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    Parole Sovversive – L’opinione pubblica nel XVIII secolo

    di Arlette Farge

    In quest’opera (come in altre che l’hanno seguita) Arlette Farge propone una storia di voci. Vi irrompe il popolo di Parigi, aprendo il sipario su una serie di luoghi privilegiati della sociabilità settecentesca. Si colgono parole ora inseguite, ora intercettate nei gazzettini di polizia, ed emergono il gusto per l’informazione, pubbliche curiosità, incertezze, manipolazioni. Le forme e i motivi del discorso malevolo sono ricostruite con particolare attenzione.

    Premessa di Roger Chartier

     

    23,50
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    La storia culturale: una svolta nella storiografia mondiale?

    a cura di Alessandro Arcangeli 

    In questo volume – riveduto e ampliato per la versione italiana – un gruppo di specialisti offre un primo bilancio comparativo della storia culturale come orientamento della ricerca storica recente e attuale in una serie di paesi, europei e non. Ne emergono, assieme, specificità nazionali, influenze reciproche e trasversali, ibridazioni, che hanno contribuito a dare un volto alla storiografia negli ultimi decenni.

    24,00
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    Le Chiese Intra Muros di Verona

    di Massimo Corradi

    Girando per Verona e osservando i nomi di alcune vie come S. Giusto o S. Marco e soprattutto fermandomi a guardare antiche chiese trasformate in ristoranti o altro come ad esempio il Redentore o S. Matteo, mi sono sempre chiesto quando queste chiese hanno smesso di officiare e perché e poi … ma quante erano le chiese un tempo a Verona? Ho così iniziato la mia ricerca.

    25,00
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    Villa Piatti e il feudo di Pigozzo da Verona

    di Patrizia Lo Cicero

    Villa Piatti è catalogata tra le Ville Venete. Situata nella Valsquaranto, a pochi chilometri da Verona, presenta un fascino caratteristico derivante dalla sua collocazione ambientale e dall’architettura cinquecentesca elegante e sobria. L’avvicendarsi dei passaggi di proprietà era noto per sommi capi ma le ricerche condotte dall’autrice di questa monografia hanno evidenziato un complesso e avvincente intreccio di vicende storiche e familiari. Partendo da una ‘missiva’ indirizzata al conte Giulio Piatti e da un manoscritto, compilato il 24 dicembre 1669 da Carlo Libardo, cancelliere dell’Abbazia di San Zeno Maggiore, si è iniziato un ‘viaggio’ a ritroso nei secoli, risalendo alle origini del feudo di Pigozzo concesso al’Abbazia sanzenate attraverso i diplomi di ‘Privilegi’ di Enrico III, anno 1055; di Beatrice e Matilde di Canossa, anno 1073; la pergamena di Federico Barbarossa, anno 1184 e la trascrizione del ‘diploma imperiale’ di Federico II, anno 1221. Lo sviluppo degli avvenimenti, comprovato da documentazioni archivistiche, talune inedite, è di sicuro interesse, in particolare per gli appassionati di storia veneta.

    25,00
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    Omaggio a Giuseppe Lisio e ad Antonio Bruers

    a cura di Patrizia Lo Cicero

    Volume III

    Esplorando il mondo di Gabriele d’Annunzio.

    Giuseppe Lisio, “maestro dei licci”; Gabriele d’Annunzio, “maestro della parola”; Antonio Bruers, Bibliotecario del Vittoriale. Omaggio a Giuseppe Lisio e ad Antonio Bruers.

    In questo Volume sponsorizzato, in particolare, anche dalla Fondazione Arte della Seta Lisio, Firenze, sono raggruppati e commentati i documenti che appartengano sia alla Fondazione de Il Vittoriale degli Italiani, sia alla Fondazione Arte della Seta Lisio e l’inedito Epistolario tra Giuseppe Lisio ed Antonio Bruers (e viceversa), archiviato nella Sezione Manoscritti della BNCR (Biblioteca Nazionale Centrale di Roma), tutti autorizzati.

    Una selezione di questa esegesi archivistica – piuttosto corposa – sarà inserita, come integrante e necessaria testimonianza documentale, nel volume sui Tessuti contenuti al Vittoriale che verrà donato allo stesso dalla Fondazione Arte della Seta Lisio, Firenze.

    Il Fondo Bruers della BNCR è stato gentilmente segnalato dal Dottor Leonardo Lattarulo che lo ha sistemato. A lui i più sentiti ringraziamenti.

    In Allegato: le fotografie dei Tessuti Lisio ed altre.

    25,00
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    Antonia Addison, la “britannica incantatrice”

    di Patrizia Lo Cicero. Traduzioni dal Francese a cura della Professoressa Rosalia Napoli e, inizialmente, della Dottoressa Erica Tolu; dall’Inglese a cura della Professoressa Elisabetta Perazzolo.

    Volume I – tomo terzo

    Esplorando il mondo di Gabriele d’Annunzio.

