• (0)

    Pagine di epistemologia sulla nascita della forma

    di Paola Polettini

    La domanda filosofica sulla nascita della forma è relativa al modo di intendere il rapporto tra il soggetto e il suo mondo. Questo lavoro pone a fondamento l’assunzione che il rapporto tra il vivente e l’ambiente, in quanto mutua relazione trasformativa, appartenga a una originaria relazione costituente le cui modalità si possono riscontrare ai più diversi livelli delle espressioni vitali: dalle cellule primordiali fino all’organismo umano e alle possibilità stesse del

    pensiero di dar luogo alla formulazione linguistica e alla astrazione. Il circolo ermeneutico è inerente alla ipotesi.

    18,00
  • (0)

    I piccoli fuochi dell’arte

    di Paola Polettini

    Questo piccolo libro che gioca col linguaggio espone il tentativo di rintracciare i segni perduti di una koiné dotata di storicità, differenziandosi dal linguaggio corrente che ha rimosso la sua trasformazione storica a favore di categorie dell’universale; e il tentativo più ambizioso di mostrare che non c’è mai stato un solo ordine simbolico, restituendo alla dimensione del materno il potenziale della narrazione.

    15,00
  • (0)

    Figure del fenomenico

    di Paola Polettini

    Questo libro espone un lavoro di epistempologia a orientamento fenomenologico. Ho ritenuto fondante nella mia riflessione critica il modo del rapporto con la natura.

    Scrivere questo libro è stata per me come una restituzione ai filosofi che hanno accolto la mia presenza e il mio pensiero.

     

     

    18,00
  • (0)

    Gli equivoci della verità

    di Gianfranco Amato

    “Quid est veritas” chiede Ponzio Pilato durante il processo a Gesù. Quella domanda ci accompagnerà per i successivi 2000 anni, senza mai aver trovato la risposta conveniente, in grado di mettere tutti d’accordo. Ma la domanda nasce prima di essere pronunciata nel tempo a cui ci riferiamo. Essa possiede radici antiche ed arcane, che affondano nel mito e nelle religioni, in attesa di trovare, poi, gli interpreti adeguati nei secoli successivi.

    Il libro prova a percorrere i sentieri impervi e difficili, dove la domanda ha camminato, sulla strada della conoscenza, con passi incerti e con alterna fortuna. Ogni volta messa in questione dai più grandi pensatori della civiltà occidentale.

    17,00
  • Add to Wishlist
    Quick View
    Out Of Stock
    (0)

    Note di epistemologia

    di Paola Polettini

    Questo studio prende spunto da un recente dibattito sulla free-energy presentato dall’international journal “Physics of Life reviews”, per focalizzare l’attenzione sui processi di trasformazione all’origine del vivente dal punto di vista dell’energia come condizione fisicochimica.

    Qui trovi la nuova edizione.

    12,00
  • (0)

    Il contagio e la cura

    (a cura) di Carlo Chiurco

    Per superare la pandemia non dobbiamo augurarci che scompaia, bensì che si faccia endemica: non che se ne vada, ma che, assimilata – alla lettera: “resa simile a noi” –, non se ne vada più. È il modo stesso di procedere della vita. Da questo paradosso sorge una considerazione: lungi dall’identificarsi senz’altro con la salute, la vita sembra invece intrecciare con l’elemento del contagio un rapporto necessario, ineludibile. Tuttavia, se questo è vero, allora bisognerà affermare che altrettanto necessario è, per la vita, il rapporto con la cura.

    Il senso della vita, se mai ve ne è uno, sembra dunque giocarsi all’interno di questa relazione triadica tra la vita stessa, il contagio, e la cura. In effetti, molti indizi sembrerebbero andare proprio in questa direzione. Parliamo ad esempio di comunicazione “virale”, ma la comunicazione è anche un fondamentale modo di prendersi cura delle relazioni; e il virus, che ha gettato il mondo intero nella crisi, può anche generare quella spinta verso una rinnovata cura verso il pianeta capace di far finalmente germinare un futuro non soltanto nuovo, ma anche diverso.

    16,00
  • (0)

    Homo neuro-aestheticus

    di Gabriele Fedrigo

    Con questo lavoro vorrei mettere a disposizione del lettore un tentativo di accostarmi alla neuroestetica di Semir Zeki abbozzato in occasione di un convegno organizzato da Gian Franco Frigo e Fabio Grigenti del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Padova. Il convegno svoltosi nei giorni 9 e 10 giugno del 2006 portava come titolo: ‘Anthropos: origine, sviluppo (e fine?) di un concetto’. Elaborato sulla scia di una precedente ricerca, ‘Che cosa può un uomo? Potenzialità biologica, selezione naturale e cervello da Paul Valéry a Gerald M. Edelman’ (Torino, 2005), il mio intervento cercava di interrogarsi criticamente sulla neuroestetica a partire non solo dalla relazione fra estetica filosofica e neuroestetica, ma anche dalla genesi neuronale della nostra poliedrica potenzialità estetica.

    5,70
  • (0)

    Tilt! I carnet Roland Barthes

    di Gabriele Fedrigo

    “Se fossi scrittore, e morto, come mi piacerebbe

    che la mia vita si riducesse, a cura di un biografo

    amichevole e disinvolto, ad alcuni particolari, alcuni

    gusti, alcune inflessioni, diciamo:

    dei ‘biografemi’, la cui distinzione e mobilità

    potrebbero viaggiare fuori da ogni destino e andare a

    raggiungere, simili ad atomi epicurei, qualche corpo

    futuro, promesso alla stessa dispersione”

    (Roland Barthes)

    …immagino ora quel “corpo futuro, promesso alla

    stessa dispersione”, lo immagino immerso nelle

    acque del Neutro…

    19,00
  • (0)

    Idiorritmie

    di Gabriele Fedrigo

    “Chiamo fantasma un ritorno di desideri, d’immagini, che vagano, che si cercano in voi, talvolta per tutta una vita, e spesso non cristallizzano che attraverso una parola”.

    Il fantasma esplorato da Roland Barthes nel suo primo corso tenuto al Collège de France (1977) è una possibilità del Vivere-Insieme: “non è il vivere-a-due, non è il discorso simil-coniugale, che seguirebbe – per miracolo – al Discorso amoroso. [È] un fantasma di vita, di regime, di genere di vita, diaita, dieta. Né duale, né plurale (collettivo). Qualche cosa come una solitudine interrotta in modo regolare: il paradosso, la contraddizione, l’aporia di una messa in comune delle distanze – l’utopia di un socialismo delle distanze”.

    Nella parola idiorritmia, tratta dal vocabolario dell’esperienza religiosa dei monaci del Monte Athos, Barthes trova ciò che finalmente farà cristallizzare il suo fantasma come Vivere-Insieme. Lontana dalle forme gregarie e dallo stile di vita eremitico, l’idiorritmia è “forma mediana, utopica, edenica, idilliaca” del Vivere-Insieme. Allora perché non mettersi sui suoi passi? Perché non esplorare questa “utopia domestica”? Perché non cominciare ad assaporare il gusto della parola idiorritmia come possibile stile del Vivere-Insieme?

     

    24,00