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    La stanza di vetro

    di Giampaolo Mazzara

    Il percorso documentato dall’Autore parte dal tirocinio in un ospedale psichiatrico per arrivare al definirsi di uno spazio terapeutico riconosciuto e apprezzato in una odierna realtà psichiatrica complessa. Testimonia come sia possibile concretizzare il nuovo, portando l’azione, il fare, in una professione come quella dello psicologo, ancora poco riconosciuta e dai confini frastagliati negli ambiti della psichiatria. Intuizioni e sperimentazioni concorrono a precisare un metodo che, vincendo pregiudizi e resistenze, si traduce in scelte strategiche precise.

    La costante che attraversa tutti i capitoli è l’incontro con le persone. Dai bambini della scuola primaria ai pazienti psichiatrici istituzionalizzati. La storia professionale e personale si colloca all’interno di una grande storia del divenire della psicologia e della psichiatria, di cui si presenta un originale excursus che, muovendo dalle origini dell’umanità, arriva a Franco Basaglia.

    L’azione, le tecniche attive, la spontaneità e la creatività sono proposti come elementi portanti di interventi formativi e terapeutici che caratterizzano l’attività dell’Autore.

    Un caso clinico trattato con lo psicodramma è l’ulteriore occasione per rimarcare l’attenzione alla persona: ciò che resterà nel cuore e nella mente del lettore potrebbero essere la piccola Anna, il Falco, Roberta, Giorgio, l’infermiera dagli occhi che sorridono, Francesco con la Gazzetta sotto il braccio. Un universo composito, affascinante e per certi aspetti inquietante. Persone in movimento verso la ricerca dell’armonia possibile, misurandosi con limiti e malattia, ma potendo contare su strategie terapeutiche solide e utili, così come su persone che credono nel loro lavoro.

    19,00
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    Nascono libere

    di Giampaolo Mazzara

    Victor Frankl ha visto nella parola, nel logos, il luogo della risignificazione dei pilastri dell’esistenza: l’ha chiamata logoterapia. La parola che diventa aiuto, quasi medicamento, è l’intuito della madre che si china sulla culla per calmare l’angoscia da separazione del bimbo. E il bimbo stesso, una volta divenuto capace di pronunciar parole, se ne serve per addolcire i momenti di solitudine: persino l’adulto, in frangenti di paura o di disperazione, elabora la sua pena parlando tra sé e sé, quasi per dirsi che non è solo.

    In tutti questi casi ed in altri ancora la parola nasce libera, sgorga dall’anima, è la stessa anima che s’avventura nel mondo. Questo avviene soprattutto quando l’io esacerbato dalla drammaturgia dell’esistenza, si rivolge ad altri e …, magari con parole non dette, chiede ascolto, il che significa la parola, la propria parola. Quella però che non ubbidisca a stereotipi sociali, a regole imposte, a finzioni di circostanza. Quella che sgorga per la ricchezza della propria interiorità e, finalmente, non coartata da mille giudizi.

    Parole che nascono libere è un contributo all’educazione speciale da parte di uno specialista che vede nella parola un mediatore simbolico di grande livello terapeutico, soprattutto nei confronti di quanti soffrono, nella complessa quotidianità del nostro mondo, l’incapacità a realizzare i propri compiti esistenziali nella solitudine dei propri affollatissimi ambienti di vita.

    — Dalla Prefazione di Franco Larocca

    19,00
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    L’inconscio come dimensione fenomenologica

    di Paola Polettini

    Il libro espone, tra Fenomenologia e Psicoanalisi, un percorso teoretico sui modi di produzione del pensiero a partire dall’esperienza

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    A pensare si impara

    di Michele De Beni

    Camminiamo, parliamo, respiriamo. Il pensiero è un processo spontaneo o deve essere insegnato? Probabilmente un certo livello di pensiero si apprende come si apprende il linguaggio, attraverso l’esperienza, Siamo tuttavia convinti che per raggiungere un livello superiore di efficacia sia necessario insegnare a pensare. E non in modo occasionale, ma “on purpose”, cioè in modo intenzionale e sistematico, per operare scelte e prendere decisioni, per risolvere problemi. Molti nostri successi, in campo cognitivo, affettivo e sociale, dipendono da questa capacità.

    Occorre una vera rivoluzione nei metodi e nelle strategie, perché il saper pensare, oggi più che mai, è condizione irrinunciabile per un nuovo Rinascimento sociale e culturale.

