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    Il valore aggiunto sociale del terzo settore

    di Andrea Bassi

    L’urgenza e la necessità da parte dei soggetti del terzo settore di sviluppare un sistema autonomo di monitoraggio delle proprie attività (performance) in termini di “grado di produzione di beni relazionali”; nonché di valutazione degli effetti prodotti nel contesto socio-economico circostante, nei termini di generazione del capitale sociale, sono sotto gli occhi di tutti. Soprattutto in una fase di profonda revisione del sistema dei servizi sociali, sanitari e educativi in atto in molte regioni del nostro paese in seguito alla adozione del sistema dell’Accreditamento, che viene progressivamente a sostituire il precedente modello di assegnazione dei servizi tramite gara (sostegno della offerta).

    La questione di fondo è se le OTS siano più o meno attrezzate dal punto di vista culturale (della leadership) e organizzativo, per muoversi in questo nuovo ambiente caratterizzato da modifiche profonde nel sistema di regolazione delle relazioni pubblico-privato e negli schemi di finanziamento degli esercizi erogati.

    In questo panorama mutato le OTS saranno chiamate a mettere in atto profondi processi di adattamento organizzativo (nei modelli di governance, nei processi di fornitura dei servizi, ecc.) e innovazione operativa (costruzione di partnership e sviluppo di networks) che richiederanno una significativa capacità di auto-diagnosi e di lettura prospettica (pianificazione) degli scenari futuri.

    Gli strumenti e le metodologie illustrate nel presente volume (sistema di rilevazione del VAS – Valore Aggiunto Sociale) vanno esattamente in questa direzione, qualificandosi come dispositivi per mettere in luce le peculiarità identitarie delle OTS. Ciò che conferisce loro senso e dignità come attori autonomi della società civile e al contempo come imprese sociali.

    17,30
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    La mistica della merce

    di Francesca Setiffi

    Il Nuovo è la mistica della merce. È una forma di consumo che oltrepassa la materialità degli oggetti. Nel contempo si appoggia alle forme di circolazione della cultura materiale, fornendo un’interpretazione ‘socialmente razionale’ del legame tra consumatori e mercato. I significati si ‘appiccicano’ agli oggetti come il ben noto carattere di ‘feticcio’. La realizzazione o l’alienazione dell’individuo passa attraverso il consumo della forma merce. Sia che si consideri la leva di sviluppo e di progresso, sottese alla nascita della ‘società dei consumi’, sia che si metta in evidenza la potenziale e conseguente alienazione di tale evoluzione, il consumo, a differenza dell’acquisto, resta un modo con il quale gli individui non solo posizionano il proprio status nella società ma costruiscono la propria identità, comunicano e creano dei legami. Resta quindi da sciogliere un ultimo nodo: cosa ricerchiamo nell’acquisto di oggetti ‘nuovi’? Non è l’oggetto in sé ad essere ricercato, ma il suo carattere nascosto: il Nuovo. Le voci dei consumatori non raccontano storie di oggetti, ma storie di simboli e segnali che costruiscono la nostra identità e influiscono sulle nostre credenze.

    17,30
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    Le cicale e le formiche

    di Albertina Pretto

    Chi non ricorda la fiaba moralizzatrice della cicala e della formica, con tanto di vendetta finale (in vero poco caritatevole) che la piccola e operosa formica si prendeva nei confronti della cicala canterina? Il concetto di “fare provviste”, di pensare al futuro, di essere operosi oggi per goderne domani, sembra passato di moda all’interno dell’odierno contesto sociale e, ovviamente, non s’intende qui riferirsi a ipotetiche scorte alimentari. Il recente mutamento dei sistemi socio-economici, fortemente caratterizzati dal fenomeno della flessibilità, sembra caratterizzare anche i nuovi stili di vita.

