Sociologia e Ricerca sociale

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    Rischio. Una parola pericolosa

    di Lorenzo Migliorati

    Rischio. Una parola pericolosa.

    Ma che cosa rappresenta veramente il rischio? Si confonde e si sovrappone al pericolo come sembra sostenere, a volte, il senso comune? È sempre e solo un elemento accidentale da evitare, gestire, casomai, trasferire ad altri, come sostiene la radicata tradizione razionalistica moderna?

    Quel che è certo è che, rischiando, è possibile otte3nere risultati maggiori di quelli che si potrebbero ottenere senza rischiare nulla. È questo un ribaltamento concettuale per il quale il rischio non è solo un fattore destabilizzante delle relazioni, ma assolve una qualche funzione sociale positiva per l’attore, sia esso individuale o collettivo.

    A partire da uno scavo attorno ai concetti di rischio e di pericolo e da una ricostruzione della parabola storico-sociale dell’idea di rischio, a cavallo tra società della tradizione e società moderne, tra rappresentazioni sociali dell’eroe e dell’imprenditore, tra comunità e società e tra organicismo e individualismo, il volume cerca di dare una risposta a tutti questi interrogativi e gettare una luce diversa su una delle rappresentazioni più affascinanti della cultura.

    Troppo spesso guardato con sospetto e trattato come un elemento destabilizzante nello svolgersi ideale degli eventi, il rischio è, invece, un efficace indicatore di importati dinamiche del mutamento sociale. A patto che venga osservato come una categoria neutra che la cultura informa di significati simbolici e di rappresentazioni sociali divisive.

    15,80
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    I mille volti della memoria

    a cura di Lorenzo Migliorati e Luca Mori

    Relegato per lungo tempo ai margini delle scienze sociali, lo studio della memoria parrebbe oggi attirare l’attenzione di un numero crescente di ricercatori. Il modo in cui gruppi e società rappresentano il loro passato, i meccanismi tramite i quali ricordo e oblio si realizzano a livello collettivo e gli aspri conflitti che queste pratiche accendono costituiscono un oggetto d’indagine assai complesso e variegato, che tuttavia non cessa di rivelare le proprie potenzialità per comprendere la vita aggregata del presente. I saggi qui raccolti rappresentano un piccolo spaccato della vivacità della ricerca sociologica su questi argomenti. Pur mostrando interessi tematici e sensibilità analitiche assai differenti, essi paiono condensarsi attorno a tre grandi questioni generali: gli aspetti teorici che l’esistenza di una dimensione collettiva della memoria chiama in causa, la fragile e spesso insidiosa distinzione tra uso pubblico e abuso politico del ricordo e i processi di rielaborazione sociale dei traumi che i passati di violenze e soprusi spesso infliggono alle comunità.

    20,00
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    L’enigma della memoria collettiva

    a cura di Lorenzo Migliorati e Luca Mori

    Le rimosse atrocità commesse dall’esercito italiano durante l’occupazione della Slovenia, il conflitto tra Ungheria e Romania per il possesso della Transilvania, le rappresentazioni dell’Olocausto nel cinema europeo e l’impatto delle nove tecnologie sui processi sociali del ricordo rappresentano solo alcune delle questioni affrontate dai saggi qui raccolti. A dispetto comunque della loro varietà, questi lavori paiono tutti concentrarsi su alcuni aspetti che da ormai diverso tempo impegnano il dibattito interdisciplinare sulla memoria collettiva. Perché le violenze e gli abusi – inflitti e subiti – sembrano essere posti sempre più al centro delle rappresentazioni collettive del tempo andato? Com’è possibile risolvere le contese ed i conflitti che si accendono attorno ai processi di rielaborazione dei passati difficili? Quali sono i cambiamenti che hanno investito la funzione solidaristica che le pratiche commemorative un tempo assolvevano? Nel cercare di rispondere a queste e ad altre domande, i contributi presentati in questo volume cercano di compiere un passo verso la soluzione di quello che sembra essere l’enigma della memoria collettiva.

    18,00
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    Consumi: avanti con giudizio

    di Lorenzo Migliorati

    Il volume presenta i risultati emersi da un’indagine sui consumi delle famiglie veronesi realizzata dalla cattedra si sociologia della facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Verona grazie al sostegno della Provincia di Verona.

