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    L’Antibergoglio dolente

    di Lorenzo Dani

    Antibergoglio è una specie di prototipo di coloro che muovono critiche particolarmente dure ed aspre contro Papa Bergoglio. L’atteggiamento di Antibergoglio, cioè le sue idee, i suoi comportamenti e alla fine la sua identità religiosa, è stato ricostruito attraverso una ricognizione di scritti e discorsi fatti a Verona – ma è probabile che sia in buona misura rappresentativo dell’identità di molti altri antagonisti totali del Papa.

    Le finalità di questo lavoretto sono due: direttamente, evidenziare l’origine e la dinamica dei modi di pensare, di sentire e di essere religiosi di un certo numero di persone; e poi, indirettamente, predisporre una specie di guida per chi volesse fare un esame di coscienza per verificare se e quanto il proprio atteggiamento assomiglia a quello di Antibergoglio, un atteggiamento qui considerato prodotto e causa di tante dolorose sopraffazioni. Con una avvertenza: attenzione che tanti atteggiamenti socialmente ritenuti moderati, inoffensivi, canonici, normali, religiosamente positivi, se non controllati, possono costituire il primo passo sulla strada che porta a pensare e ad agire come Antibergoglio.

    14,00
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    Raccontare e raccontarsi

    di Cristina Lonardi

    Da sempre genere letterario di primo piano, la narrazione biografica si è via via accreditata presso diverse discipline scientifiche: in medicina, come supporto alla diagnosi e alla terapia; in psicologia, come tecnica di autoanalisi; nelle scienze della formazione, come strumento di intervento pedagogico.

    La biografia è presente fin dai suoi albori nella ricerca sociologica, indicando un modo di far parlare i soggetti per classi, etnie, appartenenze, interpretando dal basso problematiche sociali di ampio respiro e spingendosi nei complessi meandri delle costruzioni identitarie.

    È appunto alle applicazioni sociologiche del narrare che è dedicato questo volume. Esso traccia una mappa convincente degli svariati modi di fare ricerca che possono che possono essere compresi in quello che, con un termine generale, verrà indicato come “approccio biografico”.

    La lettura del volume è un’utile introduzione alla ricerca qualitativa nei corsi di base di varie scienze sociali (sociologia e psicologia) della medicina e delle scienze della formazione. Ma anche esperi e ricercatori potranno riconoscere alla trattazione il merito di tracciare una topografia della ricerca

    14,60
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    Monografie Istituzionali d’Impresa

    di Mario Magagnino

    Storia, maestra di vita. Anche le storie “minori”, quelle che non hanno l’iniziale maiuscola, hanno sempre qualche cosa da insegnare. E così le storie aziendali, che raccontano di grandi successi, ma lasciano trasparire le mille fatiche e le mille sofferenze che un’impresa ha superato per arrivare al momento giusto, nel quale può finalmente raccontarsi. In tempi sempre più difficili per la Comunicazione d’impresa – ma anche per le imprese, naturalmente! – ecco che Mario Magagnino, docente di questa importante materia all’Università di Verona, pubblica con Lorena Foroni, giovane ricercatrice, un interessante volume sulle monografie istituzionali. Pubblicazioni, più o meno ponderose, che le aziende realizzano in particolari occasioni, o a volte con una cadenza periodica regolare, per consolidare la propria immagine attraverso il racconto del cammino percorso. Un lavoro di ricerca, che – come riportato alla fine del libro, continua con l’invito alle aziende a inviare la propria monografia agli autori – ha portato alla realizzazione di un agile volume che analizza lo “strumento” monografia anche dal punto di vista del destinatario finale, e mette in luce la valenza strategica del raccontare il passato per valorizzare il presente e il futuro prossimo di un’azienda. Molti esempi e dettagliati casi aziendali spiegano le finalità e il successo di alcune monografie, e delineano questo importante settore dell’editoria d’impresa che, forse per la prima volta, trova uno spazio specifico nella pubblicistica. Silvano Tommasoli

    14,80
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    Il realismo della finzione

    di Gianfranco Amato

    Tra Realtà e Finzione corrono fili spesso invisibili, legami talvolta inattesi, ma disponibili a costruire un rapporto dialettico intenso e tenace.

    Attraverso l’analisi di alcune opere di Edward Hopper e di una straordinaria pellicola di Alfred Hitchcock, il testo si propone di individuare le vie di fuga del Realismo e i sentieri di accesso al terreno della Finzione.

    Il rapido richiamo a Magritte e a Rossellini diviene utile per sostenere la tesi centrale di questa indagine, intesa a raccogliere le manifestazioni visibili di un’Idea altrimenti riposta nelle pieghe del Tempo

    15,00
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    Il dialogo dell’esorcista

    Breve descrizione d’un infelice modo di confrontarsi coi diversi

    di Lorenzo Dani

    Vi sono non poche persone che, quando si confrontano con chi la pensa in modo diverso da loro, sono convinte di dialogare, mentre in realtà rivelano un atteggiamento del tutto analogo a quello che l’esorcista utilizza col Maligno. Questo singolare modo esorcistico di dialogare viene qui analizzato e dettagliatamente descritto nella sua origine, nella sua anima, nel suo funzionamento e nelle conseguenze negative che provoca. Chi è interessato a verificare se lui stesso o altri presentano qualche elemento dell’atteggiamento esorcistico, può trovare qui una guida, applicabile nei più diversi contesti sociali, ovunque qualcuno vuole confrontarsi, discutere, dialogare con chi ha idee più o meno diverse: dal mondo politico a quello dei rapporti famigliari, dal mondo del lavoro e della scuola, fino al mondo forse più coinvolto in questo problema, quello delle religioni. Una simile verifica si rivela utile anche al fine di evitare due pericolosi infortuni sociali: collaborare a consacrare la cosiddetta normalità sociale, e accodarsi a chi ciecamente esorcizza ogni forma di devianza.

