellettuali.
Così è accaduto nella mia prima lettura del galileiano Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, lettura iniziata per obblighi di studio, preparando un esame di filosofia all’università, e terminata col proposito, allora indefinito, di onorare, nel mio piccolo, il grande scienziato pisano con studi e ricerche. Mi è sembrato che solo così potessi ripagare la luce che egli mi aveva fatto intravedere.
Poi, procedendo negli anni, mi resi conto che la biografia umana e intellettuale di Galileo Galilei è segnata da nodi che resistono all’opera della critica, sia per l’insufficienza dei documenti disponibili, che per la natura complessa della personalità di Galileo e del suo impegno storico-scientifico.
Cerco solo di accennarli, per darne un’idea a grandi linee.
Preferisco nodi, termine concreto e immaginifico, e non i termini più tecnici antinomie o contraddizioni, anche per una differenza semantica di non poco conto. Le antinomie e le contraddizioni si giocano in uno spazio concettuale dualistico, nei nodi, invece, i loro due capi sono costituiti dalla stessa materia. Ciò, secondo me, corrisponde meglio alla personalità di Galileo: egli vive in tensione per una volontà determinata a creare delle sintesi nella complessità della realtà naturale e umana, che ama profondamente e vuole ricomporre in un’unità razionalmente coerente.








