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    Cronologia assoluta e relativa dell’età del rame in Italia

    di Daniela Cocchi Genick

    Si presenta l’analisi bayesiana delle datazioni radiocarboniche affidabili dei contesti culturali Chassey ed Età del Rame in Liguria. Essa indica che la transizione fra i due periodo si colloca nell’intervallo 3650-3500 cal BC. In parallelo le datazioni conseguite indicando che l’impianto di attività estrattive di materia prima silicea e di minerale di rame risalente all’inizio del IV millennio, e sono pertanto riferibili alla Cultura Chassey.

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    Mente mano utensile

    di Domenico Secondulfo

    Nulla nel lavoro dell’Artigiano è standardizzato, non i prodotti, non gli strumenti, e, naturalmente, neppure gli artigiani. La storia li ha sempre visti individualisti, scontrosi, sospettosi, abituati a ragionare da soli e a realizzare il proprio ragionamento nelle cose. Mal sopportano la società di massa e la chiusura dell’orizzonte dell’immaginazione che essa reca con sé. Mente Materia Mano, Strumento e Prodotto, proprio quello, solo quello che serve e calza quella, solo quella Mano.

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    Anziani nel terzo millennio

    a cura di Dario Ghelfi e Carla Bertacchini

    Spinto, anche, dal dibattito sollevato dalla pandemia, che ha pesantemente coinvolto il “pianeta anziani”, “Anziani nel Terzo Millennio”, si rivolge ad un ampio spettro di lettori. Agli anziani che riscoprono aspetti e tematiche, che hanno caratterizzato alcune tappe o esperienze della loro vita e a quelli ancor giovani che, per interesse, professione, studio, vogliono addentrarsi nel mondo della terza età.

    Nel volume possiamo individuare due direzioni di indagine. La prima, una riflessione sul fenomeno ‘vecchiaia’, visto nei vari suoi risvolti, con ricorso alla ‘letteratura’ afferente al tema, sulla pista indicata da Franco Frabboni. In questa prospettiva il volume si propone anche come una sorta di manuale per chi è impegnato, o vuole impegnarsi, a ‘lavorare’ con gli anziani, o comunque con gli adulti (medici; operatori sociali, socio sanitari; docenti nel settore dell’educazione per gli adulti, ecc.) o per studenti universitari delle facoltà di Scienze della Formazione.

    Ma c’è una seconda direzione che si ricollega specificatamente alla memoria. Che la memoria sia uno specifico punto di riferimento, lo si evince anche nella seconda parte del sottotitolo: “… vivaci esperienze”. Le vivaci esperienze altro non sono che le memorie di quegli autori, che raccontano di loro stessi, e questo accade anche quando parlano delle attività che attualmente li vedono impegnati con altri anziani. In questo contesto esemplare è il caso di coloro che insegnano nei corsi U.T.E.; la necessità di adeguare le loro presentazioni e la loro didattica alle esigenze dei ‘nuovi allievi’ richiama la loro precedente esperienza professionale, con un continuo gioco di rimandi, con la memoria che fornisce il substrato, sul quale si innestano le diverse e nuovo performances.

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    Mangiar simboli. Cibo, benessere e cultura materiale

    a cura di Domenico Secondulfo e Debora Viviani

    Nell’ambito della cultura materiale, il cibo è sempre stato un elemento caratterizzante la sfera di relazione comunitaria e il sistema di stratificazione sociale. Nel primo caso, perché esplica le relazioni tra i componenti del gruppo, nel secondo caso, perché indice di ricchezza e strumento di divisione sociale.

    In questa sede, il cibo ha una valenza diversa e diventa elemento importante in un’ottica di consumo autoriferito, relativa alla comunicazione del soggetto con se stesso, perché le dinamiche alimentari, la cura del corpo e la visione della salute esplicitano il gusto e le tendenze diffuse socialmente. È questo il grado “zero” della socialità dove il soggetto ha un rapporto ricorsivo ed autoriflessivo con se stesso, nel quale il cibo funge da tramite in un processo di proiezione/introiezione di significati da sé a sé. I contributi che compongono il volume nascono con lo scopo di integrare in un unico sforzo analitico, sia l’approccio riflessivo fondato sulla cultura materiale, sia quelli più tradizionali fondati sulla comunicazione e sulla pubblicità, questa volta però ristretta ai processi di valorizzazione e comunicazione dei cibi.

