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    Didattica e progettazione

    di Giuseppina Messetti

    Saper progettare è una delle competenze fondamentali dell’educatore. Oggi il lavoro per progetti è ciò che caratterizza in modo saliente una professione in continua evoluzione chiamata a rispondere anche a sempre nuovi bisogni educativi in tutto l’arco della vita delle persone.

    La prima parte del libro affronta l’emergenza di questo fenomeno, riflettendo sulle caratteristiche specifiche della progettazione educativa e sui principali presupposti teorici che la sottendono, indicando le piste operative da seguire, dai progetti rivolti a micro realtà territoriali fino ai progetti europei, che costituiscono delle straordinarie occasioni di partenariato internazionale e delle interessanti fonti di finanziamento.

    Nella seconda parte vengono prese in esame altre due competenze fondamentali dell’educatore, la capacità di lavorare in gruppo nonché di osservare e riflettere su di sé, sui soggetti e sulle pratiche educative. Come nella prima parte vengono illustrati metodi e tecniche atti a promuovere negli operatori la capacità di diventare membri costruttivi in un gruppo di lavoro e di sviluppare capacità di osservazione e ascolto nell’ambito delle relazioni educative individuali e di gruppo.

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    Lasciarsi toccare

    di Lorenzo Moreni

    Nonostante il desiderio di conoscere meglio un altro mondo diverso dal nostro, il Marocco, proprio per questa ragione, saremo costretti a spostare il focus prima su di noi. Un’operazione preliminare di conoscenza, necessaria e faticosa, per favorire quel processo di ridimensionamento dell’io, così forte e imponente per la nostra cultura, lasciando ampio spazio alle differenze. La competente presenza di Mohamed Berdaddouch, e la chiarezza che egli ha sulla sua funzione di mediatore culturale, ha richiesto a noi viaggiatori e viaggiatrici lo sforzo, di provare a leggere il mondo del Marocco, talvolta senza riuscirci, attraverso le sue lenti. Mohamed non ha seguito il principio del – secondo me – o – io penso che. L’ha oltrepassato aprendosi e aprendoci a quel principio che fa la differenza – da noi si fa così, da noi si pensa

    così, da noi…

    L’idea di trasformare in un unico testo l’insieme dei diari di viaggio, le riflessioni e le scritture successive, si è concretizzata grazie alla generosa disponibilità di tutti e tutte i/le viaggiatori/trici.

    Senza

    FRANCINE ROSENBAUM

    FABRIZIO BERTOLI

    ROSANNA FOGLIATA

    MARIA LUISA COMINCIOLI

    SI MOHAMED BERDADDOUCH

    questo libro non avrebbe visto la luce.

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    Nel tempo che ci resta

    di Gabriele Fedrigo

    «Quando abitavamo tutti insieme e la morte non aveva ancora mietuto quel piccolo mondo sgangherato cui stavamo aggrappati come fanno i naufraghi con la scialuppa di salvataggio, il mattino era sempre mia madre ad alzarsi per prima dal letto. E se ciò non accadeva, e di motivi ce ne potevano essere, alzarsi senza vederla girare per casa metteva tristezza. Se invece tutto scorreva nella normalità di sempre, normalità che rafforzava in me l’idea benefica di una realtà su cui potevo ancora fare affidamento, tanto ero impigliato in un mondo che mi parlava solo di corpi vanamente in lotta con la contingenza, sentire i rumori che lei faceva, rumori che piano piano avrebbero risvegliato la casa, metteva di buon umore.»

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    Step back

    di Siro Comencini

    Per me, ogni minuto passato ad allenarmi era un premio, un’occasione irripetibile per diventare quello che più di ogni altra cosa al mondo avrei voluto essere. Un palleggio alla volta, tiro dopo tiro, curato come fossi un giardiniere alle prese con un piccolo bonsai.

    Step back è un viaggio intimo nel tumultuoso mondo dello sport agonistico, vissuto da un ragazzo che, come tanti, trascorre la vita tra scuola e palestra, e con sudore e dedizione insegue il sogno di un futuro da professionista nella pallacanestro.

    Tra le pagine di questo libro c’è il tentativo di offrire una risposta motivante a tutte le domande che rimangono nella mente di coloro che tentano

    di realizzare un sogno sportivo, non sempre avendo successo, e alle ambizioni, che nonostante tutto, ci .spingono a fare sacrifici

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    Dimensioni di libertà nel cammino dell’essere. Tra filosofia e scienza

    di Paola Polettini

    Questo libro svolge una riflessione fenomenologica tra mondo della vita, tecnologia e Scienza, considerando che l’universo informatico comporta delle scelte di valore e di orientamento che ci coinvolgono, ma che dipendono anche dalle soluzioni tecniche che vengono adottate. Di fronte a questo problema mi sembra importante tenere in evidenza che quello che ci serve non è una formula algoritmica onnicomprensiva, ma la possibilità di rilevare le corrispondenze tra i vari gradi di differenziazione che costituiscono il mondo conosciuto. La libertà del movimento è la condizione originaria della vita. La somiglianza dei processi con cui osserviamo le cose può essere riferita a una grande varietà di contenuti, ma ci sono solo alcune equazioni differenziali fondamentali che vengono adottate per le osservazioni del micromondo. È questa la dimensione nella quale siamo immersi considerando la complessità. Dal modo in cui mettiamo in relazione le somiglianze formali dipende la possibilità di vivere le differenze nella vita dei singoli.