    “Viviamo in un nuovo Millennio di rapide trasformazioni, frastornati da un traboccante numero di dati e da un massiccio bombardamento mediatico. Il problema sta che non riusciamo più a pensare, a trovare nessi e significati che ci aiutino a riflettere più in profondità. Ne deriva una specie di sindrome da “information anxiety”, sempre più avida di notizie ma nello stesso tempo incapace di gestire le nuove sfide della conoscenza. In questo ampio dibattito, ben si inserisce il nuovo libro del prof. Michele De Beni, offrendo un importante contributo sia dal punto di vista teorico sia sperimentale, frutto di un’appassionata ricerca nell’ambito dello sviluppo delle strategie di pensiero”.

    Rudy Magnan

    19,00
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    Polemos

    di Paola Polettini

    Il tema del conflitto porta in campo il nodo tra paura e violenza per come emerge nel manifestarsi dell’aggressività e nell’esercizio del potere: nelle epoche storiche, nelle diverse situazioni della vita associata, e nelle relazioni terapeutiche.

    La mia elaborazione focalizza la relazione epistemica tra oggettuale e oggettivo, e l’equilibrio del disporsi del Sé tra prossimità e distanza nell’ambito della relazione di cura, come condizioni dinamiche essenziali alla trasformazione.

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    Psicologia dello shopping

    di Paola Pizza

    Gli acquisti che ci fanno stare bene sono quelli che aumentano la nostra autostima, che ci fanno provare emozioni positive e ci aiutano a definire meglio chi siamo. Questo è un libro pensato per aumentare la consapevolezza delle dinamiche psicologiche che guidano lo shopping di moda. È la seconda edizione, ampliata e aggiornata, del volume Abiti e tacchi, pubblicato nel 2016.

    Il percorso di questa seconda edizione conduce all’analisi dei diversi comportamenti di acquisto degli oggetti moda, attraverso i significati psicologici di ciò che contiene il nostro armadio (gli abiti, le scarpe, le borse, i cappelli, le cravatte, le cinture, i gioielli, gli occhiali), della cura personale, (il profumo, il trucco, i capelli), fino ai diversi stili di shopping di moda basati sugli archetipi delle dee e degli dei greci.

    L’analisi degli acquisti che facciamo per valorizzare la nostra immagine e la nostra identità, si conclude con una riflessione sul potere della moda di renderci felici, quando è usata in modo libero e assertivo.

    Ogni capitolo è arricchito da esercizi per diventare più consapevoli del rapporto con la moda e coglierne i significati profondi.

    20,00
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    Gli anni imperfetti

    Doriano Dal Cengio

    L’autore, ripercorrendo la propria storia professionale nell’ambito delle dipendenze patologiche e della psicologia scolastica, riporta quello che ha capito dell’Adolescenza, ponendosi una serie di domande: Che cosa determina l’evoluzione di un destino in senso favorevole o sfavorevole? Qual è il ruolo dei genitori nella costruzione di questo destino? Ci sono delle indicazioni che possono ispirare i genitori nel loro difficile compito? Quali bisogni esprimono i bambini/e e come possono i genitori essere adeguati alla loro soddisfazione? Quali aspetti potrebbero rivelarsi protettivi sul piano educativo in modo da evitare che i figli si avventurino su strade pericolose? Come si possono utilizzare i SI e i NO nella dinamica educativa favorendo così l’interiorizzazione sia di regole utili a definire dei limiti sia di permessi che favoriscano l’espressione di sé?

    Dopo essersi soffermato su queste domande che interagiscono con prassi educative riferibili soprattutto ai primi dieci anni di vita del bambino/a, l’autore entra più nello specifico nel secondo decennio, gli anni imperfetti dell’Adolescenza. Qui si parla di cambiamenti e di trasformazioni che innescano quel senso di confusione e di instabilità tipico di questa età, ma si sostiene anche come questo smarrimento esistenziale sia funzionale ad innescare quella ricerca di identità che porterà l’adolescente nel tempo a preparare il suo ingresso nella società degli adulti.

    L’autore propone inoltre una riflessione su quelli che definisce adolescenti difficili, che sono poi quelli incontrati nel suo percorso professionale. Vengono definiti gli aspetti che hanno reso certe esistenze complicate, proponendo una lettura psicologica della carenza che questi bambini e poi ragazzi hanno vissuto per ritrovarsi ad un certo punto etichettati come adolescenti difficili.

    Alla fine lo sguardo si rivolge agli adolescenti di oggi e alle loro fragilità attraverso l’analisi di alcune ricerche che hanno in questi anni sondato lo stato di salute dei giovani, soffermandosi su due eventi particolarmente significativi: lo sviluppo di internet e il ruolo condizionante dei social networks nella loro formazione così come l’impatto avuto dalla pandemia prima e dalle guerre poi sul loro equilibrio psichico.

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    La Clessidra

    Epistemologia

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    QUAL È LA TUA FIABA?

    Come raggiungere il benessere attraverso l’Analisi Transazionale,
    la Terapia Cognitivo-Comportamentale e la Psicologia Positiva

    20,00