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    Il calcio giocato. Il gioco insegna attraverso le Emo-Azioni

    di Roberto Pirovano e Daniele Tacchini

    70 giochi che permettono di scatenare tante Emo-Azioni: coraggio, pensiero, interpretazione, calma, istinto, fantasia, concentrazione. L’idea da trasmettere ai lettori è che i bambini provano tante emozioni durante l’attività, ma spesso non sanno gestirle. Purtroppo non vengono allenati a gestirle. Perché, a volte, il gioco è degli adulti, più o meno ridotti in proporzione.

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    Mathematical Programming and Economic Analysis

    di GianDemetrio Marangoni

    This volume collects the lectures given by the author as part of the Quantitative Methods of Management course at the Faculty of Economics of the USI in Lugano, Switzerland, over the past few years.

    The book consists of seven chapters: The Algebra of Matrices and Linear Systems; Linear Programming; Integer Linear Programming; Graph Theory; input-Output Analysis; Game Theory; Differentials Calculus.

    Each chapter defines the theoretical aspects of the subject and offers a number of examples of application to economic and business administration. The mathematical framework is rigorous but intuitive, so that students can readily see how to use mathematics in this context. The chapter of Game Theory represents an alternative and widely used approach to many problems in economics and business. Every chapter ends with a brief bibliography of further reading.

    The book aims to provide the student with an independent capacity to examine a real economic problem, to formulate a mathematical model for representing it, to develop a suitable algorithm to achieve a solution and, finally, to interpret the results.

    The book is intended for students of economics, business studies and management, engineering and applied mathematics, both undergraduate and graduate.

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    Una lanterna aggiunta – Ritorno in accademia

    di Salvatore Carachino

    Soti Pasina, direttore di biblioteca in un paese del Salento, ha riportato da un viaggio in India con la figlia Sofia e l’amica di lei Claudia una serie di fotografie del grande raduno religioso del Kumbh Mela. Il francescano Alfonso Aloisio ne propone una selezione per l’attività parrocchiale. Gli incontri in un circolo letterario diventano occasione di dialogo sul destino delle religioni. Sono saltuariamente coinvolte le due giovani, aggressiva e malinconica Sofia, allegra e tempestosa Claudia. Esse sono sospese tra educazione laica e ascolto di un uomo di chiesa ritenuto personalità carismatica.

    Emerge l’idea che i credenti, se vogliono vivere nel mondo moderno, sono chiamati a tradurre i contributi rilevanti della loro fede in un linguaggio universalmente comprensibile e a rinunciare non alla loro tradizione identitaria, ma alla autorità vincolante e alla validità universale che quel passato ha sempre preteso. Al gruppo di viaggiatori si è accompagnata una signora, Gaia, la cui immagine ricorrente lascia intendere l’origine di una storia d’amore con Soti destinata a nuovi sviluppi. Anche per la saltuaria presenza della donna sulla scena degli incontri nasce tra Pasina e l’Aloisio una sotterranea sfida come alla conquista di un’anima.

    Per il frate alla suggestione per lo spettacolo religioso si aggiunge così una specie di incantamento, forse una nascosta crisi esistenziale, nel rivivere attraverso foto e racconti una straordinaria avventura che va dalla visita al raduno religioso ad altri magici paesaggi naturali ed artistici della regione indiana.  Ritorno in accademia è la commedia che si immagina scritta dal Pasina con un personaggio femminile destinato alla interpretazione della figlia, attrice dilettante, laureata senza lavoro stabile, e ciò nell’intento di tenerla legata al teatro come officina sociale e quindi al paese. Nella trama Toti, ex parlamentare agli arresti domiciliari accusato di gravi reati, ha ottenuto dal giudice la possibilità di recarsi nella vicina sede di una accademia letteraria dove dovrebbe ravvedersi con buone letture. A contrasto con squallide e torbide figure per le quali non esiste salvezza spicca la figlia ribelle che, pronta all’irrisione e al sarcasmo, ostinata ma anche rassegnata al fallimento, non perde occasione per rivolgere feroci critiche al padre e per scatenare violenti litigi con il fidanzato coinvolto in loschi affari e dal quale è attratta al solo livello sessuale.

