Lingua e letteratura italiana
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(0)By : Elisabetta Zampini
Sognando un dolce andare
€10,00di Elisabetta Zampini
Rufina Ruffoni, nobildonna veronese vissuta tra l’inizio e la pienezza del Novecento, ha pubblicato un’unica raccolta di poesie intitolata Sognando un dolce andare. Era il 1950 ma il libro accoglieva una lunga esperienza poetica maturata tra le stanze ed il giardino della Pavarana, luogo fondamentale nella formazione culturale e letteraria di Rufina.
L’aristocratica dimora ospitava intellettuali, poeti e artisti di notevole pregio, aperti all’emozione di nuovi linguaggi, dalle avanguardie fino alle più liriche e riposte manifestazioni. Margherita Lochis, madre di Rufina, animava e sosteneva il festeggevole ragionare di quanti cercavano un reciproco confronto e conforto nel dirsi, attraverso la musica, l’arte, la poesia, il teatro. Era infatti nipote di Alfredo Piatti, il virtuoso del violoncello che conquistò Londra, e apparteneva a quella medesima famiglia Lochis la quale, per tramite del conte Guglielmo aveva creato la favolosa pinacoteca nella villa alla Crocetta di Mozzo, sui declivi vicino a Bergamo.
Gli incontri del cenacolo culturale ispirarono a Rufina studi, letture, riflessioni e immagini le quali però si univano, e questo è il dato significativo, ad una lunga tradizione che fluiva da un passato remoto e che tendeva alla mirabile armonia tra l’opera dell’uomo e l’incanto della natura. E a partire dai versi di Rufina, in un viaggio a ritroso lungo le vicende della sua famiglia intrecciate indissolubilmente alla visione del locus amoenus, viene ritrovata quella sorgente antica, fino a giungere alla purezza del paesaggio che si fa eloquente ed esso stesso narratore di un sogno.
La poesia di Rufina Ruffoni testimonia l’esito estremo e definitivo di un’utopia, ovvero di una civiltà nella quale la terra abitata (ed il cielo sovra essa) non era solo il bene da sfruttare e da utilizzare ma era garante della propria esistenza, della propria bellezza. Ora, dopo lunghissimi anni di silenzio, questa poesia davvero significativa ritrova nuova luce.
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(0)By : Elisabetta Zampini
Nel grido d’una gioia
€14,00di Elisabetta Zampini
Torna a parlare la voce di una donna straordinaria, vissuta nella prima metà del Novecento fra Verona e Milano.
Ida Vassalini fu una personalità ecclettica, severa e poetica, dolente ma innamorata dell’infinito. Attraverso di lei si riscoprono con emozione i momenti più fecondi che hanno animato il Novecento.
La ricerca di un’esperienza religiosa autentica, rinnovata e libera, ed il sogno della fratellanza universale e della cooperazione fra i popoli divennero in lei un richiamo urgente. Fu segretaria della sezione italiana della Lega Femminile Internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF), s’impegnò per l’abolizione della pena di morte e per la costituzione degli Stati Uniti d’Europa. Come Maria Montessori, vide nell’educazione nel bambino la nascita di un mondo nuovo.
Il lei si incontrano la tradizione dell’Occidente e il sentiero luminoso dell’Oriente: dopo aver studiato il sanscrito e il pali, tradusse la Bhagavad Gita e il Dhammapada, veri tesori dell’India. Ispirata dai filosofi Pietro Martinetti e Giuseppe Rensi, fece del “dubbio” il suo punto di vista sull’esistenza per liberare il pensiero da ogni forma autoritaria e dogmatica. Lasciò nel canto, nelle liriche, la speranza della gioia.
Questo è il primo libro a lei dedicato.
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La lingua italiana e l’idea di nazione
€12,00di Mirella Spiritini Massari
“Non so a voi, ma a me capita a volte di avere un’intuizione che però presenta tante facce difficili da identificare e raccordare. Siamo davanti a mille rivoli e non ci resta che darci da fare per mettere ordine e distinguere i vari argomenti cercando di creare una progressione accettabile.
Iniziamo dalla parola.
La parola ci distingue in quanto uomini. L’uomo ha dato un nome alle cose, ai sentimenti, agli dei. Tuttavia la parola in sè è uno strumento, che viene usato dal pensiero per esprimere un’idea o per raccontare una storia. Per di più i significati delle parole spesso col passar del tempo subiscono delle modifiche; insomma hanno a che fare con la storia.
Dunque la parola, il linguaggio, la storia.
A questo punto mi è sembrato giusto scegliere tra le tante la parola Italia. L’Italia anticamente era considerata un luogo geografico, nel quale gli intellettuali ancora scrivevano in latino, anche se con molte semplificazioni. Il popolo parlava ormai una lingua volgare, discesa dal latino e diversa nelle varie regioni. Si passa presto al diffondersi di una lingua colta, che è ancora un volgare, ma è soprattutto lingua italiana.
Dunque l’Italia non è più solo un luogo geografico, ma è un paese unito nella cultura, nel linguaggio, nella storia. In Europa l’Italia è considerata maestra di civiltà, ma nessuno la considera un possibile stato: anche quando le Signorie sono ricche e potenti, c’è sempre la mano straniera che si garantisce il potere supremo.
