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    La Fenomenologia nella Settima Stanza: Gerda Walther ed Edith Stein

    di Lucia Vantini

    Con Edith Stein e Gerda Walther la fenomenologia si spinge nella settima stanza, addentrandosi nello spazio straordinario e inquieto dell’esperienza mistica. Qui il mondo si esprime nella forma di un’oscurità feconda, capace di trasformare e rigenerare le storie. Queste due donne hanno saputo farne un tesoro da spartire, ispirando con la loro scrittura non solo le singolarità ma anche quelle piccole e grandi comunità che non si rassegnano a vivere di apatia verso le esistenze e i destini più feriti.

    16,00
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    Karl Jaspers. Tra filosofia e scienza

    di Ivan Valbusa

    Al di là della molteplicità degli interessi, l’intera opera di Karl Jaspers appare animata dall’idea di fondo che scienza e filosofia sono legate da un intreccio indissolubile, pena la morte di entrambe: come non si dà filosofia contro la scienza («chi desidera la filosofia […] desidera anche la scienza»), così non si dà nemmeno filosofia al di fuori della scienza («le scienze costituiscono inevitabilmente il campo in cui deve orientarsi ogni filosofia che voglia pensare secondo verità»). In tal senso, attraverso l’esame critico dei testi più significativi del pensatore di Oldenburg e il confronto con alcuni temi centrali dell’epistemologia classica e contemporanea, il libro intende mostrare come solo un dialogo consapevole, sereno e non ideologico tra le due discipline possa scongiurare ogni forma di scientismo da una parte o di dogmatismo dall’altra.

    Il presente lavoro si rivolge, in primo luogo, a quegli scienziati che nella loro pratica hanno incontrato i limiti della scienza e si sono interrogati su questioni di senso: gli scienziati che, più o meno consapevolmente, si sono fatti filosofi. Avrà raggiunto un buon risultato se riuscirà a offrire loro ulteriori spunti di approfondimento e di ricerca. In secondo luogo, è rivolto anche a quei filosofi che o non conoscono Jaspers, oppure lo ritengono un profeta dell’antiscienza e del pensiero olistico: la speranza è, in tal caso, quella di restituire la complessità della sua ricerca filosofica, superando le facili semplificazioni storiografiche del momento.

    16,00
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    Il contagio e la cura

    (a cura) di Carlo Chiurco

    Per superare la pandemia non dobbiamo augurarci che scompaia, bensì che si faccia endemica: non che se ne vada, ma che, assimilata – alla lettera: “resa simile a noi” –, non se ne vada più. È il modo stesso di procedere della vita. Da questo paradosso sorge una considerazione: lungi dall’identificarsi senz’altro con la salute, la vita sembra invece intrecciare con l’elemento del contagio un rapporto necessario, ineludibile. Tuttavia, se questo è vero, allora bisognerà affermare che altrettanto necessario è, per la vita, il rapporto con la cura.

    Il senso della vita, se mai ve ne è uno, sembra dunque giocarsi all’interno di questa relazione triadica tra la vita stessa, il contagio, e la cura. In effetti, molti indizi sembrerebbero andare proprio in questa direzione. Parliamo ad esempio di comunicazione “virale”, ma la comunicazione è anche un fondamentale modo di prendersi cura delle relazioni; e il virus, che ha gettato il mondo intero nella crisi, può anche generare quella spinta verso una rinnovata cura verso il pianeta capace di far finalmente germinare un futuro non soltanto nuovo, ma anche diverso.

    16,00
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    Pietra filosofale della salute. Filosofia antica e formazione in medicina

    Filosofia antica e formazione in medicina

    di Linda M. Napolitano Valditara

    Il volume rielabora i contributi offerti da una filosofa nell’arco di sei anni ad operatori sanitari (medici e infermieri). I testi meditati son tratti per lo più dal pensiero antico e mostrano come vi si trovi materia proficuamente utilizzabile anche nell’approccio a problemi odierni.

    Sono trattate anzitutto le nozioni di ‘salute’ e ‘cura’ e quella di una distribuzione equa del bene stesso ‘salute’; si riflette poi sull’impiego in campo sanitario della ‘narratività’ (Medicina Narrativa) e sui problemi del dolore e della morte.

    Il volume, diretto non solo ad addetti ai lavori (filosofi od operatori sanitari), documenta una ‘pratica filosofica’: cioè l’impiego di testi e nozioni propri della filosofia antica in un campo – quello della salute, del dolore e della stessa morte – che ci coinvolge tutti in modo profondo e dove occorre oggi riguadagnare un modo dell’‘esser sani’ e dello stesso ‘darsi cura’ non declinabili in senso solo tecnologico.

