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    Il tempo della memoria

    Evoluzione del sistema del credito negli ultimi decenni

    a cura di Giuliano Amato

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    Il valore aggiunto sociale del terzo settore

    di Andrea Bassi

    L’urgenza e la necessità da parte dei soggetti del terzo settore di sviluppare un sistema autonomo di monitoraggio delle proprie attività (performance) in termini di “grado di produzione di beni relazionali”; nonché di valutazione degli effetti prodotti nel contesto socio-economico circostante, nei termini di generazione del capitale sociale, sono sotto gli occhi di tutti. Soprattutto in una fase di profonda revisione del sistema dei servizi sociali, sanitari e educativi in atto in molte regioni del nostro paese in seguito alla adozione del sistema dell’Accreditamento, che viene progressivamente a sostituire il precedente modello di assegnazione dei servizi tramite gara (sostegno della offerta).

    La questione di fondo è se le OTS siano più o meno attrezzate dal punto di vista culturale (della leadership) e organizzativo, per muoversi in questo nuovo ambiente caratterizzato da modifiche profonde nel sistema di regolazione delle relazioni pubblico-privato e negli schemi di finanziamento degli esercizi erogati.

    In questo panorama mutato le OTS saranno chiamate a mettere in atto profondi processi di adattamento organizzativo (nei modelli di governance, nei processi di fornitura dei servizi, ecc.) e innovazione operativa (costruzione di partnership e sviluppo di networks) che richiederanno una significativa capacità di auto-diagnosi e di lettura prospettica (pianificazione) degli scenari futuri.

    Gli strumenti e le metodologie illustrate nel presente volume (sistema di rilevazione del VAS – Valore Aggiunto Sociale) vanno esattamente in questa direzione, qualificandosi come dispositivi per mettere in luce le peculiarità identitarie delle OTS. Ciò che conferisce loro senso e dignità come attori autonomi della società civile e al contempo come imprese sociali.

    17,30
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    L’Antibergoglio dolente

    di Lorenzo Dani

    Antibergoglio è una specie di prototipo di coloro che muovono critiche particolarmente dure ed aspre contro Papa Bergoglio. L’atteggiamento di Antibergoglio, cioè le sue idee, i suoi comportamenti e alla fine la sua identità religiosa, è stato ricostruito attraverso una ricognizione di scritti e discorsi fatti a Verona – ma è probabile che sia in buona misura rappresentativo dell’identità di molti altri antagonisti totali del Papa.

    Le finalità di questo lavoretto sono due: direttamente, evidenziare l’origine e la dinamica dei modi di pensare, di sentire e di essere religiosi di un certo numero di persone; e poi, indirettamente, predisporre una specie di guida per chi volesse fare un esame di coscienza per verificare se e quanto il proprio atteggiamento assomiglia a quello di Antibergoglio, un atteggiamento qui considerato prodotto e causa di tante dolorose sopraffazioni. Con una avvertenza: attenzione che tanti atteggiamenti socialmente ritenuti moderati, inoffensivi, canonici, normali, religiosamente positivi, se non controllati, possono costituire il primo passo sulla strada che porta a pensare e ad agire come Antibergoglio.

    14,00
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    L’enigma della memoria collettiva

    a cura di Lorenzo Migliorati e Luca Mori

    Le rimosse atrocità commesse dall’esercito italiano durante l’occupazione della Slovenia, il conflitto tra Ungheria e Romania per il possesso della Transilvania, le rappresentazioni dell’Olocausto nel cinema europeo e l’impatto delle nove tecnologie sui processi sociali del ricordo rappresentano solo alcune delle questioni affrontate dai saggi qui raccolti. A dispetto comunque della loro varietà, questi lavori paiono tutti concentrarsi su alcuni aspetti che da ormai diverso tempo impegnano il dibattito interdisciplinare sulla memoria collettiva. Perché le violenze e gli abusi – inflitti e subiti – sembrano essere posti sempre più al centro delle rappresentazioni collettive del tempo andato? Com’è possibile risolvere le contese ed i conflitti che si accendono attorno ai processi di rielaborazione dei passati difficili? Quali sono i cambiamenti che hanno investito la funzione solidaristica che le pratiche commemorative un tempo assolvevano? Nel cercare di rispondere a queste e ad altre domande, i contributi presentati in questo volume cercano di compiere un passo verso la soluzione di quello che sembra essere l’enigma della memoria collettiva.

    18,00
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    L’importante è la salute

    di Luciano Nicolini

    La monografia tratta del declino della mortalità verificatosi nel comune di Modena. Si divide in cinque capitoli: nel primo vengono illustrati i principali strumenti utilizzati nello studio della mortalità; nel secondo sono riassunte le conclusioni cui è arrivata la demografia storica circa la “transizione demografica”; il terzo è dedicato alla descrizione della procedura seguita nella costruzione delle tavole di mortalità per generazioni, della quale illustra possibilità e limiti. Segue il capitolo dedicato all’esposizione dei risultati della ricerca, che forniscono chiare indicazioni circa l’evoluzione della mortalità a partire dalla fine del XIX secolo. Risulta evidente come il suo decremento abbia avuto inizio prima del miglioramento delle condizioni alimentari e della diffusione di efficaci terapie mediche, e come si sia manifestato in maniera differente nei maschi e nelle femmine. Chiude la monografia un’appendice documentaria, contenente i dati necessari per ripercorrere le operazioni che hanno portato alla realizzazione delle tavole di mortalità.