Pur con questi limiti tra gli intellettuali si è ormai diffuso il senso della libertà di pensiero, liberando la cultura dalle ristrettezze imposte dalla Chiesa. L’Illuminismo significa tutto questo ed offre alla letteratura uno spazio nuovo. Il Rinascimento trae origine da questo spirito di libertà. Siamo al culmine del Rinascimento nel momento del massimo splendore e tuttavia vi è nell’aria un’inquietudine che risuona nell’opera di molti poeti. Insomma non siamo più al Quant’è bella giovinezza. Il mondo dell’Ariosto, per esempio, solo ad uno sguardo superficiale può apparire sereno. In realtà è pieno di avventure confuse e gratuite, nasconde dunque una visione negativa della vita. Arriviamo poi presto alla controriforma, che blocca la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero; nascono allora solo innocue poesiole e canzonette.
Il pensiero è comunque sempre vivo e nasce l’Illuminismo con filosofi francesi come Voltaire, Rousseau, Montesquieu ed italiani come Verri, Parini, Cesare Beccaria. I filosofi dunque lavorano e diffondono un pensiero nuovo, presto colto in Francia nel suo significato politico. E siamo alla rivoluzione. Le barricate, Napoleone, un primo assaggio di libertà poi tradito dal dittatore; il tempo corre ed una certa idea dell’Italia prende forma.
La scossa arriva alla fine del Settecento, quando inizia a farsi strada un pensiero nuovo, nel quale in Italia trova posto l’idea di uno stato. Per realizzarla occorsero molti decenni, molte guerre e molti morti; alla fine pian piano si costruì uno Stato, sempre tuttavia con i confini contesi e spesso incerti.
(dall’Introduzione)
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Letteratura per l’infanzia (Anno accademico 2024-2025)
€10,00Aspetti epistemologici, evoluzione storica e approfondimenti teorici
di Luca G.M. Ganzerla e Silvia Blezza Picherle
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Il Baretti vostro. Lettere inedite di Giuseppe Baretti
€10,00di Francesca Luigia Savoia
Riportando alla luce, raccogliendo e commentando sette nuove missive di Giuseppe Baretti, appartenenti tutte quante all’ultimo terzo della sua vita, quand’egli finì per stabilirsi definitivamente in Inghilterra, questo volumetto vuole attestare l’importanza davvero vitale che lo scriver lettere rivestì, sia personalmente che professionalmente, per lo scrittore emigrato. I testi di questa raccolta confermano Baretti come uno dei prosatori italiani più avvincenti, informativi e leggibili del Settecento, e confermano altresì la sua insaziabile curiosità intellettuale e il suo profondo rispetto per lo studio delle lingue straniere come effettivi strumenti di esplorazione e conoscenza umana e culturale.
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(0)By : Federico Chesi
Michele Enrico Sagramoso. Il carteggio, i viaggi, la massoneria
€29,00di Federico Chesi
con una prefazione di Gian Paolo Romagnani
Il volume ricostruisce le vicende biografiche del marchese veronese Michele Enrico Sagramoso (1720-1791) attraverso ricerche d’archivio e la trascrizione di documenti autografi. Cuore della monografia è l’edizione del carteggio del Sagramoso conservato presso la Biblioteca Civica di Verona. Accanto al carteggio, l’edizione di alcuni documenti inediti: una parte dei diari del Sagramoso – Itinerari e Notizie – finora ritenuti irreperibili e rinvenuti, invece, durante lo studio del carteggio. Il corpus documentario, corredato da ampi saggi che approfondiscono gli avvenimenti biografici, le frequentazioni, i legami con la massoneria, rappresenta il contributo di maggior completezza prodotto sinora sulla figura del balì dell’Ordine di Malta; il quale, grazie al ruolo di diplomatico dell’ordine melitense, poté compiere virtuosi e proficui viaggi in tutta Europa, instaurando importanti amicizie e fitte relazioni con i protagonisti della nobiltà del XVIII secolo.
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La lumaca, la gallina e i figli del diavolo. Lettere di Gianrinaldo Carli e Saverio Bettinelli
€14,00di Giovanni Catalani
con una premessa di Corrado Viola
Il volumetto raccoglie e commenta 62 lettere finora inedite, inviate, tra il dicembre 1792 e il febbraio 1795, pochi giorni prima di morire, dal poligrafo istriano Gianrinaldo Carli (1720-1795), già funzionario a Milano del governo asburgico, al letterato ed ex gesuita mantovano Saverio Bettinelli (1718-1808). I temi sono quelli consueti agli scambi epistolari tra intellettuali settecenteschi, con particolare attenzione alle diatribe di argomento naturalistico-vulcanologico, allora in voga, e a quelle che coinvolgevano il Carli stesso in relazione alle proprie opere di antiquaria. In più, le costanti, dettagliate e spesso inorridite relazioni di questi dipingono un quadro assai vivo e preoccupato degli avvenimenti storici contemporanei, negli anni in cui la Rivoluzione francese iniziava a minacciare seriamente l’Ancien Régime lombardo ed europeo.
Giovanni Catalani
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(0)By : Ernesto Guidorizzi
Leggendo la Divina Commedia – Il Sole
€10,00di Ernesto Guidorizzi
Quale immagine sublime, ricorre lo splendore del sole nella Divina Commedia. E come i frammenti di luce si spandono dal cielo alla terra, così i frammenti poetici, che Dante ha dedicati all’astro generoso di bellezza e vita. Sono frammenti poetici, i quali si fanno leggere come bagliori che incantano gli sguardi, rivivendoli nel Poema








