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    Le cicale e le formiche

    17,90

    di Albertina Pretto

    Chi non ricorda la fiaba moralizzatrice della cicala e della formica, con tanto di vendetta finale (in vero poco caritatevole) che la piccola e operosa formica si prendeva nei confronti della cicala canterina? Il concetto di “fare provviste”, di pensare al futuro, di essere operosi oggi per goderne domani, sembra passato di moda all’interno dell’odierno contesto sociale e, ovviamente, non s’intende qui riferirsi a ipotetiche scorte alimentari. Il recente mutamento dei sistemi socio-economici, fortemente caratterizzati dal fenomeno della flessibilità, sembra caratterizzare anche i nuovi stili di vita.

    Queste novità, tipiche delle odierne società globalizzate sono, per taluni studiosi, portabandiera di nuove forme di consumo non riconducibili alle tradizionali appartenenze di classe o di ceto. Le forti differenze individuali vengono imputate ai modi di pensare e di agire, più che alla classica distribuzione del reddito o alla posizione occupazionale.

    In questo lavoro, partendo da una ricognizione storico-sociale del consumo, abbiamo attraversato il panorama sociologico che tenta di definire i quadri concettuali racchiusi dentro i termini di società post-industriale e post-moderna, analizzandone gli influssi sui contesti lavorativi e di consumo e contestualizzando empiricamente le nostre osservazioni sugli stili di vita in relazioni alle diverse professionalità lavorative presenti nel panorama nazionale e non solo.

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    Mangiar simboli. Cibo, benessere e cultura materiale

    20,00

    a cura di Domenico Secondulfo e Debora Viviani

    Nell’ambito della cultura materiale, il cibo è sempre stato un elemento caratterizzante la sfera di relazione comunitaria e il sistema di stratificazione sociale. Nel primo caso, perché esplica le relazioni tra i componenti del gruppo, nel secondo caso, perché indice di ricchezza e strumento di divisione sociale.

    In questa sede, il cibo ha una valenza diversa e diventa elemento importante in un’ottica di consumo autoriferito, relativa alla comunicazione del soggetto con se stesso, perché le dinamiche alimentari, la cura del corpo e la visione della salute esplicitano il gusto e le tendenze diffuse socialmente. È questo il grado “zero” della socialità dove il soggetto ha un rapporto ricorsivo ed autoriflessivo con se stesso, nel quale il cibo funge da tramite in un processo di proiezione/introiezione di significati da sé a sé. I contributi che compongono il volume nascono con lo scopo di integrare in un unico sforzo analitico, sia l’approccio riflessivo fondato sulla cultura materiale, sia quelli più tradizionali fondati sulla comunicazione e sulla pubblicità, questa volta però ristretta ai processi di valorizzazione e comunicazione dei cibi.

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    Mente mano utensile

    20,00

    di Domenico Secondulfo

    Nulla nel lavoro dell’Artigiano è standardizzato, non i prodotti, non gli strumenti, e, naturalmente, neppure gli artigiani. La storia li ha sempre visti individualisti, scontrosi, sospettosi, abituati a ragionare da soli e a realizzare il proprio ragionamento nelle cose. Mal sopportano la società di massa e la chiusura dell’orizzonte dell’immaginazione che essa reca con sé. Mente Materia Mano, Strumento e Prodotto, proprio quello, solo quello che serve e calza quella, solo quella Mano.

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    Monografie Istituzionali d’Impresa

    14,80

    di Mario Magagnino

    Storia, maestra di vita. Anche le storie “minori”, quelle che non hanno l’iniziale maiuscola, hanno sempre qualche cosa da insegnare. E così le storie aziendali, che raccontano di grandi successi, ma lasciano trasparire le mille fatiche e le mille sofferenze che un’impresa ha superato per arrivare al momento giusto, nel quale può finalmente raccontarsi. In tempi sempre più difficili per la Comunicazione d’impresa – ma anche per le imprese, naturalmente! – ecco che Mario Magagnino, docente di questa importante materia all’Università di Verona, pubblica con Lorena Foroni, giovane ricercatrice, un interessante volume sulle monografie istituzionali. Pubblicazioni, più o meno ponderose, che le aziende realizzano in particolari occasioni, o a volte con una cadenza periodica regolare, per consolidare la propria immagine attraverso il racconto del cammino percorso. Un lavoro di ricerca, che – come riportato alla fine del libro, continua con l’invito alle aziende a inviare la propria monografia agli autori – ha portato alla realizzazione di un agile volume che analizza lo “strumento” monografia anche dal punto di vista del destinatario finale, e mette in luce la valenza strategica del raccontare il passato per valorizzare il presente e il futuro prossimo di un’azienda. Molti esempi e dettagliati casi aziendali spiegano le finalità e il successo di alcune monografie, e delineano questo importante settore dell’editoria d’impresa che, forse per la prima volta, trova uno spazio specifico nella pubblicistica. Silvano Tommasoli

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    Nelle forme del tempo

    18,70

    di Gianfranco Amato

    Il testo trae origine dalla messa a fuoco della relazione che intercorre tra il tempo e il cinema, tenendo conto che le condizioni della Postmodernità hanno modificato, tra l’altro, la percezione delle diverse forme del tempo stesso.

    Dopo aver affrontato, per rapide sintesi, l’evoluzione che le parole utili a tale indagine hanno attraversato nella storia, il lavoro entra nell’analisi di cinque pellicole, tra loro diverse per genere e cronologia, cercando di mostrare come si manifestano, nel testo filmico, le tre grandi forme che il tempo può assumere. Alla fine una breve “appendice” richiama alcune opere pittoriche, tra le molte che hanno attraversato la lunga stagione delle Avanguardie, nella quale il sentimento del tempo ha disteso la propria influenza.

