• (0)

    Verona (Provincia di Gardaland)

    di Mario Magagnino

    A raccontarlo così, non sembrerebbe quasi possibile. Perché viviamo nella società dell’immagine, ma può capitare di sentirsi dire, da una estetista, che «lavora nel mondo dell’immagine». O di incontrare un giovane “PR di discoteca”, convinto di essere occupato nelle relazioni pubbliche. Fino a qualche tempo fa, l’insegna di una tipografia ben visibile su una strada di grandissimo traffico, spiegava che questi volonterosi tipografi stampavano «moduli continui, déplant, magliette, marketing»! La domanda sorge spontanea: il mondo della comunicazione è capace di comunicare sé stesso? Dopo aver letto questo libro, la risposta è altrettanto spontanea: sì! È sufficiente lasciarsi prendere per mano da Magagnino e farsi raccontare – con il suo stile secco e senza troppi svolazzi – che cosa veramente sia la comunicazione d’impresa e quali strumenti concorrano a costruire un’efficace immagine di marca. Senza reticenze e falsi moralismi, l’impresa deve comunicare con ogni mezzo a sua disposizione – dall’asilo aziendale al necrologio – la sua esistenza e la sua presenza a tutto il mondo che le sta attorno. Fino a far pensare che Verona, la città di Romeo e Giulietta, sia in provincia di Gardaland! Silvano Tommasoli.

    15,80
  • (0)

    Rischio. Una parola pericolosa

    di Lorenzo Migliorati

    Rischio. Una parola pericolosa.

    Ma che cosa rappresenta veramente il rischio? Si confonde e si sovrappone al pericolo come sembra sostenere, a volte, il senso comune? È sempre e solo un elemento accidentale da evitare, gestire, casomai, trasferire ad altri, come sostiene la radicata tradizione razionalistica moderna?

    Quel che è certo è che, rischiando, è possibile otte3nere risultati maggiori di quelli che si potrebbero ottenere senza rischiare nulla. È questo un ribaltamento concettuale per il quale il rischio non è solo un fattore destabilizzante delle relazioni, ma assolve una qualche funzione sociale positiva per l’attore, sia esso individuale o collettivo.

    A partire da uno scavo attorno ai concetti di rischio e di pericolo e da una ricostruzione della parabola storico-sociale dell’idea di rischio, a cavallo tra società della tradizione e società moderne, tra rappresentazioni sociali dell’eroe e dell’imprenditore, tra comunità e società e tra organicismo e individualismo, il volume cerca di dare una risposta a tutti questi interrogativi e gettare una luce diversa su una delle rappresentazioni più affascinanti della cultura.

    Troppo spesso guardato con sospetto e trattato come un elemento destabilizzante nello svolgersi ideale degli eventi, il rischio è, invece, un efficace indicatore di importati dinamiche del mutamento sociale. A patto che venga osservato come una categoria neutra che la cultura informa di significati simbolici e di rappresentazioni sociali divisive.

    15,80
  • (0)

    Galateo dei servizi alla persona

    Sussidiario per la qualità delle relazioni personali

    di Lorenzo Dani

    Questo è un galateo nel senso proprio della parola, poiché presenta un compendio di indicazioni, di vere e proprie regole pratiche che dovrebbero contribuire a rendere appropriato e dignitoso il comportamento delle persone. Così infatti sembra essere normalmente inteso un galateo. Esso è focalizzato sui Servizi alla persona, ossia sui Servizi socio-assistenziali, sui Servizi sanitari  e sui Servizi scolastici ma, più in generale, vorrebbe servire per tutte le aggregazioni in cui si stabiliscono relazioni interpersonali.

    Però, questo galateo, in modo diverso da quanto si fa in tante proposte che si presentano all’insegna della qualità, mantiene un’orientamento tradizionale, perché in esso si è cercato di ridurre al minimo le analisi e gli schemi teorici, preferendo fornire indicazioni pratiche, precise, puntuali, dettagliate e chiare. Soprattutto si è cercato di fornire indicazioni specifiche, ossia adeguate ai contesti di Servizi alla persona, e pronte all’uso per chi in questi Servizi opera.

    La strategia che si segue non apre certo un itinerario facile, con soluzioni magiche o miracolose: il miglioramento del comportamento è anzi considerato un campo difficile, complesso. Soprattutto si è convinti che per avviare un processo tanto impegnativo, prima della sollecitudine personale e per sostenerla, sia necessario predisporre delle oggettive condizioni organizzative, tali da consentire alle risorse umane, cui questo galateo è rivolto, di metterlo in pratica. Detta in forma di slogan: se in un Servizio non c’è un’organizzazione di qualità, serve a poco – anzi è dannoso – insistere perché le persone si comportino bene.