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    Castel Vecchio e dintorni

    di Mirella Spiritini Massari

    “Si vivono come contemporanei eventi accaduti da molti anni o da decenni, e si sentono lontanissimi, definitivamente cancellati, fatti e sentimenti vecchi di un mese. Il tempo si assottiglia, si allunga, si contrae, si rapprende in grumi che sembra di toccare con mano o si dissolve come banchi di nebbia che si dirada e svanisce nel nulla; è come se avesse molti binari, che si intersecano o si divaricano, sui quali esso corre in direzioni differenti e contrarie….” (Claudio Magris)

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    Allegra e le 96 tesi – Il principe chierico

    di Salvatore Carachino

    In una villetta di campagna tre giovani amici ingegneri chiamano per una serata in allegria una professionista del piacere della quale hanno notizia come donna molto attraente ed anche come colta e vivace conversatrice scommettendo su chi sarà scelto per restare solo con lei, ma al suo arrivo e poi con il sopraggiungere di altre due sue compagne essi rimarranno a lungo sospesi tra una possibilità di svago al di sopra di ogni aspettativa e una situazione che si prospetta molto intrigante.

    Le tre donne si presentano come suore ribelli e disinibite, impegnate in una vasta e segreta organizzazione per diffondere un libello clandestino con 96 tesi (una in più delle tesi di Lutero!) per una riforma della Chiesa a cominciare dall’abolizione del celibato. Un soggetto incendiario nella cornice di una giostra diabolica.

    Il principe chierico è il racconto dell’anziano professor Salvo che ha scritto l’Allegra e che, di ritorno nel paese di origine in Salento per vendere la piccola proprietà avita di campagna, spera anche di affidare la sua opera a gente di teatro. Conosce Amira, impiegata alla reception nel suo albergo, una siriana quarantenne con un figlio studente in una azienda agraria e un figliastro operaio agricolo del quale la signora rivela un interesse all’acquisto del campo. Pur riservata sulla sua vita e sul rapporto col marito più vecchio di lei lasciato nell’infelice madrepatria, la straniera sarà l’unica lettrice della commedia ed anche estimatrice delle altre opere del professore.

    In un clima di amicizia e di intesa intellettuale essi partecipano ad eventi culturali in paese, ma da estranei e trovando spesso rifugio in biblioteca, dove i libri aprono ad Amira un mondo nuovo mentre per il suo accompagnatore essi rappresentano una resa di conti con il suo passato. Nelle loro visite alla sua desolata campagna in vendita e in altre escursioni sul territorio salentino Salvo racconta della sua infanzia e prima giovinezza nella famiglia contadina, dei suoi studi in una fase storica di osmosi sociale e della ragazza amata un tempo che a lui sembra di rivedere nell’ascoltatrice, eletta a figura sostitutiva. E come la primavera con i suoi fiori si riprende il paesaggio degli ulivi devastato dalla malattia, così la straniera pare destinata a riversare la sua forza vitale su una terra che il vecchio invece abbandona per sempre. La parola è tesa a distinguere tra responsabilità e destino in una storia segnata da fedi e istituzioni in ritardo con la modernità, da deboli legami sociali e distacchi dolorosi.

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    Basta un pallone?

    di Luciano Faccioli

    Per fare felici i bambini basta un pallone! Quante volte abbiamo sentito questa frase?

    In effetti è vero: per fare felici i bambini basterebbe farli giocare a calcio e nient’altro. Forse anche per imparare a giocare a calcio basterebbe solo farli giocare, senza tanti accorgimenti i particolari esercitazioni.

    Ma è davvero così facile?

    Se bastasse solo un pallone, allora gestire un gruppo di bambini alla Scuola Calcio sarebbe una passeggiata, ma chi lo fa o l’ha fatto sa bene che non è così.

    Non è così perché gestire un gruppo di bambini alla Scuola Calcio non vuol dire solo farli giocare, anche se già quello è molto importante, ma non vuol dire nemmeno insegnare loro la tecnica calcistica più perfetta, significa piuttosto accompagnarli nella loro crescita personale e sociale e soprattutto insegnar loro il valore delle Emozioni.

    Sì, perché le Emozioni vengono prima di tutto: vengono prima dei ragionamenti, vengono prima degli apprendimenti e soprattutto vengono prima dello sport e determinano l’approccio verso di esso e verso il mondo.

    Quindi basta un pallone?

    No! Serve anche altro: servono empatia, relazioni e intelligenza emotiva, ma prima di richiedere queste cose ai bambini, sono gli adulti di riferimento a doverle coltivare in se stessi.

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    L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi: storia, contesto e interpretazione

    di Alexandros Maria Hatzikiriakos

    Rappresentata per la prima volta a Venezia durante la stagione di carnevale del 1643, L’incoronazione di Poppea è l’ultima opera attribuibile, del tutto o in parte, a Claudio Monteverdi. Oltre a essere una delle poche opere, forse l’unica, del primo Seicento a essere entrata stabilmente nel repertorio contemporaneo, è sicuramente uno dei drammi musicali più complessi e ambigui del suo genere. Questo libro offre un’introduzione ai temi e ai personaggi dell’opera, insieme a una guida all’ascolto, entrambe rivolte ad un pubblico inclusivo, sia universitario che non specialistico.

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