• (0)

    Homo neuro-aestheticus

    di Gabriele Fedrigo

    Con questo lavoro vorrei mettere a disposizione del lettore un tentativo di accostarmi alla neuroestetica di Semir Zeki abbozzato in occasione di un convegno organizzato da Gian Franco Frigo e Fabio Grigenti del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Padova. Il convegno svoltosi nei giorni 9 e 10 giugno del 2006 portava come titolo: ‘Anthropos: origine, sviluppo (e fine?) di un concetto’. Elaborato sulla scia di una precedente ricerca, ‘Che cosa può un uomo? Potenzialità biologica, selezione naturale e cervello da Paul Valéry a Gerald M. Edelman’ (Torino, 2005), il mio intervento cercava di interrogarsi criticamente sulla neuroestetica a partire non solo dalla relazione fra estetica filosofica e neuroestetica, ma anche dalla genesi neuronale della nostra poliedrica potenzialità estetica.

    €5,70
  • (0)

    Tilt! I carnet Roland Barthes

    di Gabriele Fedrigo

    “Se fossi scrittore, e morto, come mi piacerebbe

    che la mia vita si riducesse, a cura di un biografo

    amichevole e disinvolto, ad alcuni particolari, alcuni

    gusti, alcune inflessioni, diciamo:

    dei ‘biografemi’, la cui distinzione e mobilità

    potrebbero viaggiare fuori da ogni destino e andare a

    raggiungere, simili ad atomi epicurei, qualche corpo

    futuro, promesso alla stessa dispersione”

    (Roland Barthes)

    …immagino ora quel “corpo futuro, promesso alla

    stessa dispersione”, lo immagino immerso nelle

    acque del Neutro…

    €19,00
  • (0)

    Idiorritmie

    di Gabriele Fedrigo

    “Chiamo fantasma un ritorno di desideri, d’immagini, che vagano, che si cercano in voi, talvolta per tutta una vita, e spesso non cristallizzano che attraverso una parola”.

    Il fantasma esplorato da Roland Barthes nel suo primo corso tenuto al Collège de France (1977) è una possibilità del Vivere-Insieme: “non è il vivere-a-due, non è il discorso simil-coniugale, che seguirebbe – per miracolo – al Discorso amoroso. [È] un fantasma di vita, di regime, di genere di vita, diaita, dieta. Né duale, né plurale (collettivo). Qualche cosa come una solitudine interrotta in modo regolare: il paradosso, la contraddizione, l’aporia di una messa in comune delle distanze – l’utopia di un socialismo delle distanze”.

    Nella parola idiorritmia, tratta dal vocabolario dell’esperienza religiosa dei monaci del Monte Athos, Barthes trova ciò che finalmente farà cristallizzare il suo fantasma come Vivere-Insieme. Lontana dalle forme gregarie e dallo stile di vita eremitico, l’idiorritmia è “forma mediana, utopica, edenica, idilliaca” del Vivere-Insieme. Allora perché non mettersi sui suoi passi? Perché non esplorare questa “utopia domestica”? Perché non cominciare ad assaporare il gusto della parola idiorritmia come possibile stile del Vivere-Insieme?

     

    €24,00
  • (0)

    Gladiator, l’atleta del possibile

    Valéry e lo «sport della mente»

    di Gabriele Fedrigo

    Nella “Commedia Intellettuale” messa in scena nei Cahiers di Paul Valéry si assiste alla ricorrente comparsa di eroi della mente dediti a scandagliare e a perlustrare la macchina cerebrale che li ha fatti nascere e che li sostiene. Accanto a Monsieur Teste, Leonardo da Vinci e Robinson splende per la sua luce adamantina un personaggio che gioca tanto il ruolo di un cavaliere che di un cavallo e il cui nome è Gladiator.