    Il nuovo millennio si è aperto nel segno della duplice tensione tra localismo e globalizzazione, tra disgregazione e unificazione per cui una serie di avvenimenti sociali, civili e politici di portata storica ha raddensato nuove paure e nuovi timori sulle certezze di cristallo di larghe parti delle società occidentali contemporanee aprendo un periodo di grave crisi economica.

    Come un barometro sensibilissimo ai mutamenti sociali i comportamenti di consumo permettono all’analista e al cittadino di osservare in filigrana la costituzione e il radicamento di questi nuovi equilibri e di descrivere, attraverso il filtro della società dei consumi, il vissuto più quotidiano e, per questo forse più intimo e più reale, delle famiglie di fronte alle importanti sfide che il recente passato ha svelato.

    Grazie ai dati raccolti dalla testimonianza di più di 350 famiglie veronesi, questo testo cerca di fare luce sulla crisi economica degli ultimi anni, sulle strategie attuate per farvi fronte e sugli scenari che sembrando dischiudersi all’orizzonte delle famiglie intese come attori di comportamenti socialmente positivi come quelli di consumo.

    Se sembrano orizzonti di ottimismo quello che le nostre famiglie intravedono, in realtà esse attendono forti segnali di sostegno e di solide certezze affinché la fiducia non resti speranza ma diventi un reale indicatore di ripresa.

    12,60
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    Raccontare e raccontarsi

    di Cristina Lonardi

    Da sempre genere letterario di primo piano, la narrazione biografica si è via via accreditata presso diverse discipline scientifiche: in medicina, come supporto alla diagnosi e alla terapia; in psicologia, come tecnica di autoanalisi; nelle scienze della formazione, come strumento di intervento pedagogico.

    La biografia è presente fin dai suoi albori nella ricerca sociologica, indicando un modo di far parlare i soggetti per classi, etnie, appartenenze, interpretando dal basso problematiche sociali di ampio respiro e spingendosi nei complessi meandri delle costruzioni identitarie.

    È appunto alle applicazioni sociologiche del narrare che è dedicato questo volume. Esso traccia una mappa convincente degli svariati modi di fare ricerca che possono che possono essere compresi in quello che, con un termine generale, verrà indicato come “approccio biografico”.

    La lettura del volume è un’utile introduzione alla ricerca qualitativa nei corsi di base di varie scienze sociali (sociologia e psicologia) della medicina e delle scienze della formazione. Ma anche esperi e ricercatori potranno riconoscere alla trattazione il merito di tracciare una topografia della ricerca

    14,60
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    Racconti di cefalea

    di Cristina Lonardi

    La cefalea è una “malattia invisibile”. Pur provocando sofferenza fisica e psicologica essa, infatti, non ha quei segni rivelatori caratteristici con qui si manifestano molte altre malattie croniche. Perciò chi ne soffre è costantemente preso dal dilemma se vivere il proprio dramma in silenzio (con il pericolo di essere svalutato e biasimato dagli altri), o se manifestarlo, finendo per innescare nei propri riguardi i circuiti emarginanti dello stigma.

    Il volume è una raccolta di 31 racconti offerti alla ricercatrice da pazienti di un Centro Cefalee del Nord Italia con lo scopo di capire come si costruisca (o si ricostruisca) l’identità del malato di cefalea; quale sia la sua rappresentazione sociale della malattia; quali le sue strategie di negoziazione identitaria. Ne risulta un quadro nel quale facilmente potrà riconoscersi chiunque soffra di emicrania, malattia molto diffusa che mina silenziosamente la trama delle relazioni familiari e sociali.

    Las lettura del volume è consigliata ai professionisti della salute (medici, infermieri ed altri operatori socio-sanitari) che si occupano anche di altre malattie croniche nella quale i complessi e delicati compromessi identitari e relazionali che portano il paziente a convivere con la malattia, costituiscono importanti obiettivi terapeutici.