    L’aspetto più singolare di questo galateo, per un verso tradizionale e per altri versi nuovissimo, è costituito dalla presentazione di 1.500 comportamenti verbali, ricavati dalle esperienze reali, coi quali si insegna la strategia del comportamento di qualità: saper riconoscere e classificare i comportamenti, saper sceglier ei comportamenti, imparare la difficile ma fondamentale arte della valutazione adeguata di se stessi e degli altri.

    15,90
  • (0)

    Simulacro

    di Debora Viviani

    Parlare di simulacri, o, più semplicemente, definire cos’è un simulacro è problematico. L’ambivalenza concettuale insita nel termine stesso implica una certa difficoltà a definire in modo dettagliato quali dimensioni e quali proprietà lo contraddistinguono. C’è chi, come Walter Benjamin, parla di «annientamento dell’aura», oppure chi, come Gilles Deleuze, definisce il simulacro un’«immagine demoniaca». Ma cosa significa realmente il termine simulacro?

    Attraverso l’analisi degli elementi semantici che lo compongono e ripercorrendo la sua evoluzione storico-filosofica, il volume cerca di sistematizzare e circoscrivere in un preciso spazio concettuale il termine simulacro, per evidenziare le dimensioni che lo definiscono ed eliminare l’evanescenza che contraddistingue questo seducente ed accattivante concetto della postmodernità.

    L’ambivalenza di questo termine è da sempre oggetto di interesse e sfiducia da parte di chi lo avvicina. Guardato con sospetto e curiosità, approda ora verso un suo possibile riscatto.

    Utilizzato come snodo interpretativo fondamentale a chiarire l’irrealtà e l’indeterminatezza della nostra società, l’ambiguità che lo caratterizza è ora punto di forza negli studi sulla postmodernità.

    16,00
  • (0)

    Sport come mezzo di inclusione

    a cura di Paolo Dell’Aquila

    Sport come mezzo di inclusione racchiude un insieme di contributi interdisciplinari relativi al rapporto fra gioco e integrazione sociale. In esso si trovano saggi di Paolo Dell’Aquila, Antonello De Oto, Donatella Donati, Nico Bortoletto, Cristina Lonardi, Alessio Albertini ed una presentazione di Federico Schena. Il volume descrive come l’attività sportiva, a determinate condizioni, si trasformi in un mezzo di inclusione dei soggetti più deboli e oggetto di discriminazioni, a causa del sesso, dell’età, delle condizioni sociali o dell’appartenenza religiosa o etnica. Negli ultimi anni il fenomeno è divenuto un formidabile strumento per rivendicare i diritti delle minoranze (pensiamo a Cassius Clay, Joe Lewis, Joe Frazier, Jesse Owens) o per integrare gli atleti disabili (tramite le Paralimpiadi). Le manifestazioni sportive recenti hanno visto comparire le rivendicazioni del movimento black live matter (vedi campionati europei di calcio) o i trionfi di atleti come Marcell Jacobs o Faustino Desalu, che ci hanno fatto riflettere sul multiculturalismo e sullo sport. Eroi come Bebe Vio e le sessantanove medaglie paralimpiche di Tokyo stanno a testimoniare un movimento che rivendica uno sport diverso, umanistico ed inclusivo. Per questo il gioco assume oggi la sfida di un nuovo diritto di cittadinanza culturale, di uno strumento volto a reintegrare ampie fasce della popolazione all’interno

    del sistema sociale

    16,00
  • (0)

    Sport e disabilità

    di Paolo Dell’Aquila e Donatella Donati

    In questo volume si espone la nascita del sistema sport moderno, dominato dalla razionalizzazione, dalla quantificazione e dalla globalizzazione, che ha dato origine, in età contemporanea, alle grandi cerimonie sportive.

    La “sportivizzazione” genera i mega eventi sportivi, con particolare riferimento all’atletica per normodotati e, in seguito, all’atletica per disabili. Sono raccontati l’emergere ed il funzionamento dei giochi olimpici e poi paralimpici e le modalità con cui essi hanno favorito l’inclusione e lo sviluppo di una mentalità maggiormente ecocompatibile e relazionale.

    Nella seconda parte questo saggio racconta come lo sport per persone con disabilità, utilizzato in ambito medico per la riabilitazione, è giunto ad essere ciò̀ che è oggi. Dopo il sintetico ritratto dei suoi due capostipiti: Ludwig Guttman e Antonio Maglio, vengono ripercorse le tappe evolutive principali del movimento Paralimpico e della sua Mission. Infine, viene evidenziata sia l’importanza dell’attività sportiva per le persone con disabilità intellettivo-relazionale, che la carenza di sostegni preventivi orientati all’acquisizione di stili di vita attivi. In conclusione si sottolinea il processo inclusivo realizzato attraverso la pratica sportiva sorretta dalla presa in carico socio-sanitaria ed educativa.

