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    Roffeno

    Ricerche su una comunità montana di fine Cinquecento

    di Claudia Evangelisti

    L’autrice riesce a conoscere uno per uno i quattrocento abitanti circa di Roffeno e a seguirne le vicende, le storie personali, l’ascesa o la decadenza, verificando come, nonostante tutto, all’interno di un mondo apparentemente immobile, sia possibile riscontrare forme di mobilità sociale.” (Ottavia Niccoli)

    Una minuscola comunità dell’Appennino bolognese del VXI secolo, i suoi abitanti, lo loro storie personali e le loro relazioni. Fra banditi e notai, conflitti e ricomposizioni, scritture e voci, ecco una ricerca che racconta vite normali di donne e uomini, l’inevitabile disordine delle loro esistenze e i loro movimenti all’interno di un mondo all’apparenza immobile.

    20,00
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    Montagne di sangue

    di Andrea Toffolon

    Omicidi, aggressioni, stupri, angherie. Faide interminabili tra famiglie aristocratiche. Le pratiche messe in atto da alcuni nobili per imporre il proprio dominio sul territorio. Il tentativo dei rappresentati della Repubblica di Venezia di gestire queste situazioni attraverso gli strumenti del diritto. E ancora: sacerdoti lontani dagli ideali tridentino; giochi folli e brutali… Da una ricerca condotta su molteplici fonti, emerge la quotidianità della violenza di una città della Terraferma veneta.

    11,00
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    Geografia dei beni geologici e culturali

    Il patrimonio della Lessinia veronese centro-orientale e il Geosito di Bolca

    di Emanuele Poli e Roberto Zorzia

    20,00
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    La chiesa romanica di San Michele Extra e i suoi affreschi

    di Gerardo Carcereri

    Non c’è vita fuor dalle mura di Verona, ma solo purgatorio, tortura, inferno.” (Romeo e Giulietta, Atto III)

    Eppure nella chiesa romanica di san Michele extra, appena fuori da queste mura, v’è una sublime visione del Paradiso. Nel vasto affresco del suo coro monastico infatti si può ancora contemplare la scena finale del Paradiso dantesco (Par. XXXIII. 115-132). Essa fu dipinta quando vi era badessa Francesca Della Scala, figlia di Cangrande I – il Signore di Verona al quale Dante aveva dedicato il suo Paradiso –  e vi erano monache tre nipoti del sommo vate: Gemma, Alighiera e Lucia.

    Sulla destra si erge la figura di San Bernardo – grazie al quale fu concessa a Dante la visione del Dio trino – proprio accanto ad una mandorla trinitaria formata da “tre giri” (archi dell’iride, e non già cerchi) “di tre colori e d’una contenenza”. Il giro o arco inferiore – quello del Figlio – “come iri da iri, pare riflesso” di quello superiore – del Padre – “e il terzo” – ‘arcobaleno profondo dello Spirito – “pare foco” che irradia luce e faville negli altri due (“quinci e quindi igualmente spira”). Guardando poi nel secondo arco, lo si vede “pinto della nostra effige”. Si scorge cioè in esso il volto del Cristo – il Crocifisso – identico, come in ogni altro “Trono di grazia”, a quello del Padre.

    Al nostro triplice arcobaleno fanno infine da corona i simboli del creato, che qui a noi tutto “si squadérna”: i clipei dei quattro “esseri viventi” (uomini e animali), il fregio fitomorfo e i lapidei segnaposti delle monache (regno vegetale e minerale). La Trinità qui dunque ci appare – come già a Dante – “un riso dell’universo” (Par. XXVII, 4).

    20,00
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    La malattia nel mito

    di Paola Arnaldi

    Nel mito il morbo non declassa i suoi eroi e anche se un’epidemia di peste li fa precipitare anzitempo all’Orco o una malattia si insinua subdolamente nei loro tessuti e cellule minandole progressivamente, gli eroi rimangono tali.

    Lontani sono i campi di battaglia, sempre più affievoliti gli echi degli oricalchi, ma nell’immaginario delle patologie termini come pugna, lotta, o più poeticamente tenzone rinnovano gli antichi ardori… il nemico si è fatto invisibile,

    la sua appartenenza all’Ade non lo rende però meno pericoloso, le armi si affilano impotenti di fronte all’incombente falce saturnia, l’aretè edificata sulla vita “activa” cerca di costruirsi una nuova identità nell’impari lotta contro il male.