    15,60
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    I pensieri delle mamme

    di Paola Di Nicola

    La madre, attenta osservatrice dei fattori naturali, ambientali e relazionali che fanno da contorno alla salute-malattia del proprio figlio, può essere rappresentata da un’immagine in movimento che vede crescere il protagonismo della donna nella cura con l’aumento delle due competenze relazionali davanti agli ambienti di vita quotidiana del bambino in età pediatrica (in prevalenza scuola e famiglia e la disposizione comunicativa nei confronti del medico, in termini di testimone dei disturbi del proprio figlio, ci restituisce la visione di una madre consapevole di quanto le perturbazioni negli equilibri relazionali nel e del quotidiano del bambino possono incidere sui suoi livelli di vulnerabilità.

    La ricerca condotta nell’area di Verona mette in luce che la propensione ad instaurare un dialogo proattivo con il  pediatra è maggiormente ravvisabile nelle madri occupate, a più alta scolarizzazione e al di sopra dei 40 anni che dimostrano, grazie alla disponibilità all’ascolto e al dialogo offerta dal medico, di saper instaurare un clima comunicativo favorevole, volto all’elaborazione di una adeguata diagnosi. Emerge dunque la necessità che il pediatra, con le tecniche d’ascolto e della medicina narrativa, dedichi una particolare attenzione a quelle madri che, per timore o insicurezza, poco o raramente “parlano al medico” del loro bambino, comunicando i loro pensieri.

    16,90
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    Il valore aggiunto sociale del terzo settore

    di Andrea Bassi

    L’urgenza e la necessità da parte dei soggetti del terzo settore di sviluppare un sistema autonomo di monitoraggio delle proprie attività (performance) in termini di “grado di produzione di beni relazionali”; nonché di valutazione degli effetti prodotti nel contesto socio-economico circostante, nei termini di generazione del capitale sociale, sono sotto gli occhi di tutti. Soprattutto in una fase di profonda revisione del sistema dei servizi sociali, sanitari e educativi in atto in molte regioni del nostro paese in seguito alla adozione del sistema dell’Accreditamento, che viene progressivamente a sostituire il precedente modello di assegnazione dei servizi tramite gara (sostegno della offerta).

    La questione di fondo è se le OTS siano più o meno attrezzate dal punto di vista culturale (della leadership) e organizzativo, per muoversi in questo nuovo ambiente caratterizzato da modifiche profonde nel sistema di regolazione delle relazioni pubblico-privato e negli schemi di finanziamento degli esercizi erogati.

    In questo panorama mutato le OTS saranno chiamate a mettere in atto profondi processi di adattamento organizzativo (nei modelli di governance, nei processi di fornitura dei servizi, ecc.) e innovazione operativa (costruzione di partnership e sviluppo di networks) che richiederanno una significativa capacità di auto-diagnosi e di lettura prospettica (pianificazione) degli scenari futuri.

    Gli strumenti e le metodologie illustrate nel presente volume (sistema di rilevazione del VAS – Valore Aggiunto Sociale) vanno esattamente in questa direzione, qualificandosi come dispositivi per mettere in luce le peculiarità identitarie delle OTS. Ciò che conferisce loro senso e dignità come attori autonomi della società civile e al contempo come imprese sociali.

    17,30
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    NetTribe 2.0

    di Paolo Dell’Aquila

    Il mondo della rete appare oggi un formidabile veicolo di produzione culturale. Le comunità virtuali spesso sono strumenti per la generazione di forme di “intelligenza collettiva” e svolgono un’attività simile a quella del giornalismo professionale. Gli individui postmoderni sanno sviluppare forme di comprensione e comunicazione del mondo sociale che combinano sia i vecchi che i nuovi media.

    Il giornalismo, però, rimane anche oggi un sistema esperto e specializzato, controllato dalle normative pubbliche. I flussi comunicativi sono sempre dominati da broadcaster e da produttori nazionali ed internazionali che operano con una logica di tipo seduttivo ed autoreferenziale. Di questo processo è un esempio lo sport: un prodotto, oggi, più comunicato che sperimentato sul campo, perché costretto a performance spettacolari. In questo volume si introduce una riflessione anche sul sistema-sport e sui suoi collegamenti con la politica, l’economia e la cultura. Si analizzano i mutamenti del giornalismo sportivo nella società di rete e la convergenza fra i media vecchi e nuovi nella diffusione dell’informazione alle tribù dei tifosi.

    18,70