    13,90
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    La linea sottile del tragico

    di Gianfranco Amato

    “Difficile pensare che vi sia qualcosa di più attuale del conflitto tra la “necessità” della Salute e le “esigenze” dell’Economia. Questo confronto occupa la scena dei nostri giorni fin dall’inizio di un evento tragico e inatteso, che ha allungato la sua ombra sull’Italia e sul mondo.

    Ma la dimensione del conflitto affonda le radici in un tempo immemore, prima del più lontano passato, con modalità diverse e diverse sembianze, altri temi ed altri “ soggetti”, tuttavia conservando le medesime forme .

    Il libro intende annodare i fili, spesso invisibili, che hanno tessuto la trama dove la civiltà occidentale ha vissuto senza tregua le sue contraddizioni.

    12,00
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    La mistica della merce

    di Francesca Setiffi

    Il Nuovo è la mistica della merce. È una forma di consumo che oltrepassa la materialità degli oggetti. Nel contempo si appoggia alle forme di circolazione della cultura materiale, fornendo un’interpretazione ‘socialmente razionale’ del legame tra consumatori e mercato. I significati si ‘appiccicano’ agli oggetti come il ben noto carattere di ‘feticcio’. La realizzazione o l’alienazione dell’individuo passa attraverso il consumo della forma merce. Sia che si consideri la leva di sviluppo e di progresso, sottese alla nascita della ‘società dei consumi’, sia che si metta in evidenza la potenziale e conseguente alienazione di tale evoluzione, il consumo, a differenza dell’acquisto, resta un modo con il quale gli individui non solo posizionano il proprio status nella società ma costruiscono la propria identità, comunicano e creano dei legami. Resta quindi da sciogliere un ultimo nodo: cosa ricerchiamo nell’acquisto di oggetti ‘nuovi’? Non è l’oggetto in sé ad essere ricercato, ma il suo carattere nascosto: il Nuovo. Le voci dei consumatori non raccontano storie di oggetti, ma storie di simboli e segnali che costruiscono la nostra identità e influiscono sulle nostre credenze.

    17,30
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    La narrazione sportiva

    di Paolo Dell’Aquila

    Il sistema sport si caratterizza oggi per un complesso mosaico di reti che si sviluppano grazie alla globalizzazione, interessando i media e le aziende. Le manifestazioni olimpiche sono un fenomeno sia universale, per la loro portata e per i valori che esprimono, sia locale, per il richiamo alle culture territoriali. In questo libro si studia lo sviluppo della globalizzazione e l’emergere delle audience sportive, con un’ottica rivolta al linguaggio del giornalismo ed alle nuove forme di comunicazione. Le trasformazioni dell’homo ludens di Huizinga ci porteranno ad interrogarci se il nuovo atleta, prigioniero dalla sportivizzazione e delle esigenze del megasport, rimanga all’interno del modello della prestazione e del record o se sviluppi maggiore capacità riflessiva. È possibile parlare oggi di uno sport più capace di integrare le molteplici dimensione del benessere, più in grado di porsi come obiettivo il maggiore equilibrio individuale e sociale? Ci sono tracce di un aumento della riflessività del moderno edonista virtuoso, più in grado di moderare aspirazioni e stili di vita, in una visione più sana e più “etica” dello sviluppo sociale ed ambientale? Il sentiero intrapreso con questo studio riparte dalle domande precedenti, per riflettere sulla comunicazione sportiva e sulle pratiche di gioco e per capire se in esse si possano ravvedere sintomi di un superamento della “vecchia” cultura del record e della prestazione.

    17,00
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    La speranza di vita nel comune di Comacchio

    di Luciano Nicolini e Giorgio Franchi

    A seguito della pubblicazione delle tavole di mortalità di Serravalle di Bibbiena (nella montagna toscana), realizzate a partire da biografie individuali, e di quelle analoghe relative al comune di Modena, si è proceduto alla costruzione delle tavole di mortalità del comune di Comacchio, situato alle foci del Po. Allo scopo si è cercato di tracciare i percorsi di vita di 1.207 individui appartenenti alle generazioni nate nel 1870, nel 1890 e nel 1905.

    I risultati ottenuti confermano quanto osservato a Modena: l’aumento della speranza di vita inizia negli ultimi decenni dell’Ottocento, prima della diffusione di efficaci cure mediche e di significativi miglioramenti nella dieta; inoltre, a partire dalla generazione del 1905, è decisamente più pronunciato per le femmine. Per entrambi i sessi i livelli di mortalità, che nella generazione del 1870 risultavano superiori a quelli rilevati a Modena, nel 1905 risultano invece inferiori. Anche a Comacchio, per i nati nel 1870, non si nota una significativa differenza nella speranza di vita alla nascita qualora si escludano dalla popolazione studiata i figli dei benestanti.

    15,00