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    “SHALOM” Comunità di vita

    a cura di Giuliano Vettorato

    Fino a qualche anno fa non sapevamo nemmeno dell’esistenza della Comunità shalom di Palazzolo sull’Oglio (BS). Ce ne parlò un comune amico, narrandoci fatti sorprendenti, sia sulla fondatrice sia del metodo che dei risultati ottenuti con “tossici” e altri soggetti problematici. Aggiunse che volevano fare una ricerca per documentare tali risultati e che per tale compito avevano posto gli occhi sull’Università salesiana di Roma.

    Noi rispondemmo che per i miracoli non eravamo attrezzati, ma se volevano fare una ricerca di tipo socio pedagogico eravamo disposti a parlarne.

    La vera trattativa iniziò a metà maggio del 2012, quando, dopo vari rimandi, riuscimmo ad avere un colloquio approfondito e competente con il prof. Angelo Lascioli, docente dell’Università di Verona e Direttore Pedagogico della Comunità Shalom. Egli ci parlò di com’era nata e sviluppata la Comunità, quale era il suo metodo, i risultati che avevano ottenuto; ma ci parlò anche delle difficoltà e dei problemi che erano sul tappeto, facendoci un quadro completo e realistico della situazione. Soprattutto ci disse quali erano le attese nei nostri riguardi e l’obiettivo della ricerca: documentare l’assetto metodologico cha fa del “Metodo Shalom” un modello educativo esemplare.

    18,00
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    A scuola di amicizia e gratitudine

    di Luigina Mortari

    Un’introduzione all’educazione all’etica nelle scuole, una materia spesso bistrattata, ma fondamentale per il vivere comune.

    Educare all’etica è una delle sfide fondamentali per il nostro tempo, nel quale la ricerca del bene comune è sentita spesso come qualcosa di secondario e di ripiegabile alle logiche degli interessi. La scuola ha un ruolo privilegiato nell’avvertire questa tendenza e nel riportare al centro dell’educazione la tensione verso le grandi questioni del vivere e del convivere, quelle che fanno fiorire appieno la vita e costruiscono la comunità. Il progetto “MelArete: a scuola di amicizia e gratitudine”, fondato su una solida teoria e validato dalla ricerca empirica, si propone come strumento a sostegno degli insegnanti e delle insegnanti per introdurre pratiche di educazione etica nella scuola. Attraverso storie, giochi, vignette, scrittura riflessiva e attività esperienziali, viene offerto un percorso di crescita condivisa fondato sulle virtù: quelle disposizioni all’agire che ci permettono di cercare e promuovere insieme il bene. Il tutto sperimentando la cura come dimensione fondamentale delle relazioni. Questo practice book presenta le attività pensate per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. All’interno si trovano progettazioni, indicazioni operative, materiali e suggerimenti dall’esperienza.

    22,00
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    Anziani nel terzo millennio

    a cura di Dario Ghelfi e Carla Bertacchini

    Spinto, anche, dal dibattito sollevato dalla pandemia, che ha pesantemente coinvolto il “pianeta anziani”, “Anziani nel Terzo Millennio”, si rivolge ad un ampio spettro di lettori. Agli anziani che riscoprono aspetti e tematiche, che hanno caratterizzato alcune tappe o esperienze della loro vita e a quelli ancor giovani che, per interesse, professione, studio, vogliono addentrarsi nel mondo della terza età.

    Nel volume possiamo individuare due direzioni di indagine. La prima, una riflessione sul fenomeno ‘vecchiaia’, visto nei vari suoi risvolti, con ricorso alla ‘letteratura’ afferente al tema, sulla pista indicata da Franco Frabboni. In questa prospettiva il volume si propone anche come una sorta di manuale per chi è impegnato, o vuole impegnarsi, a ‘lavorare’ con gli anziani, o comunque con gli adulti (medici; operatori sociali, socio sanitari; docenti nel settore dell’educazione per gli adulti, ecc.) o per studenti universitari delle facoltà di Scienze della Formazione.