    L’Epistolario tra Gabriele d’Annunzio ed Antonia Addison, «la britannica incantatrice» dai «grandi occhi colorati d’erbe acquatiche».

    Antonia, ballerina inglese – che però risiedeva in Francia – fu presentata a d’Annunzio da una comune amica, la Duchessa Maria de Grammont, nata Principessa Ruspoli, e suscitò nell’ardente Poeta una passione travolgente. L’intero epistolario scambiato tra i due amanti è trascritto e corredato, in nota per non interrompere il flusso dei loro pensieri, da commenti e spiegazioni a cura dell’autrice del libro.

    Il Carteggio, scritto in Francese ed Inglese, è stato consultato e trascritto da Patrizia Lo Cicero negli Archivi del Vittoriale.

    In Allegato: fotografie attinenti a d’Annunzio ed Antonia. Arricchisce visivamente il contesto una raccolta di schizzi e bozzetti teatrali per ricordare i Balletti Russi e Ida Rubinstein creati da Anna Nezhnaya, scenografa contemporanea. Ciò per illustrare la cultura cosmopolita che caratterizzò la società degli anni Venti e Trenta e che diede vita – tra fine Ottocento e inizio della Prima Guerra Mondiale – nella splendida Parigi, ad un’epoca d’oro, la Belle Époque.

     

    25,00
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    Le “Madri” della Ricostruzione italiana 1945-1960

    Di Mirella Leone

    Dalle macerie della II guerra mondiale emergono le donne protagoniste della Ricostruzione politica, economica e culturale dell’Italia. Casalinghe, operaie, politiche, contadine, insegnanti, giornaliste, sindacaliste e soggetti collettivi, come le associazioni femminili (i Gdd, il Cif, l’Udi), avanzano in un difficile percorso di emancipazione, imprimendo i segni del generare simbolico e della cura femminile nello spazio pubblico del Paese sconvolto dalla guerra. Storia di genere e storia generale convergono in un quadro olistico complesso, in cui le donne a volte rivestono un ruolo marginale, a volte centrale, ma mai insignificante. Nonostante le contraddizioni e le lacerazioni, le italiane del secondo dopoguerra non si arrestano e, lottando contro resistenze e pregiudizi misogini di un patriarcato ancora persistente, tentano di ricostruire se stesse nella tensione fra pubblico e privato, fra tradizione e innovazione, e di offrire un importante contributo per ricostruire le istituzioni, la politica, l’economia, il sindacato, la cultura. Moltissime elargiscono la loro cura con un impegno totalizzante, alcune col sacrificio della propria vita e tutte, figure note e masse di donne ignote, meritano legittimamente di essere riconosciute come Madri della Ricostruzione italiana.

    25,00
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    Esperimenti di libertà delle italiane negli anni ‘60

    di Mirella Leone

    Femminismo in Italia anni ’60 e non solo in questa esplorazione dell’Italia in piena trasformazione.

    Che cosa c’è al di là dell’euforia degli anni Sessanta in Italia? Questa indagine può aiutare a scoprire, al di là dello stereotipo esistente nell’immaginario collettivo, la realtà storica complessa e travagliata della società italiana, travolta dalle trasformazioni e lacerata dalle contraddizioni. È il contesto in cui sono visibili i soggetti storici femminili, che non si identificano completamente con l’immagine della donna sorridente nella pubblicità, della disinvolta ragazza in minigonna, della studentessa dei movimenti di protesta. Sono, invece, le italiane, che nella loro quotidianità lavorano, studiano e lottano manifestando un comune contrassegno di specificità: la ricerca della libertà declinata al femminile. È la libertà dai pregiudizi, dai divieti, dalla misoginia del patriarcato; è la libertà di studiare, di fare politica, di scegliere un lavoro adatto, un marito non imposto, di essere madre senza il rischio del licenziamento. E’ una libertà desiderata, cercata, a volte realizzata, spesso solo sfiorata, che si può riconoscere nelle vicende delle italiane di questa fase storica e nei loro “esperimenti di libertà”, tentati nello spazio privato, della famiglia, e nello spazio pubblico, del lavoro, della politica, della società civile. Queste donne, agendo non solo per sé, ma anche per l’Altro, affrontano battaglie di civiltà e preparano i futuri percorsi di liberazione femminile.

    25,00
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    Guerra fredda e dintorni

    di Francesco Alberti

    Guerra Fredda e dintorni è un libro che descrive cinquant’anni di storia contemporanea, descrivendone gli eventi più significativi, le teorie geo-politiche e geo-economiche che l’hanno caratterizzata, le strutture statali che l’hanno sostenuta e le figure politiche che l’hanno contraddistinta. Di Guerra Fredda in questo libro non si parla solo al passato, ma al presente, descrivendo situazioni contingenti, proponendo al lettore argomenti seri di discussione e, guardando al futuro, argomentando scenari a divenire, che influenzeranno non solo la vita delle nazioni ma, altresì, e soprattutto, quella delle persone, in un contesto globalizzato che ha integrato il destino di tutti noi.

    26,00