    Nei Cahiers Gladiator funziona da catalizzatore di un vasto progetto di rifacimento dei meccanismi implicati nella valorizzazione degli “oggetti mentali” (idee e immagini) spontaneamente prodotti dal cervello o che quest’ultimo assume più o meno accidentalmente dall’ambiente esterno. Scopo da raggiungere è depotenziare gli effetti di risonanza di quelle “idee” ed “immagini” che, opportunamente mascherate nelle vesti di “idoli”, cercano di sottrarsi alla transitorietà e alla rapida sostituzione a cui sono invece ‘destinate’. Per raggiungere il suo obiettivo Gladiator impugna le sottili lame dell’analisi e un formidabile arsenale di esercizi con cui praticare quello che lo stesso Valéry chiama “sport della mente”. Gladiator non è infatti solo un ‘terapeuta’ delle aberrazioni della sensibilità nervosa, ma anche lo “sportivo” che pratica un “training” con cui rendere duttile, flessibile e plastico il suo “sistema neuro-psichico”.

    L’‘agone neuronale’ fra i circuiti deputati alla valorizzazione e quelli della consciousness coinvolti nei processi di relativizzazione di qualsiasi “oggetto mentale” si trasforma in nuova palestra dove Gladiator cerca di addestrarsi e di forgiarsi. L’esperimento atletico si configurerà come un tentativo alquanto peculiare di costruire nel cervello un dispositivo con cui tenersi costantemente aperti a sperimentare “jusqu’au bout” il proprio “possibile”.

    €18,90
  • (0)

    Estetica dell’esistenza e ascesi «gay»

    Appunti intorno a Michel Foucault

    di Gabriele Fedrigo

    “Il comportamento sessuale è costituito come ambito di pratica morale, nel pensiero greco, da atti di piacere (aphrodisia) che rientrano in un campo agonistico di forze difficili da padroneggiare; essi richiedono, per assumere la forma di una condotta razionalmente e moralmente accettabile, la messa in gioco di una strategia della misura e del momento, della quantità e dell’opportunità; e questa tende, come compimento ideale, a una perfetta padronanza di sé in cui il soggetto è “più forte” di se stesso fin nell’esercizio del potere che esercita sugli altri. Ora, l’esigenza di austerità implicita nella costituzione di questo soggetto padrone di sé non si presenta sotto forma di una legge universale alla quale ciascuno e tutti dovrebbero sottomettersi, ma piuttosto come un principio di stilizzazione della condotta per chi voglia dare alla propria esistenza la forma più bella e compiuta possibile.” (Michel Foucault, L’uso dei piaceri)

    €19,00
  • (0)

    Droga sottile (dossier per un’«etologia degli intellettuali»)

    di Gabriele Fedrigo

    Le carte del dossier Droga sottile sono tutte figlie di un eccesso cerebrale. Chi le scrive è un tossicomane di intelletto con velleità artistiche e filantropiche. Con il pretesto di voler esaudire il desiderio di Roland Barthes di scrivere un’“etologia degli intellettuali”, questo drogato di mente passa i suoi giorni a sperimentare stati diversi dell’ebbrezza. Allucinato com’è dal suo cervello, pensa che mettere il naso fuori dal dossier voglia dire sparire nella noia della pura realtà. Per questo non smette di scrivere e di pensare. Droga sottile non è forse una sua invenzione? Non è forse la sostanza intellettuale che tiene acceso il dossier e chi lo scrive?

    €29,00
  • (0)

    Preliminari al Pensiero Puro

    di Paolo Livieri

    Tra Mente e Mondo in G.W.F. Hegel

    Questo breve saggio cerca di rispondere ad una domanda fondamentale: che cosa intende G.W.F. Hegel per pensiero puro? Nonostante l’obiettivo di questa indagine si presenti in maniera così ben definita, esso può risultare difficile da raggiungere, poiché tutto il sistema Hegeliano delle scienze filosofiche si regge su una definizione di pensiero innovativa e complessa.