    16,00
  • (0)

    Il mix fra qualità e quantità nella ricerca sociale

    di Mauro Niero

    Nonostante il dibattito fra qualità e quantità nella metodologia della ricerca sociale abbia assunto ultimamente toni meno accesi rispetto ad alcuni decenni fa, esso continua a prospettare l’attività del fare ricerca come una sorta di bivio verso mondi diversi e, soprattutto, alternativi.

    In opposizione a questa tendenza, il volume considera le pur forti diversità che contraddistinguono le tradizioni e le forme della ricerca (della quantità, della qualità, ma non solo) come opportunità anziché come vincoli, proponendo dei modi per farle convivere. Nella prospettiva del mix vengono indicate soluzioni composite di disegni, modelli e tecniche di ricerca che hanno il proposito di aumentare le potenzialità a disposizione del ricercatore. Di migliorare l’aderenza al problema affrontato e di ottenere una maggiore efficacia conoscitiva.

    Centralità del problema e mix metodologico sono anche i tratti salienti dello studio dei casi di cui si parla nella seconda metà del volume, rispetto a cui esso offre indicazioni di impianto ed esempi pratici.

    Il volume è consigliato a chi sia interessato alle nuove frontiere del dibattito qualità/quantità ed è indispensabile per colore che intendessero condurre ricerche su casi (gruppi, organizzazioni, istituzioni) in sociologia e nelle scienze sociali applicate.

    16,50
  • (0)

    I pensieri delle mamme

    di Paola Di Nicola

    La madre, attenta osservatrice dei fattori naturali, ambientali e relazionali che fanno da contorno alla salute-malattia del proprio figlio, può essere rappresentata da un’immagine in movimento che vede crescere il protagonismo della donna nella cura con l’aumento delle due competenze relazionali davanti agli ambienti di vita quotidiana del bambino in età pediatrica (in prevalenza scuola e famiglia e la disposizione comunicativa nei confronti del medico, in termini di testimone dei disturbi del proprio figlio, ci restituisce la visione di una madre consapevole di quanto le perturbazioni negli equilibri relazionali nel e del quotidiano del bambino possono incidere sui suoi livelli di vulnerabilità.

    La ricerca condotta nell’area di Verona mette in luce che la propensione ad instaurare un dialogo proattivo con il  pediatra è maggiormente ravvisabile nelle madri occupate, a più alta scolarizzazione e al di sopra dei 40 anni che dimostrano, grazie alla disponibilità all’ascolto e al dialogo offerta dal medico, di saper instaurare un clima comunicativo favorevole, volto all’elaborazione di una adeguata diagnosi. Emerge dunque la necessità che il pediatra, con le tecniche d’ascolto e della medicina narrativa, dedichi una particolare attenzione a quelle madri che, per timore o insicurezza, poco o raramente “parlano al medico” del loro bambino, comunicando i loro pensieri.

    16,90
  • (0)

    La narrazione sportiva

    di Paolo Dell’Aquila

    Il sistema sport si caratterizza oggi per un complesso mosaico di reti che si sviluppano grazie alla globalizzazione, interessando i media e le aziende. Le manifestazioni olimpiche sono un fenomeno sia universale, per la loro portata e per i valori che esprimono, sia locale, per il richiamo alle culture territoriali. In questo libro si studia lo sviluppo della globalizzazione e l’emergere delle audience sportive, con un’ottica rivolta al linguaggio del giornalismo ed alle nuove forme di comunicazione. Le trasformazioni dell’homo ludens di Huizinga ci porteranno ad interrogarci se il nuovo atleta, prigioniero dalla sportivizzazione e delle esigenze del megasport, rimanga all’interno del modello della prestazione e del record o se sviluppi maggiore capacità riflessiva. È possibile parlare oggi di uno sport più capace di integrare le molteplici dimensione del benessere, più in grado di porsi come obiettivo il maggiore equilibrio individuale e sociale? Ci sono tracce di un aumento della riflessività del moderno edonista virtuoso, più in grado di moderare aspirazioni e stili di vita, in una visione più sana e più “etica” dello sviluppo sociale ed ambientale? Il sentiero intrapreso con questo studio riparte dalle domande precedenti, per riflettere sulla comunicazione sportiva e sulle pratiche di gioco e per capire se in esse si possano ravvedere sintomi di un superamento della “vecchia” cultura del record e della prestazione.

    17,00