• Ibridismo, scambio, traduzione culturale (Peter Burke) Negli ultimi decenni la globalizzazione, gli incontri e le assimilazioni culturali, i processi di acculturazione e di ibridazione, sono stati al centro di un dibattito che ha visto confrontarsi studiosi di diverso orientamento, dando vita a contrasti sociali e politici tutt’altro che risolti.
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    Ibridismo, scambio, traduzione culturale

    di Peter Burke

    Traduzione a cura di Alessandro Arcangeli

    Negli ultimi decenni la globalizzazione, gli incontri e le assimilazioni culturali, i processi di acculturazione e di ibridazione, sono stati al centro di un dibattito che ha visto confrontarsi studiosi di diverso orientamento, dando vita a contrasti sociali e politici tutt’altro che risolti. Quali le prospettive? Il mondo va verso un’indistinta omogeneità culturale o prevarranno forme di resistenza alla globalizzazione? Si preparano forse nuove sintesi? Dalla Coca–Cola al Bombay mix, da Hernán Cortés a Milan Kundera, le riflessioni distaccate di un brillante storico che non vuole “evadere dalle proprie posizioni nella storia e nella società”

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    Verona, le porte dell’impero

    di Marco Pasa

    Il lavoro, che si propone di tratteggiare succintamente i grandi quadri dell’evoluzione del territorio veronese e dei suoi paesaggi dalla Romanizzazione alla inclusione nell’Impero asburgico, presenta Verona, fondata dai Romani proprio allo sbocco della Valdadige come avamposto a presidio della Postumia, ed il suo territorio nella funzione di “Porte dell’Impero”. Da sempre infatti la città e il suo territorio con le numerose direttrici che lo solcano – non solo l’Adige ma anche il Sarca-Garda-Mincio ed i solchi vallivi che si aprono la via nella regione montano-collinare – rappresentano vie preferenziali per rapporti economici e culturali tra il Centro Europa e l’Adriatico.

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    Giro d’Italia in 150 giochi

    a cura di Dino Mascalzoni e Associazione Giochi Antichi

    Ispirato alla celebrata gara ciclistica a tappe, il giro d’Italia in 150 giochi, vuole ricordare il 2011, 150° anniversario dell’Unità d’Italia, non solo attraversando la penisola ma idealmente soffermandosi a giocare nei vari territori. L’intero Giro sarà un’occasione per sottolineare l’importante ricorrenza e promuovere la cultura dei Luoghi attraverso il gioco di tradizione quale importante catalizzatore di conoscenza, tipicità e rispetto ambientale. Venti le regioni attraversate dall’evento ludico, centocinquanta i giochi vissuti nelle altrettante tappe. Dalla suggestiva Verona per arrivare, dopo un affascinante percorso nel cuore di Torino, attraversando piccole contrade, paesi e città, tutte collegate dalla comune passione ludica viva e attiva. La partenza del Giro è da Verona, in particolare dalla Facoltà universitaria di Scienze Motorie e Sportive, in onore agli studenti che utilizzando dati ed informazioni archiviate nel “Centro di Documentazione sul Gioco Tradizionale di Casa Colombare” dall’ Associazione Giochi Antichi in 10 anni di ricerca, hanno disegnato il giro, ricercando e confrontando il tema del gioco tradizionale in relazione alle regioni attraversate. Per chi ci seguirà in questa avventura, sarà un’opportunità unica per visitare il nostro Paese, cogliendo ed assaporando i valori del gioco di tradizione, così come quelli storici, culturali e paesaggistici.

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    I Quaderni della Dorsale (n. 2 – Anno 2020)

    di AA.VV.

    I Quaderni della Dorsale sono promossi dall’Associazione ‘montorioveronese.it’ e nascono per valorizzare l’enorme patrimonio, storico, artistico, culturale e ambientale delle comunità della Valsquaranto e Valpantena. Anche questo secondo volume raccoglie sedici contributi che abbracciano dal punto di vista geografico e diacronico le due vallate e sono accomunati dal rigore metodologico che costruisce il sapere e le conoscenze attraverso le ‘fonti’ e le fa parlare attraverso la soggettività autorevole e appassionata degli autori.