    Queste novità, tipiche delle odierne società globalizzate sono, per taluni studiosi, portabandiera di nuove forme di consumo non riconducibili alle tradizionali appartenenze di classe o di ceto. Le forti differenze individuali vengono imputate ai modi di pensare e di agire, più che alla classica distribuzione del reddito o alla posizione occupazionale.

    In questo lavoro, partendo da una ricognizione storico-sociale del consumo, abbiamo attraversato il panorama sociologico che tenta di definire i quadri concettuali racchiusi dentro i termini di società post-industriale e post-moderna, analizzandone gli influssi sui contesti lavorativi e di consumo e contestualizzando empiricamente le nostre osservazioni sugli stili di vita in relazioni alle diverse professionalità lavorative presenti nel panorama nazionale e non solo.

    17,90
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    “SHALOM” Comunità di vita

    a cura di Giuliano Vettorato

    Fino a qualche anno fa non sapevamo nemmeno dell’esistenza della Comunità shalom di Palazzolo sull’Oglio (BS). Ce ne parlò un comune amico, narrandoci fatti sorprendenti, sia sulla fondatrice sia del metodo che dei risultati ottenuti con “tossici” e altri soggetti problematici. Aggiunse che volevano fare una ricerca per documentare tali risultati e che per tale compito avevano posto gli occhi sull’Università salesiana di Roma.

    Noi rispondemmo che per i miracoli non eravamo attrezzati, ma se volevano fare una ricerca di tipo socio pedagogico eravamo disposti a parlarne.

    La vera trattativa iniziò a metà maggio del 2012, quando, dopo vari rimandi, riuscimmo ad avere un colloquio approfondito e competente con il prof. Angelo Lascioli, docente dell’Università di Verona e Direttore Pedagogico della Comunità Shalom. Egli ci parlò di com’era nata e sviluppata la Comunità, quale era il suo metodo, i risultati che avevano ottenuto; ma ci parlò anche delle difficoltà e dei problemi che erano sul tappeto, facendoci un quadro completo e realistico della situazione. Soprattutto ci disse quali erano le attese nei nostri riguardi e l’obiettivo della ricerca: documentare l’assetto metodologico cha fa del “Metodo Shalom” un modello educativo esemplare.

    18,00
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    L’enigma della memoria collettiva

    a cura di Lorenzo Migliorati e Luca Mori

    Le rimosse atrocità commesse dall’esercito italiano durante l’occupazione della Slovenia, il conflitto tra Ungheria e Romania per il possesso della Transilvania, le rappresentazioni dell’Olocausto nel cinema europeo e l’impatto delle nove tecnologie sui processi sociali del ricordo rappresentano solo alcune delle questioni affrontate dai saggi qui raccolti. A dispetto comunque della loro varietà, questi lavori paiono tutti concentrarsi su alcuni aspetti che da ormai diverso tempo impegnano il dibattito interdisciplinare sulla memoria collettiva. Perché le violenze e gli abusi – inflitti e subiti – sembrano essere posti sempre più al centro delle rappresentazioni collettive del tempo andato? Com’è possibile risolvere le contese ed i conflitti che si accendono attorno ai processi di rielaborazione dei passati difficili? Quali sono i cambiamenti che hanno investito la funzione solidaristica che le pratiche commemorative un tempo assolvevano? Nel cercare di rispondere a queste e ad altre domande, i contributi presentati in questo volume cercano di compiere un passo verso la soluzione di quello che sembra essere l’enigma della memoria collettiva.

    18,00
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    Nelle forme del tempo

    di Gianfranco Amato

    Il testo trae origine dalla messa a fuoco della relazione che intercorre tra il tempo e il cinema, tenendo conto che le condizioni della Postmodernità hanno modificato, tra l’altro, la percezione delle diverse forme del tempo stesso.