    Ma c’è una seconda direzione che si ricollega specificatamente alla memoria. Che la memoria sia uno specifico punto di riferimento, lo si evince anche nella seconda parte del sottotitolo: “… vivaci esperienze”. Le vivaci esperienze altro non sono che le memorie di quegli autori, che raccontano di loro stessi, e questo accade anche quando parlano delle attività che attualmente li vedono impegnati con altri anziani. In questo contesto esemplare è il caso di coloro che insegnano nei corsi U.T.E.; la necessità di adeguare le loro presentazioni e la loro didattica alle esigenze dei ‘nuovi allievi’ richiama la loro precedente esperienza professionale, con un continuo gioco di rimandi, con la memoria che fornisce il substrato, sul quale si innestano le diverse e nuovo performances.

    20,00
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    Apprendimento cooperativo in contesti CLIL Cooperative Learning in CLIL Contexts

    di Serena Caceffo, Marta Milani, Julieta Petre

    Le scuole oggi sono sempre più realtà multiculturali in cui si vive l’incontro/scontro di differenze. Educare i giovani ad imparare a “vivere assieme” è una sfida irrinunciabile. A tal fine, è opportuno investire sullo sviluppo integrale di ognuno promuovendo multiple intelligenze. Siamo convinte che l’intelligenza linguistica abbia un ruolo precipuo per favorire un’autentica integrazione sociale. Ecco allora il valore di una guida che vuol aiutare gli insegnanti di diversi ordini di scuola a realizzare contesti CLIL nei quali gli studenti sperimentino il valore della cooperazione che si sostanzia nell’assunzione di responsabilità individuale e condivisa. Il testo, per la sua struttura e per i suoi contenuti, si rivolge a insegnanti, educatori, giovani ricercatori e studenti universitari.

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    Nowadays we experience diversity on daily basis because schools are increasingly becoming more and more multicultural. Educating young people to learn how to ‘live together’ is an essential challenge. Therefore, it is appropriate to develop integral personalities promoting the Multiple Intelligences. We are convinced that linguistic intelligence has a primary role to foster genuine social integration. Here is the aim of a guide which helps teachers to implement CLIL contexts in which students will experience the value of cooperation by taking individual and shared responsibility. The book, by its structure and contents, aims at teachers, educators, researchers and university students.

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    Attività motoria e sport per persone con disabilità: incominciamo da qui

    di Donatella Donati

    Questo libro assolve all’accezione di manuale in quanto fornisce le informazioni di base a chi intende avvicinarsi al mondo delle attività motorie e dello sport per persone con disabilità. Nelle prime pagine, vengono puntualizzati alcuni aspetti che si ritengono imprescindibili per lo sviluppo della cultura della disabilità, a partire dalla definizione di persona con disabilità alla luce dei dettami della Convenzione Onu, caposaldo del terzo millennio, che la individua come soggetto di diritti.

    Sul piano del linguaggio, viene evidenziato il valore etico della modalità che pone enfasi sulla persona, poiché colloca la disabilità proprio all’interno del tema del rispetto dei diritti. Dello sport paralimpico viene enfatizzato il ruolo di strategia di innesco del processo di resilienza, e della disabilità viene presentato il modello concettuale dato dalla Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) dell’OMS che la definisce come il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, e l’ambiente, fisico e relazionale, in cui vive.

    Il manuale passa poi a dare informazioni generali sulle varie tipologie di disabilità, che ne profilano gli aspetti fondamentali e, con il focus sull’attività motoria ne evidenzia le caratteristiche specifiche individuando, in riferimento alla letteratura esistente, quali le esperienze più significative anche in ambito sportivo.

    12,00
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    Barbaspinosa e il tesoro prezioso

    (a cura di) Nadia Tomaselli e Valeria Polo

    Cooperare non è un’azione spontanea. Saper condividere e collaborare sono competenze che vanno promosse, sviluppate giorno dopo giorno, azione dopo azione, proprio perché non sono innate.

    Lavorare sulle emozioni, sull’empatia, sulla conoscenza reciproca, accompagnare i bambini e le bambine pian piano a superare quell’egocentrismo infantile che caratterizza i primi anni di età è compito di noi insegnanti e educatori.