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    NetTribe 2.0

    18,70

    di Paolo Dell’Aquila

    Il mondo della rete appare oggi un formidabile veicolo di produzione culturale. Le comunità virtuali spesso sono strumenti per la generazione di forme di “intelligenza collettiva” e svolgono un’attività simile a quella del giornalismo professionale. Gli individui postmoderni sanno sviluppare forme di comprensione e comunicazione del mondo sociale che combinano sia i vecchi che i nuovi media.

    Il giornalismo, però, rimane anche oggi un sistema esperto e specializzato, controllato dalle normative pubbliche. I flussi comunicativi sono sempre dominati da broadcaster e da produttori nazionali ed internazionali che operano con una logica di tipo seduttivo ed autoreferenziale. Di questo processo è un esempio lo sport: un prodotto, oggi, più comunicato che sperimentato sul campo, perché costretto a performance spettacolari. In questo volume si introduce una riflessione anche sul sistema-sport e sui suoi collegamenti con la politica, l’economia e la cultura. Si analizzano i mutamenti del giornalismo sportivo nella società di rete e la convergenza fra i media vecchi e nuovi nella diffusione dell’informazione alle tribù dei tifosi.

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    Per la critica delle consacrazioni

    13,50

    Piccola guida ad un’analisi materialistica della religione

    di Lorenzo Dani

    C’è una singolare somiglianza tra un soggetto religioso biblico, il ‘servo di Jahweh’ (quello del profeta Isaia), e un soggetto considerato ateo, il cosiddetto ‘uomo negativo’ (di cui in qualche modo si parla nella ‘teoria critica’). E c’è come una piccola folgorazione,un lampo, che si può ricavare da questa somiglianza: il servo di Jahweh e la persona negativa hanno la medesima identità: entrambi, nel loro contesto sociale, sono considerati senza dignità e senza Dio. Da questa scoperta muove la metodologia di ricerca che qui viene abbozzata. È una metodologia materialista, ma non perché vuole eliminare la religione; anzi, è finalizzata alla riscoperta della spiritualità e alla sua salvaguardia, ovunque e in qualsiasi modo si manifesti, con simboli religiosi o non religiosi. Con questa metodologia si offrono strumenti per scoprire come e quando avviene che qualcuno, esercitando il proprio potere religioso in forma di dominio, stabilisce ciò che è religioso e ciò che non lo è, ma non nell’interesse della religione bensì nel proprio interesse, e in questo modo, proprio lui, corrompe e annulla la religione.

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    Progetti sociali riflessivi nel ‘nuovo welfare’

    20,00

    a cura di Sandro Stanzani e Claudia Pedercini

    La crisi economica ha riproposto con forza le esigenze di riforma dei sistemi delle politiche sociali, tanto che, dopo oramai mezzo secolo di riflessioni sulla crisi dello stato sociale, oggi spunta all’orizzonte il termine “nuovo welfare”, che sembra invitare ad una radicale revisione dello stato sociale. Tuttavia il profilo di questo nuovo welfare pare ancora lontano dal trovare una precisa definizione. Sono molte le ricette, altrettanti gli schemi interpretativi che si confrontano sul campo. In questo quadro d’incertezza, peraltro generalizzabile a molti ambiti di vita nell’attuale stagione socio-culturale, le scienze sociali affidano alla categoria della riflessività un ruolo di primo piano per orientarsi nei complessi processi di modernizzazione. Una tale categoria può trovare applicazione nel sistema delle politiche sociali? Che senso ha progettare le politiche sociali in modo riflessivo? Le politiche sociali riflessive sono davvero in grado di introdurci nel “nuovo welfare”? È questo lo scenario nel quale si colloca il testo, che propone al lettore una riflessione teorica ed un concreto esempio di progettazione riflessiva orientata a “Costruire e rafforzare legami nelle comunità locali” del mantovano. Il progetto, che risponde ad un bando innovativo della Fondazione Cariplo, ha coinvolto su iniziativa di Solco Mantova soggetti pubblici e privati (profit e nonprofit).

    Il testo si rivolge da un lato a ricercatori, responsabili e operatori dei servizi sociali, dirigenti e operatori del terzo settore chiamati, oggi, ad un costante lavoro di riflessione e aggiornamento della progettazione sociale, dall’altro a studenti di corsi di laurea in politiche sociali, scienze del servizio sociale e scienze dell’educazione che debbono familiarizzare con le modalità operative di stesura di un progetto di welfare locale.

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    Psicologia dello shopping

    20,00

    di Paola Pizza

    Gli acquisti che ci fanno stare bene sono quelli che aumentano la nostra autostima, che ci fanno provare emozioni positive e ci aiutano a definire meglio chi siamo. Questo è un libro pensato per aumentare la consapevolezza delle dinamiche psicologiche che guidano lo shopping di moda. È la seconda edizione, ampliata e aggiornata, del volume Abiti e tacchi, pubblicato nel 2016.

    Il percorso di questa seconda edizione conduce all’analisi dei diversi comportamenti di acquisto degli oggetti moda, attraverso i significati psicologici di ciò che contiene il nostro armadio (gli abiti, le scarpe, le borse, i cappelli, le cravatte, le cinture, i gioielli, gli occhiali), della cura personale, (il profumo, il trucco, i capelli), fino ai diversi stili di shopping di moda basati sugli archetipi delle dee e degli dei greci.

    L’analisi degli acquisti che facciamo per valorizzare la nostra immagine e la nostra identità, si conclude con una riflessione sul potere della moda di renderci felici, quando è usata in modo libero e assertivo.

    Ogni capitolo è arricchito da esercizi per diventare più consapevoli del rapporto con la moda e coglierne i significati profondi.

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