    L’orizzonte visivo dai campi di battaglia si restringe al corpo… lo si ausculta in attesa dei sintomi rivelatori, lo si blandisce, lo si neutralizza con farmaci adeguati. La malattia allontana l’infermo dagli umani consorzi, il suo “deserto stato” non attira i mortali, ancor più se aggravato da piaghe nauseabonde, come nel caso di Filottete abbandonato nell’isola di Lemno. Ercole sul monte Eta, avvolto nella tunica sudario, incauto dono di Deianira si appresta ad affrontare la tredicesima fatica, questa volta non contrassegnata dal successo, ma sempre impresa eroica, così come Aiace, dopo aver massacrato in un attacco di pazzia gli armenti innocenti diventa il boia di se stesso uccidendosi, perché la follia, anche se provocata da divinità, non ammette attenuanti.

    12,00
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    Venetismi

    di Dennis Vincent Klapwijk

    Un percorso nel venetismo attuale, nella sua storia e nei suoi interpreti, fra tradizioni, malinconie e progetti. Un approccio non convenzionale a una cultura complessa, fatta di storia, miti, istanze identitarie e marcati allontanamenti dal passato. Un luogo in cui culture ed espressioni diverse si incontrano e confliggono, dando una coloritura parti- colare al fenomeno dell’indipendentismo veneto, al suo passato e alle sue prospettive.

    18,00
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    Villa Del Bene. La perla della Valdadige

    «Questo volume vorrebbe ambire ad accompagnare il curioso, l’appassionato, il visitatore, il lettore in un viaggio che, ci si augura, possa essere il più immersivo e arricchente possibile. Un viaggio alla scoperta di un patrimonio – artistico, architettonico, storico – attraverso immagini che, spesso, parlano da sole. L’intento di questo catalogo è, dunque, guidare lo sguardo in un percorso di tipo visivo, quasi museale. Quasi poiché non è davvero possibile considerare Villa Del Bene

    soltanto come una “casa-museo”: è qualcosa di più.”

    20,00
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    Giro d’Italia in 150 giochi

    a cura di Dino Mascalzoni e Associazione Giochi Antichi

    Ispirato alla celebrata gara ciclistica a tappe, il giro d’Italia in 150 giochi, vuole ricordare il 2011, 150° anniversario dell’Unità d’Italia, non solo attraversando la penisola ma idealmente soffermandosi a giocare nei vari territori. L’intero Giro sarà un’occasione per sottolineare l’importante ricorrenza e promuovere la cultura dei Luoghi attraverso il gioco di tradizione quale importante catalizzatore di conoscenza, tipicità e rispetto ambientale. Venti le regioni attraversate dall’evento ludico, centocinquanta i giochi vissuti nelle altrettante tappe. Dalla suggestiva Verona per arrivare, dopo un affascinante percorso nel cuore di Torino, attraversando piccole contrade, paesi e città, tutte collegate dalla comune passione ludica viva e attiva. La partenza del Giro è da Verona, in particolare dalla Facoltà universitaria di Scienze Motorie e Sportive, in onore agli studenti che utilizzando dati ed informazioni archiviate nel “Centro di Documentazione sul Gioco Tradizionale di Casa Colombare” dall’ Associazione Giochi Antichi in 10 anni di ricerca, hanno disegnato il giro, ricercando e confrontando il tema del gioco tradizionale in relazione alle regioni attraversate. Per chi ci seguirà in questa avventura, sarà un’opportunità unica per visitare il nostro Paese, cogliendo ed assaporando i valori del gioco di tradizione, così come quelli storici, culturali e paesaggistici.

    14,00
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    Scopri i tesori di San Zeno

    di Paola Pisani

    • Sfoglia le pagine e scopri i tesori di San Zeno
    • Attività, CD-ROM 3D interattivo e adesivi per completare le pagine
    • Notizie e curiosità sulla vita del Santo di Verona
    • Approfondimenti architettonici sulla Basilica di San Zeno a Verona
    9,90