    Questo libro presenta un percorso ludico-didattico che guarda in questa direzione. Un’avventura giocosa e avvincente che vuole portare i bambini e le bambine a di ventare una vera e propria ciurma nella quale si vivono i valori del rispetto e dell’attenzione all’altro. Tutti si aiutano, tutti sono preziosi ed importanti; si vince tutti assieme, ciascuno mettendo a disposizione del gruppo le proprie risorse e capacità.

    Nato come progetto didattico di accoglienza e di inserimento da realizzare nelle prime settimane di scuola dell’infanzia, si adatta ad essere realizzato anche in contesti altri come centri estivi e gruppi ricreativi dove ci sia la voglia ed il desiderio di “fare gruppo”. Grazie ai numerosi materiali già pronti all’uso e ad un avventuroso racconto a puntante sarà facile per adulti e bambini appassionarsi alla storia di Capitan Barbaspinosa! Salite a bordo!

    Il viaggio sta per iniziare…!

    15,00
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    Cartesio, le passioni dell’anima

    di Giuliano Bergamaschi

    Le passioni dell’anima (1649) è l’ultima opera organica scritta da Cartesio prima della sua morte; si tratta del primo tentativo moderno di parlare in modo “neurobiologico” delle passioni: per questo motivo l’opera del pensatore francese rimane un punto di riferimento non solo storico – ma anche concettuale – per le attuali neuroscienze affettive, basti vedere l’interesse manifestato da autori come Damasio e LeDoux. L’intenso interesse odierno per il mondo affettivo – sentimenti, emozioni e passioni – sta rimarcando il ruolo che questo mondo copre nella motivazione e guida degli esseri umani, fino a dare un significato alla loro esistenza. La vita individuale e sociale può migliorare se si sceglie di educare la propria affettività secondo una prospettiva etica che strutturi un “progetto di senso” che permetta all’uomo di realizzarsi nel mondo.

    13,50
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    Cheese! Immagini da una classe

    di Silvia Marceglia

    Se per alcuni le differenze sono qualcosa di positivo che arricchisce e rende speciali, per altri rappresentano una nota stonata, o peggio, un barriera che impedisce di vivere in armonia con gli altri. In questi dodici racconti, pensati per i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo grado, i protagonisti sono alunni che per vari motivi – cultura, religione, genere, aspetto fisico, situazione economica, o anche semplicemente per il possedere o meno un telefonino – sono alle prese con un “non essere come gli altri”. Ad ogni narrazione segue una serie di proposte didattiche che partono dal vissuto del racconto e, utilizzando le strategie cooperative, mirano a far lavorare i ragazzi in modo attivo promuovendo l’interazione. L’apprendimento cooperativo educa alla relazione, prediligendo il lavoro in piccoli gruppi eterogenei. Una modalità didattica che offre agli studenti la possibilità d’incontrare e sperimentare le differenze, nella convinzione che proprio la scuola possa essere il luogo ideale per far crescere quella cultura del confronto e della collaborazione, indispensabili per educare, oggi, le nuove generazioni.

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    Come sognavamo

    a cura di Dario Gehlfi

    In “letteratura” sono centinaia e centinaia i saggi ed i libri che si occupano degli argomenti di cui all’Indice del nostro volume. E che si occupano, in particolare, della situazione attuale, dell’oggi. Una situazione che è andata maturando nel tempo, a partire dal secondo dopoguerra quando compare nel nostro Paese la televisione generalista e poi “per i ragazzi” (che guardano tutto, però) e quando le migliorate condizioni economiche permettono ai genitori di comperare libri per le loro figlie e per i loro figli ed a queste/i di comperarsi loro stessi fumetti, riviste … Ora a noi interessa, volgere lo sguardo all’immaginario che negli anni che vanno dal ’50 agli al ’90 la letteratura infantile, la comunicazione di massa, i fumetti, i media in generale offrivano ai bambini, alle bambine, ai ragazzi ed alle ragazze, i modelli che proponevano. Così potremo cogliere il nesso, il raccordo tra il passato ed il presente.

    – Dall’Introduzione

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