Lingua e letteratura italiana

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    Da Medusa a Maria

    di Mirco Cittadini

    Francesca, Pia, Matelda, Piccarda, Beatrice, Maria: da  sempre chi legge la Commedia è rimasto intrigato da queste potenti figure femminili.

    Nonostante l’opinione corrente, anche sostenuta da certa critica ufficiale, veda in Dante tracce più o meno moderate di misoginia, nel “poema sacro” il principio femminile diventa occasione di trasformazione e salvezza. Le donne nella Commedia hanno molti volti, luminosi e terribili, che assieme vanno a integrare il medesimo archetipo. Insieme tenteremo una strada nuova, una strada dominata dalla presenza perturbante di una dea oscura e antichissima.

    Andremo a individuare i sottili satelliti opachi della costellazione dantesca per ricomporre un nuovo, insospettato, sistema lunare.

    18,00
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    Il bibliotecario e lo scienziato

    di Alfonso Mirto

    Il volume pubblica il carteggio tra Geminiano Montanari, scienziato modenese, e Antonio Magliabechi, bibliotecario ed erudito fiorentino. Il carteggio, ricco di 74 lettere, ci fornisce un quadro pressoché completo della vita culturale italiana ed europea della seconda metà del Seicento: incontriamo personaggi notissimi sia nel campo scientifico, sia in quello prettamente storico-letterario, come per esempio Jean Mabillon, Charles Patin, Jacobus Gronovius, Niels Stensen, Caspar e Thomas Bartholin, Giuseppe Valletta e molti altri. Il rapporto epistolare tra i due inizia nel 1676, quando il Montanari ritorna a Bologna dopo il soggiorno fiorentino, e prosegue per tutto il periodo della sua permanenza a Padova e a Venezia, terminando nel settembre del 1685.

    18,00
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    Sognando un dolce andare

    di Elisabetta Zampini

    Rufina Ruffoni, nobildonna veronese vissuta tra l’inizio e la pienezza del Novecento, ha pubblicato un’unica raccolta di poesie intitolata Sognando un dolce andare. Era il 1950 ma il libro accoglieva una lunga esperienza poetica maturata tra le stanze ed il giardino della Pavarana, luogo fondamentale nella formazione culturale e letteraria di Rufina.

    L’aristocratica dimora ospitava intellettuali, poeti e artisti di notevole pregio, aperti all’emozione di nuovi linguaggi, dalle avanguardie fino alle più liriche e riposte manifestazioni. Margherita Lochis, madre di Rufina, animava e sosteneva il festeggevole ragionare di quanti cercavano un reciproco confronto e conforto nel dirsi, attraverso la musica, l’arte, la poesia, il teatro. Era infatti nipote di Alfredo Piatti, il virtuoso del violoncello che conquistò Londra, e apparteneva a quella medesima famiglia Lochis la quale, per tramite del conte Guglielmo aveva creato la favolosa pinacoteca nella villa alla Crocetta di Mozzo, sui declivi vicino a Bergamo.

    Gli incontri del cenacolo culturale ispirarono a Rufina studi, letture, riflessioni e immagini le quali però si univano, e questo è il dato significativo, ad una lunga tradizione che fluiva da un passato remoto e che tendeva alla mirabile armonia tra l’opera dell’uomo e l’incanto della natura. E a partire dai versi di Rufina, in un viaggio a ritroso lungo le vicende della sua famiglia intrecciate indissolubilmente alla visione del locus amoenus, viene ritrovata quella sorgente antica, fino a giungere alla purezza del paesaggio che si fa eloquente ed esso stesso narratore di un sogno.

    La poesia di Rufina Ruffoni testimonia l’esito estremo e definitivo di un’utopia, ovvero di una civiltà nella quale la terra abitata (ed il cielo sovra essa) non era solo il bene da sfruttare e da utilizzare ma era garante della propria esistenza, della propria bellezza. Ora, dopo lunghissimi anni di silenzio, questa poesia davvero significativa ritrova nuova luce.

    10,00
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    Dante e Verona

    di Antonio Avena e Pieralvise di Serego Alighieri

    (a cura di Gian Paolo Marchi)

    Diffuso nell’estate 1921, il volume Dante e Verona fu accolto con vivo interesse sia dalla critica accademica che da qualificati lettori, che espressero il loro giudizio in lettere e recensioni, di cui si pubblica qui per la prima volta una scelta significativa. Particolarmente interessante è il caso di Benedetto Croce, che nel discorso sul «carattere della poesia di Dante», tenuto a Ravenna il 14 settembre 1920, aveva insistito sulla necessità di «sgombrare lo studio della Divina Commedia da tutto il peso delle interpretazioni politiche, morali, biografiche, allegoriche, che vi hanno aggiunto i commentatori», mentre in lettera dell’ottobre 1921 lodò la pubblicazione veronese, che pur era costituita da contributi di carattere storico-filologico, non senza qualche indulgenza nei confronti della minuta erudizione, come nell’indagine di Bashford Dean sulla (presunta) staffa del cavallo di Cangrande conservata nel Metropolitan Museum di New York.

    Tra i saggi contenuti nel volume spicca quello su Verona ai tempi di Dante di Luigi Simeoni, che vaglia attentamente — tra l’altro — le fonti relative ai magnalia di Cangrande esaltati anche da Julius von Schlosser nel suo libro sull’Arte di corte (1895).

    Non meno interessante la recensione di Federico Chabod all’appassionato contributo di Luigi Carcereri Politica dantesca e politica scaligera: recensione che si pone come rigorosa messa a punto del caso veronese nell’ambito delle controversie tra papato e impero.

    28,00
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    Issipile – Tragedia

    di Corrado Viola

    Tra i manoscritti pindemontiani della Biblioteca Civica di Verona, giace l’autografo, finora inedito, di una tragedia incompiuta di Ippolito Pindemonte, l’Issipile. Ideata e stesa tra il 1798 e il 1800, nei tempi avversi della «gran tragedia europea», questa «tragedia tutta amor materno e figliale» – così l’autore stesso, del resto pronto a esibire nel nome arcadico, Polidete Melpomenio, la sua particolare devozione alla musa del coturno – incrementa in misura non disprezzabile un corpus tragico che, nel complesso, riesce tutt’altro che ampio. Un misurato patetismo tardo-settecentesco – o, se si preferisce, post-illuministico – sommuove le venerande spoglie del mito greco: e ritornano, variamente declinati e strettamente connessi, temi ben cari alla meditazione del poeta veronese, dal motivo antibellicista a quello dell’allattamento al seno e della ‘vera’ maternità.

    11,00
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    LA LETTERATURA PAZIENTE – Volume quinto

    Articoli e saggi

    (2022-2025)

    Volume quinto

     

    19,50
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    Letteratura italiana – antologia di testi

    Dispensa (parte generale) di Letteratura Italiana

    2026

    Rilegata a spirale

    30,00
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    Corso di Letteratura Italiana

    Dispensa corso LETTERATURA ITALIANA (2025-26)

    di Prof. Corrado Viola

    Dispensa rilegata

     

     

    20,00
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    Sign. R Nipote Carissimo… Lettere della baronessa Teresa Piomarta a Giovanni Francesco Dionisi

    Lettere della baronessa Teresa Piomarta
    a Giovanni Francesco Dionisi
    Premessa di Maria Luisa Ferrari

    22,00