    16,80
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    Cuore e Mente. Sentire, motivare e pensare per diventare migliori

    di Giuliano Bergamaschi e Matteo Rampin

    In questo testo sono illustrati i sentieri educativi con cui il cuore e la mente possono sollevare l’ego umano dalla sua malattia mortale: l’egoismo. L’egoismo per la sua pretesa di “controllo-possesso-consumo” è la fonte principale della disperazione umana. Comprendere, affrontare e trasformare ogni giorno i condizionamenti dell’egoismo in nome di un “progetto di senso” è la premessa per una realizzazione vera e buona della nostra vita.

    17,00
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    Gli equivoci della verità

    di Gianfranco Amato

    “Quid est veritas” chiede Ponzio Pilato durante il processo a Gesù. Quella domanda ci accompagnerà per i successivi 2000 anni, senza mai aver trovato la risposta conveniente, in grado di mettere tutti d’accordo. Ma la domanda nasce prima di essere pronunciata nel tempo a cui ci riferiamo. Essa possiede radici antiche ed arcane, che affondano nel mito e nelle religioni, in attesa di trovare, poi, gli interpreti adeguati nei secoli successivi.

    Il libro prova a percorrere i sentieri impervi e difficili, dove la domanda ha camminato, sulla strada della conoscenza, con passi incerti e con alterna fortuna. Ogni volta messa in questione dai più grandi pensatori della civiltà occidentale.

    17,00
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    Senza Corona

    a cura di Linda M. Napolitano Valditara e Carlo Chiurco

    Gli Autori di questo libro, professionisti in vari ambiti, dalla filosofia alla neurologia, dalla psichiatria all’infermieristica, riuniscono in queste pagine le loro esperienze sul Covid-19 e le loro diverse competenze, per fornirci un’immagine provocatoria di quello che era il ‘mondo di prima’, ovvero prima dell’avvento del Coronavirus. Pongono il dubbio che forse quel mondo non era poi così allettante come ci sembrava, prigionieri e confinati nel nostro lockdown, e forse neppure l’unico mondo possibile che possiamo immaginare e sperare anche per il ‘dopo’.

    Il Covid-19 può forse darci una nuova chiave di lettura per un cambio radicale di prospettiva.

    18,00
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    Traiettorie di pensiero

    di Davide Poggi

    Il presente volume, Traiettorie di pensiero, Prospettive storico-teoretiche di riflessione e ricerca, nasce in seno al Centro “Ricerche di Gnoseologia e Metafisica” del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, e in particolare, nel contesto dei cicli laboratoriali attivati nel corso degli anni accademici 2018-2019 e 2019-2020. L’obiettivo è quello di riassumere gli interessi e i temi cari ai membri del Centro e lanciare spunti di riflessione in funzione/al servizio di tutti coloro che, più o meno esperti, studenti o semplici appassionati, mostreranno il desiderio di coglierli: in tal modo, le altrui ricerche si trasformeranno in stimoli personali che termineranno in approfondimenti, conferme o smentite dei lavori che qui vengono proposti, e, in ogni caso, daranno continuità e vita alla ricerca del vero, arricchendo il mosaio della conoscenza del reale di sempre nuovi tasselli. Traiettorie di Pensiero costituisce una collezione di interventi che spaziano dall’area disciplinare teoretica e storico-filosofica (Marcolungo, Macor, Di Bella e Vitale), a quella etica (Erle e Battistoni) e, da ultimo, a quella epistemologica (Moretto).

    18,00
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    Itinerario filosofico

    di Giuseppe Zamboni (a cura di Antonino La Russa)

    Come chiarisce il sottotitolo, Dalla propria coscienza all’esistenza di Dio, l’Itinerario filosofico di Giuseppe Zamboni (1875-1950) intende prendere in esame, in modo sistematico, le ragioni della trascendenza di Dio, fino a giungere al confine della possibilità di un assenso di fede. Un percorso di ricerca che l’Autore affronta “dal vivo” in un ciclo d’incontri tra l’autunno del ’46 e la primavera del ’47 e che pubblica nel 1948.

    Ne scaturisce un’opera coinvolgente, perché Zamboni, in continuità con le sue ricerche, attraverso un’analisi dei processi conoscitivi sviluppa una rigorosa indagine gnoseologica, riuscendo a offrirci valide prospettive, e forti argomentazioni, nel campo dell’antropologia, dell’etica e della metafisica. Comincia da ciò che si presenta e si manifesta nell’immediatezza sensibile della vita della coscienza per individuare, attraverso gli atti funzionali dell’intelligenza e della volontà, l’esperienza delle oggettività

    caratterizzate da differenti valori entitativi.

    Ciò che per il senso comune, e anche per tanti filosofi, è oramai scontato viene riscoperto in un’armonia in cui l’io, nell’autotrasparenza della consapevolezza di sé, dà vita a una nuova comprensione. In questo sfondo, il discorso su Dio si viene modellando come ricerca autonoma, tesa a cogliere gli elementi soprasensibili che possano rinviare, speculativamente, a un ente assoluto, capace di ridare senso alla realtà che, altrimenti, si dibatterebbe «nell’assurdo, nella tenebra e nel silenzio».

    18,00