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    Clara Weber

    di Salvatore Carachino

    Al giovane professore Lucilio Corradi che assiste per lunghi giorni in ospedale il padre viene chiesto dal primario di reparto e attore dilettante di collaborare nella ricerca di fonti per uno spettacolo sulla Grande Guerra. Dal suo incontro con l’infermiera Clara si sviluppa una storia che assume un forte valore simbolico a specchio del dramma che deve essere rappresentato. Donna contesa da uomini molto diversi per formazione e carattere, orizzonte di sogni e tormento di una memoria senza pace, lei, accettata dalla compagnia teatrale come corista e comparsa, segue Lucilio con attori e attrici in escursioni mirate sui luoghi dell’epopea alpina.

    Racconti di impressionanti operazioni belliche compaiono in situazioni diverse, parte in originale e parte come adattamento. Si aggiungono brevi scene delle prove e momenti culminanti della prima recita. Due capitoli interi sono dedicati alla sorpresa strategica di Caporetto e alla tragica ritirata sul Piave. Ai fini di una narrazione unitaria, di una continuità tra il vero e l’invenzione, dialoghi e riflessioni sulla materia tratta dalle fonti si intrecciano con i destini dei protagonisti e con la complessa evoluzione dei loro sentimenti.

    L’autore ha cercato di armonizzare il rigore documentario con la fantasia onde assicurare credibile verosimiglianza a una vicenda romantica e appassionata, a una storia d’amore difficile e struggente nella quale l’evento tangenziale al racconto è presentato come recita evocante un passato collettivo doloroso e incancellabile. Personaggi a pieno titolo sono le montagne, in particolare la Tofana di Rozes e la Marmolada, ma anche la bella Verona, la città di Giulietta.

    Oggi sulla Grande Guerra, l’evento più significativo della nostra storia nazionale anche per le tracce visive che le montagne hanno conservato, se abbiamo imponenti e fondamentali contributi storici, purtroppo quella che noi chiamiamo la letteratura dell’anima sembra sparita dalla scuola e ignorata dal grande pubblico. Il romanzo ha la sua motivazione profonda nel timore diffuso oggi di una perdita dell’identità collettiva, dei valori della memoria fondanti la vita associata. Ricordare la Grande Guerra, il conflitto che concluse con alto tributo di sangue il processo risorgimentale e nel contempo fu una sconfitta epocale per l’umanità, è come portarsi sugli altari sacri a interrogare gli eroi, tutti quei giovani che persero la vita per gli errori delle loro famiglie e delle loro patrie.

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    Il rosso è un colore

    di Antonino La Russa

    Chi era Galileo, quando ancora non era lo scienziato che conosciamo attraverso le immagini del processo del 1633 e della vecchiaia?

    Nella Padova della fine del Cinquecento, egli è un giovane professore di discipline matematiche, che conquista una vasta platea di studenti, tanti amici ed estimatori; tuttavia, nello stesso tempo attorno a lui si vanno stringendo nemici mossi da invidia e fanatismo, i più torbidi impulsi umani. Ma perché, ora, accetta di entrare in una storia di latrocinio, delitti, congiure che toccano anche l’Università (lo Studio, come si chiamava allora) e lo Stato Veneziano, minacciato da pericoli esterni? Come riesce a trasformare una vicenda terribile in un’occasione di esercizio della prudenza e della spregiudicatezza, dell’ingegno e dell’astuzia, salvando la famiglia di un suo caro amico? E perché la sua vita si complica ulteriormente quando conosce Marina, la donna che gli darà tre figli e che anni dopo abbandonerà, per ritornare in Toscana?

    Nella vicenda del romanzo, il gioco del verosimile emerge da uno sfondo storico ricostruito con notizie e linguaggi tratti da fonti conosciute (gli studi di Antonio Favaro, la descrizione della Padova del Seicento di Angelo Portenari, il poderoso epistolario galileiano, le commedie di Ruzante, per citarne alcune) e, poi, da inediti: un documento scoperto all’Archivio di Stato di Padova, dall’autore di questo romanzo, e pubblicato negli Atti dell’Accademia galileiana, altri inediti in fase di studio, e infine un manoscritto conservato presso la Biblioteca dell’Università di Padova

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