Filosofia
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Gladiator, l’atleta del possibile
€18,90Valéry e lo «sport della mente»
di Gabriele Fedrigo
Nella “Commedia Intellettuale” messa in scena nei Cahiers di Paul Valéry si assiste alla ricorrente comparsa di eroi della mente dediti a scandagliare e a perlustrare la macchina cerebrale che li ha fatti nascere e che li sostiene. Accanto a Monsieur Teste, Leonardo da Vinci e Robinson splende per la sua luce adamantina un personaggio che gioca tanto il ruolo di un cavaliere che di un cavallo e il cui nome è Gladiator.
Nei Cahiers Gladiator funziona da catalizzatore di un vasto progetto di rifacimento dei meccanismi implicati nella valorizzazione degli “oggetti mentali” (idee e immagini) spontaneamente prodotti dal cervello o che quest’ultimo assume più o meno accidentalmente dall’ambiente esterno. Scopo da raggiungere è depotenziare gli effetti di risonanza di quelle “idee” ed “immagini” che, opportunamente mascherate nelle vesti di “idoli”, cercano di sottrarsi alla transitorietà e alla rapida sostituzione a cui sono invece ‘destinate’. Per raggiungere il suo obiettivo Gladiator impugna le sottili lame dell’analisi e un formidabile arsenale di esercizi con cui praticare quello che lo stesso Valéry chiama “sport della mente”. Gladiator non è infatti solo un ‘terapeuta’ delle aberrazioni della sensibilità nervosa, ma anche lo “sportivo” che pratica un “training” con cui rendere duttile, flessibile e plastico il suo “sistema neuro-psichico”.
L’‘agone neuronale’ fra i circuiti deputati alla valorizzazione e quelli della consciousness coinvolti nei processi di relativizzazione di qualsiasi “oggetto mentale” si trasforma in nuova palestra dove Gladiator cerca di addestrarsi e di forgiarsi. L’esperimento atletico si configurerà come un tentativo alquanto peculiare di costruire nel cervello un dispositivo con cui tenersi costantemente aperti a sperimentare “jusqu’au bout” il proprio “possibile”.
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Fisiologia delle «opere della mente»
€12,40Paul Valéry al collège de France(1937-1945)
di Gabriele Fedrigo
Quali legami possiamo stabilire fra una scultura di Michelangelo e un sonetto di Shakespeare? E fra una pagina di un romanzo e la fisica quantistica? Durante i suoi anni di insegnamento al Collège de France (1937-1945) il poeta Paul Valéry si propone il “progetto veramente temerario” di reperire quel denominatore comune che sta alla base della vastissima produzione artistica, letteraria, filosofica e scientifica della nostra specie. L’indagine sui meccanismi fisiologici implicati nella “fabbricazione” di quelle che Valéry chiama “opere della mente”, si sviluppa, da un lato, attraverso il tentativo di abbozzare le linee di una “Economia poietica” e, dall’altro, mediante una riflessione sul significato di quel “Capitale intellettuale” che apre la specie umana a un'”immensa avventura”. Da qui le domande: “Che fare… dell’Uomo? – Possiamo farci una nuova idea dell’Uomo? – Possiamo crearci un nuovo scopo, un nuovo desiderio?”
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Estetica dell’esistenza e ascesi «gay»
€19,00Appunti intorno a Michel Foucault
di Gabriele Fedrigo
“Il comportamento sessuale è costituito come ambito di pratica morale, nel pensiero greco, da atti di piacere (aphrodisia) che rientrano in un campo agonistico di forze difficili da padroneggiare; essi richiedono, per assumere la forma di una condotta razionalmente e moralmente accettabile, la messa in gioco di una strategia della misura e del momento, della quantità e dell’opportunità; e questa tende, come compimento ideale, a una perfetta padronanza di sé in cui il soggetto è “più forte” di se stesso fin nell’esercizio del potere che esercita sugli altri. Ora, l’esigenza di austerità implicita nella costituzione di questo soggetto padrone di sé non si presenta sotto forma di una legge universale alla quale ciascuno e tutti dovrebbero sottomettersi, ma piuttosto come un principio di stilizzazione della condotta per chi voglia dare alla propria esistenza la forma più bella e compiuta possibile.” (Michel Foucault, L’uso dei piaceri)
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(0)By : Gabriele Fedrigo
Droga sottile (dossier per un’«etologia degli intellettuali»)
€29,00di Gabriele Fedrigo
Le carte del dossier Droga sottile sono tutte figlie di un eccesso cerebrale. Chi le scrive è un tossicomane di intelletto con velleità artistiche e filantropiche. Con il pretesto di voler esaudire il desiderio di Roland Barthes di scrivere un’“etologia degli intellettuali”, questo drogato di mente passa i suoi giorni a sperimentare stati diversi dell’ebbrezza. Allucinato com’è dal suo cervello, pensa che mettere il naso fuori dal dossier voglia dire sparire nella noia della pura realtà. Per questo non smette di scrivere e di pensare. Droga sottile non è forse una sua invenzione? Non è forse la sostanza intellettuale che tiene acceso il dossier e chi lo scrive?
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(0)By : Paolo Livieri
Preliminari al Pensiero Puro
€10,00di Paolo Livieri
Tra Mente e Mondo in G.W.F. Hegel
Questo breve saggio cerca di rispondere ad una domanda fondamentale: che cosa intende G.W.F. Hegel per pensiero puro? Nonostante l’obiettivo di questa indagine si presenti in maniera così ben definita, esso può risultare difficile da raggiungere, poiché tutto il sistema Hegeliano delle scienze filosofiche si regge su una definizione di pensiero innovativa e complessa.