    15,00
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    Comunicazione coatta

    Abbozzo di un modello di analisi critica della relazione comunicativa

    di Lorenzo Dani

    Questo saggio costituisce un altro passo dell’itinerario che si è cercato di intraprendere per abbozzare una traduzione operativa della teoria critica. In questa prospettiva viene qui proposto un piccolo viaggio all’interno del mondo delle relazioni comunicative, per verificare come anche nelle relazioni comunicative si realizza la tendenza alla sopraffazione. Si sostiene infatti che la tendenza propria dei sistemi e delle relazioni di comunicazione è una tendenza coattiva, costrittiva; se sulla sua strada non trova qualche forma di resistenza critica, la relazione facilmente si struttura e funziona con modalità costrittive, modalità che sono in singolare assonanza – questa in sintesi la proposta contenuta in questo saggio – con la relazione che si stabilisce tra inquisitore/torturatore e torturato. Questa è la metafora, la parabola, che si è creduto di poter adottare per analizzare la relazione comunicativa empirica.

    15,00
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    La speranza di vita nel comune di Comacchio

    di Luciano Nicolini e Giorgio Franchi

    A seguito della pubblicazione delle tavole di mortalità di Serravalle di Bibbiena (nella montagna toscana), realizzate a partire da biografie individuali, e di quelle analoghe relative al comune di Modena, si è proceduto alla costruzione delle tavole di mortalità del comune di Comacchio, situato alle foci del Po. Allo scopo si è cercato di tracciare i percorsi di vita di 1.207 individui appartenenti alle generazioni nate nel 1870, nel 1890 e nel 1905.

    I risultati ottenuti confermano quanto osservato a Modena: l’aumento della speranza di vita inizia negli ultimi decenni dell’Ottocento, prima della diffusione di efficaci cure mediche e di significativi miglioramenti nella dieta; inoltre, a partire dalla generazione del 1905, è decisamente più pronunciato per le femmine. Per entrambi i sessi i livelli di mortalità, che nella generazione del 1870 risultavano superiori a quelli rilevati a Modena, nel 1905 risultano invece inferiori. Anche a Comacchio, per i nati nel 1870, non si nota una significativa differenza nella speranza di vita alla nascita qualora si escludano dalla popolazione studiata i figli dei benestanti.

    15,00
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    Racconti di cefalea

    di Cristina Lonardi

    La cefalea è una “malattia invisibile”. Pur provocando sofferenza fisica e psicologica essa, infatti, non ha quei segni rivelatori caratteristici con qui si manifestano molte altre malattie croniche. Perciò chi ne soffre è costantemente preso dal dilemma se vivere il proprio dramma in silenzio (con il pericolo di essere svalutato e biasimato dagli altri), o se manifestarlo, finendo per innescare nei propri riguardi i circuiti emarginanti dello stigma.

    Il volume è una raccolta di 31 racconti offerti alla ricercatrice da pazienti di un Centro Cefalee del Nord Italia con lo scopo di capire come si costruisca (o si ricostruisca) l’identità del malato di cefalea; quale sia la sua rappresentazione sociale della malattia; quali le sue strategie di negoziazione identitaria. Ne risulta un quadro nel quale facilmente potrà riconoscersi chiunque soffra di emicrania, malattia molto diffusa che mina silenziosamente la trama delle relazioni familiari e sociali.

    Las lettura del volume è consigliata ai professionisti della salute (medici, infermieri ed altri operatori socio-sanitari) che si occupano anche di altre malattie croniche nella quale i complessi e delicati compromessi identitari e relazionali che portano il paziente a convivere con la malattia, costituiscono importanti obiettivi terapeutici.

    15,60
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    Storie del Nordest

    di Luca Mori, Francesca Setiffi e Lorenzo Migliorati

    Le pagine che seguono sono il risultato di una indagine biennale sul lavoro degli artigiani, ideata e diretta dalla professoressa Maria Caterina Federici dell’Università di Perugia,  a partire dall’idea che esistano delle intelligenze locali e territoriali con competenze più o meno nascoste, ma in grado di pilotare la ripresa dello sviluppo economico anche in aree apparentemente marginali rispetto al mainstream  dello sviluppo economico nazionale, soprattutto in un momento in cui le tradizionali strutture della produzione di massa sono pesantemente in crisi.

    L’artigianalità, con la sua minuta diffusione, con la sua personalizzazione, con le sue competenze flessibili e lo scarso ricorrere a strutture automatizzate, sembra proprio una delle possibili risposte alla crisi tardo moderna della produzione di massa.”

    Dalla Prefazione del Prof. Domenico Secondulfo

    15,60