    Dopo aver affrontato, per rapide sintesi, l’evoluzione che le parole utili a tale indagine hanno attraversato nella storia, il lavoro entra nell’analisi di cinque pellicole, tra loro diverse per genere e cronologia, cercando di mostrare come si manifestano, nel testo filmico, le tre grandi forme che il tempo può assumere. Alla fine una breve “appendice” richiama alcune opere pittoriche, tra le molte che hanno attraversato la lunga stagione delle Avanguardie, nella quale il sentimento del tempo ha disteso la propria influenza.

    18,70
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    NetTribe 2.0

    di Paolo Dell’Aquila

    Il mondo della rete appare oggi un formidabile veicolo di produzione culturale. Le comunità virtuali spesso sono strumenti per la generazione di forme di “intelligenza collettiva” e svolgono un’attività simile a quella del giornalismo professionale. Gli individui postmoderni sanno sviluppare forme di comprensione e comunicazione del mondo sociale che combinano sia i vecchi che i nuovi media.

    Il giornalismo, però, rimane anche oggi un sistema esperto e specializzato, controllato dalle normative pubbliche. I flussi comunicativi sono sempre dominati da broadcaster e da produttori nazionali ed internazionali che operano con una logica di tipo seduttivo ed autoreferenziale. Di questo processo è un esempio lo sport: un prodotto, oggi, più comunicato che sperimentato sul campo, perché costretto a performance spettacolari. In questo volume si introduce una riflessione anche sul sistema-sport e sui suoi collegamenti con la politica, l’economia e la cultura. Si analizzano i mutamenti del giornalismo sportivo nella società di rete e la convergenza fra i media vecchi e nuovi nella diffusione dell’informazione alle tribù dei tifosi.

    18,70
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    Tenuto per mano da Dio

    di Lorenzo Dani

    In questo lavoro si affrontano questioni dibattute nel campo della sociologia della religione. “Come?”, potrebbe subito dire qualcuno. “Ancora sociologia? Ma se perfino in televisione han detto che la sociologia si è volatilizzata perché la società è scomparsa! E sociologia della religione, poi: oggi, nella postmodernità! A che serve tornare a parlare di queste cose? A chi vuoi che interessi!”. Spiacenti per chi avanza simili dubbi, qui si torna a discutere sul ruolo della religione nella strutturazione sociale della normalità, dell’ovvietà, e sull’importanza di rivalutare chi è considerato socialmente e religiosamente deviante, anormale. Il tutto focalizzato su un tema circoscritto: l’identità religiosa. Vi sarà ancora un uditorio che s’interessa a queste cose, curioso di sapere, ad esempio, perché, percorrendo il cammino della secolarizzazione, si può essere indirizzati verso la religione? Per come è costruito ed esposto, il testo va assunto lentamente, a piccoli sorsi, come un farmaco. Così può diventare un sussidiario con cui ognuno può fare un vigoroso esame di coscienza, o forse anche un breve e singolare corso di esercizi spirituali.

     

    19,00
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    Dall’uomo all’avatar e ritorno. Realtà e dimensioni emergenti vol.1

    a cura di Angelo Romeo e Paola Canestrari

    Il tempo trascorso nei mondi virtuali appare sempre più spesso come il “prolungamento” di quello trascorso nella first life e con esso tutte quelle attività e relazioni che si instaurano al suo interno. Il volume ha come obiettivo l’analisi delle nuove realtà e dimensioni che emergono con il processo di avatarizzazione dell’individuo nella società moderna. Uno sguardo pluridisciplinare alle nuove dimensioni della rete e alle convergenze con la vita quotidiana.

    Il testo contiene contributi di: Giovanni Boccia Artieri, Paola Canestrari, Marco Centorrino, Fabio D’Andrea, Emiliana De Blasio, Giovanni Ciofalo, Fabio Fornasari, Luca Giuliano, Giulio Lughi, Mario Morcellini, Ariela Mortara, Donatella Pacelli, Angelo Romeo, Michele Sorice, Mariselda Tessarolo.

    19,50