Per guidare il lettore inesperto ed evitare il rischio di rimanere impigliati nella ricchissima trama del sistema del pensiero filosofico, la presente indagine prende in considerazione solo i testi che Hegel redige come introduzione ad alcune sue opere fondamentali. Grazie al lessico semplice e alla prospettiva generale, il concetto di pensiero puro appare così chiaramente delineato: nei testi selezionati, infatti, Hegel parla di Hegel ed espone ciò che la sua filosofia intende fare. Il saggio si rivolge quindi prevalentemente a studenti che per la prima volta si avvicinano ai testi del filosofo di Stoccarda.
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(0)By : Antonino La Russa
Studi e ricerche galileiane
€9,00di Antonino La Russa
Vi sono degli interessi che accompagnano e riempiono una vita. La scintilla che li accende spesso scocca inaspettatamente e si manifesta attraverso ineffabili emozioni intellettuali.
Così è accaduto nella mia prima lettura del galileiano Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, lettura iniziata per obblighi di studio, preparando un esame di filosofia all’università, e terminata col proposito, allora indefinito, di onorare, nel mio piccolo, il grande scienziato pisano con studi e ricerche. Mi è sembrato che solo così potessi ripagare la luce che egli mi aveva fatto intravedere.
Poi, procedendo negli anni, mi resi conto che la biografia umana e intellettuale di Galileo Galilei è segnata da nodi che resistono all’opera della critica, sia per l’insufficienza dei documenti disponibili, che per la natura complessa della personalità di Galileo e del suo impegno storico-scientifico.
Cerco solo di accennarli, per darne un’idea a grandi linee.
Preferisco nodi, termine concreto e immaginifico, e non i termini più tecnici antinomie o contraddizioni, anche per una differenza semantica di non poco conto. Le antinomie e le contraddizioni si giocano in uno spazio concettuale dualistico, nei nodi, invece, i loro due capi sono costituiti dalla stessa materia. Ciò, secondo me, corrisponde meglio alla personalità di Galileo: egli vive in tensione per una volontà determinata a creare delle sintesi nella complessità della realtà naturale e umana, che ama profondamente e vuole ricomporre in un’unità razionalmente coerente.
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(0)By : Antonino La Russa
L’io nell’era tecnologica
€12,00di Antonino La Russa
“Non esistono fatti, solo interpretazioni” è questo un celebre aforisma nietzschiano che attacca il principio di realtà. Non esistono fatti che si presentino come realtà in sé, dotati di un valore assoluto per il quale possano imporsi rispetto ad altri fatti. Posta questa negazione, quelli che chiamiamo fatti in realtà sono tali soltanto per il soggetto che li enuncia, quindi sono solo interpretazioni. Com’è noto, questa prospettiva vuole aprire la possibilità di dichiarare il superamento dei valori tradizionali che nella cultura occidentale hanno svolto il ruolo di riferimento per distinguere il bene e il male. Così, parafrasando il titolo di una delle opere più famose del filosofo tedesco, “al di là del bene e del male” rimane solo la volontà di potenza che pone se stessa come principio di realtà.
Lo stesso aforisma, specialmente nella seconda parte, che riduce il mondo dei fatti a mondo di interpretazioni, significa anche che il senso dell’esistere del soggetto può ritrovarsi soltanto nella relazione con gli altri, quindi nella comunicazione e nel linguaggio. È nel campo ermeneutico dunque che bisogna cercarlo.
Qui però l’esperienza si presenta in una molteplicità di sensi, sia per i diversi ambiti di indagine scientifica, che coesistono secondo gli interessi specifici delle scienze, sia perché gli stessi fatti possono essere interpretati con intenzioni e metodi diversi e perfino opposti1.
In quest’ultimo caso è evidente che il campo ermeneutico si caratterizza per una conflittualità che richiede un superamento e una unificazione. Questo sforzo è stato da sempre la sfida che contraddistingue la filosofia.
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(0)By : Antonino La Russa
Lo scacco e la ripresa
€12,20di Antonino La Russa
Con una metafora che contiene un certo fascino si può dire che la vita è una partita, una partita ingaggiata dal soggetto vivente, per cercare di dare senso al proprio essere nel mondo. In questa condizione lo scacco, anche se rinvia alla sconfitta, è il segno vitale della ricerca. Finché si vive, lo scacco ha un significato relativo, perché il vivere ci riserva la possibilità della ripresa della ricerca.
La saggezza popolare esprime questa apertura alla possibilità della ripresa con il detto: “Finché c’è vita c’è speranza”. Chi lo pronuncia alza un po’ le spalle, come a far scivolare dietro di esse le preoccupazioni, e riprende a vivere la sua vita come prima, o quasi. Perché prima, come un’ombra, è passata l’idea che quella speranza ha un termine nella morte.
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(0)By : Antonino La Russa
Un’idea di filosofia
€12,90di Antonino La Russa
Il termine filosofia deriva da due parole greche, philos=amore-amico e sophìa=sapienza, dunque filosofia significa amore per la sapienza, filosofo colui che è amico della sapienza, perché l’ama.
Nel caso della filo-sofia, l’amicizia e l’amore sono rivolti verso la sapienza e non dovrebbe esservi nessun presupposto o pregiudizio contro. Tuttavia non di rado è capitato e capita anche ai filosofi di polemizzare (dal greco polemos=contesa, guerra), di contrapporsi con uno spirito di rigidezza che confina con la partigianeria. Talvolta si trovano contrapposte scuole filosofiche. Per esempio, ai primi del Settecento i seguaci di Leibniz polemizzano con quelli di Newton per il merito e la precedenza nella scoperta del calcolo infinitesimale.
In altri casi, istituzioni storiche e correnti filosofiche polemizzano contrapponendo le rispettive concezioni generali della realtà.