    Per guidare il lettore inesperto ed evitare il rischio di rimanere impigliati nella ricchissima trama del sistema del pensiero filosofico, la presente indagine prende in considerazione solo i testi che Hegel redige come introduzione ad alcune sue opere fondamentali. Grazie al lessico semplice e alla prospettiva generale, il concetto di pensiero puro appare così chiaramente delineato: nei testi selezionati, infatti, Hegel parla di Hegel ed espone ciò che la sua filosofia intende fare. Il saggio si rivolge quindi prevalentemente a studenti che per la prima volta si avvicinano ai testi del filosofo di Stoccarda.

    €10,00
  • (0)

    Studi e ricerche galileiane

    di Antonino La Russa

    Vi sono degli interessi che accompagnano e riempiono una vita. La scintilla che li accende spesso scocca inaspettatamente e si manifesta attraverso ineffabili emozioni intellettuali.

    Così è accaduto nella mia prima lettura del galileiano Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, lettura iniziata per obblighi di studio, preparando un esame di filosofia all’università, e terminata col proposito, allora indefinito, di onorare, nel mio piccolo, il grande scienziato pisano con studi e ricerche. Mi è sembrato che solo così potessi ripagare la luce che egli mi aveva fatto intravedere.

    Poi, procedendo negli anni, mi resi conto che la biografia umana e intellettuale di Galileo Galilei è segnata da nodi che resistono all’opera della critica, sia per l’insufficienza dei documenti disponibili, che per la natura complessa della personalità di Galileo e del suo impegno storico-scientifico.

    Cerco solo di accennarli, per darne un’idea a grandi linee.

    Preferisco nodi, termine concreto e immaginifico, e non i termini più tecnici antinomie o contraddizioni, anche per una differenza semantica di non poco conto. Le antinomie e le contraddizioni si giocano in uno spazio concettuale dualistico, nei nodi, invece, i loro due capi sono costituiti dalla stessa materia. Ciò, secondo me, corrisponde meglio alla personalità di Galileo: egli vive in tensione per una volontà determinata a creare delle sintesi nella complessità della realtà naturale e umana, che ama profondamente e vuole ricomporre in un’unità razionalmente coerente.

    €9,00
  • (0)

    L’io nell’era tecnologica

    di Antonino La Russa

    “Non esistono fatti, solo interpretazioni” è questo un celebre aforisma nietzschiano che attacca il principio di realtà. Non esistono fatti che si presentino come realtà in sé, dotati di un valore assoluto per il quale possano imporsi rispetto ad altri fatti. Posta questa negazione, quelli che chiamiamo fatti in realtà sono tali soltanto per il soggetto che li enuncia, quindi sono solo interpretazioni. Com’è noto, questa prospettiva vuole aprire la possibilità di dichiarare il superamento dei valori tradizionali che nella cultura occidentale hanno svolto il ruolo di riferimento per distinguere il bene e il male. Così, parafrasando il titolo di una delle opere più famose del filosofo tedesco, “al di là del bene e del male” rimane solo la volontà di potenza che pone se stessa come principio di realtà.

    Lo stesso aforisma, specialmente nella seconda parte, che riduce il mondo dei fatti a mondo di interpretazioni, significa anche che il senso dell’esistere del soggetto può ritrovarsi soltanto nella relazione con gli altri, quindi nella comunicazione e nel linguaggio. È nel campo ermeneutico dunque che bisogna cercarlo.

    Qui però l’esperienza si presenta in una molteplicità di sensi, sia per i diversi ambiti di indagine scientifica, che coesistono secondo gli interessi specifici delle scienze, sia perché gli stessi fatti possono essere interpretati con intenzioni e metodi diversi e perfino opposti1.

    In quest’ultimo caso è evidente che il campo ermeneutico si caratterizza per una conflittualità che richiede un superamento e una unificazione. Questo sforzo è stato da sempre la sfida che contraddistingue la filosofia.

     

    €12,00