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    Di qua e di la’ dell’Ongarine

    di Veronica Nicolis

    “I ghe dasèa quel che i no podèa torghe”.

    Sofferenze e gioie nei ricordi degli abitanti di Avesa e Quinzano: mestieri, calendari popolari e aneddoti conservati nella memoria di chi li ha vissuti

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    Christiana Tempora

    di Henri-Irénée Marrou

    a cura di Rosanna Tontini

    In quest’opera sono stati raccolti soltanto gli interventi del Prof. Henri-Irénée Marrou, oggetto di alcune materie dei suoi studi quali: la mentalità culturale antica, la struttura scolastica, l’archeologia, l’epigrafia specialmente quella dell’Africa. Tesi trattate in Congressi e Forum Internazionali riguardanti soprattutto la storia del cristianesimo e la cultura nella “Tarda antichità” quando vide in esse la permanenza di strumenti intellettuali o elementi ereditati direttamente dal mondo classico.

    Il prof. Marrou ha sempre sostenuto che, a partire dal III sec. si è assistito alla nascita di una civiltà nuova che è, altra cosa, rispetto al declino o alla degenerazione della tradizione antica per cui occorre restituire o per lo meno riscrivere questa civiltà cristiana nonché la storia del popolo cristiano, come si è fatto per la storia della Chiesa e per quella di una qualsiasi altra Società nella quale si siano rinvenute vestigia del mondo antico che hanno trasformato la cui struttura stessa.

    Questi interventi si sviluppano in un arco di quarantacinque anni. Nel gennaio del 1977, in occasione del suo ultimo viaggio a Roma, il Prof. Marrou promise che avrebbe pubblicato le ultime ricerche riguardanti due mosaici della Villa romana di Piazza Armerina in Sicilia.

    Un giorno di quel 1977, l’alba per lui non arrivò e, fu la prima volta che il Prof. Marrou non mantenne la sua promessa.

     

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    De tintinnabulis – Le campane

    di Girolamo Maggi

    (a cura di Lorenzo Carpané)

    Il trattato, diviso in 20 capitoli, passa in rassegna dapprima una storia delle campane e poi il suo uso moderno nelle diverse forme; vi si leggono anche riferimenti alla sua permenenza a Cipro. L’interesse del trattato è dato non solo dalla ricostruzione – more erudito – della storia dell’uso delle campane, corredata da una fitta rete di richiami testuali, fatti a memoria a causa della condizione di schiavitù e della conseguente mancanza di libri, ma anche dalla dimensione geografica, che testimonia dell’uso delle campane all’epoca, anche in territori non cattolici.

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    STORIA DEL CONTINENTE AFRICANO

    di José do-Nascimento

    Questo libro affronta la storia del continente africano in una
    chiave diversa da quella adottata dai manuali di storia classici.
    Generalmente questi ultimi presentano la storia dei continenti,
    dei popoli e delle nazioni da una prospettiva di conflitto: quella
    della formazione degli stati, dei campi di battaglia, delle invasioni
    e delle conquiste militari, delle lotte sociali, delle rivolte e delle
    rivoluzioni.
    L’autore in questo caso ha optato per una narrazione della storia
    africana a partire da un’altra problematica: quella della storicità
    e, attraverso il prisma dell’urbanizzazione, della causalità
    storica e della ragione. L’approccio, secondo l’autore, forse più
    interessante per fornire al grande pubblico un approfondimento
    riguardo alla traiettoria storica dei popoli africani.

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    Da Mori ad Angiari per morir di peste

    di Attilio Ravagnani

    Che ci faceva un pastore di Mori (Trento) ad Angiari (Verona) mentre imperversava la peste del 1630? Filippo: un nome, una vita. Questa è la storia di una ricerca — con risvolti semiseri — su un immigrato del Seicento nelle lande angiaresi, fra torri colombare, nobili vicari, arcipreti parsimoniosi e poveri massari.

    16,50