• (0)

    Andata de mal per questo ziogo

    13,00

    di Margherita Corsi

    Ai veneziani di età moderna piaceva giocare d’azzardo, è risaputo. Meno noto è che tanti di loro fossero soliti dedicare il proprio tempo e denaro ad un tipo molto particolare di scommesse. Un piccolo gruppo di documenti dell’Archivio di stato di Venezia racconta le storie di alcuni di questi giocatori e soprattutto giocatrici che, nella Venezia tra Sei e Settecento, si interessavano al gioco «sopra parti di donne gravide» o come veniva chiamato più comunemente «gioco di panze».

    Add to Wishlist
  • (0)

    Antonia Addison, la “britannica incantatrice”

    25,00

    di Patrizia Lo Cicero. Traduzioni dal Francese a cura della Professoressa Rosalia Napoli e, inizialmente, della Dottoressa Erica Tolu; dall’Inglese a cura della Professoressa Elisabetta Perazzolo.

    Volume I – tomo terzo

    Esplorando il mondo di Gabriele d’Annunzio.

    L’Epistolario tra Gabriele d’Annunzio ed Antonia Addison, «la britannica incantatrice» dai «grandi occhi colorati d’erbe acquatiche».

    Antonia, ballerina inglese – che però risiedeva in Francia – fu presentata a d’Annunzio da una comune amica, la Duchessa Maria de Grammont, nata Principessa Ruspoli, e suscitò nell’ardente Poeta una passione travolgente. L’intero epistolario scambiato tra i due amanti è trascritto e corredato, in nota per non interrompere il flusso dei loro pensieri, da commenti e spiegazioni a cura dell’autrice del libro.

    Il Carteggio, scritto in Francese ed Inglese, è stato consultato e trascritto da Patrizia Lo Cicero negli Archivi del Vittoriale.

    In Allegato: fotografie attinenti a d’Annunzio ed Antonia. Arricchisce visivamente il contesto una raccolta di schizzi e bozzetti teatrali per ricordare i Balletti Russi e Ida Rubinstein creati da Anna Nezhnaya, scenografa contemporanea. Ciò per illustrare la cultura cosmopolita che caratterizzò la società degli anni Venti e Trenta e che diede vita – tra fine Ottocento e inizio della Prima Guerra Mondiale – nella splendida Parigi, ad un’epoca d’oro, la Belle Époque.

     

    Add to Wishlist
  • (0)

    Banditi a Torretta

    11,00

    di Attilio Ravagnani

    Il bastion de la Croxeta sorgeva allo sbocco del Nichesola nel Tartaro. La mattina del 27 settembre 1682 un fornito gruppo di uomini sotto il comando di Giacomo Nicoletto, capitano della guardia di Legnago, irrompe nella torre, sale al piano superiore e fa prigionieri Giacomo Grego e Giustina Cavarzere che ancora dormivano sugli stramassi.

    Add to Wishlist
  • (0)

    Castel Vecchio e dintorni

    17,00

    di Mirella Spiritini Massari

    “Si vivono come contemporanei eventi accaduti da molti anni o da decenni, e si sentono lontanissimi, definitivamente cancellati, fatti e sentimenti vecchi di un mese. Il tempo si assottiglia, si allunga, si contrae, si rapprende in grumi che sembra di toccare con mano o si dissolve come banchi di nebbia che si dirada e svanisce nel nulla; è come se avesse molti binari, che si intersecano o si divaricano, sui quali esso corre in direzioni differenti e contrarie….” (Claudio Magris)

    Add to Wishlist
  • (0)

    Christiana Tempora

    15,00

    di Henri-Irénée Marrou

    a cura di Rosanna Tontini

    In quest’opera sono stati raccolti soltanto gli interventi del Prof. Henri-Irénée Marrou, oggetto di alcune materie dei suoi studi quali: la mentalità culturale antica, la struttura scolastica, l’archeologia, l’epigrafia specialmente quella dell’Africa. Tesi trattate in Congressi e Forum Internazionali riguardanti soprattutto la storia del cristianesimo e la cultura nella “Tarda antichità” quando vide in esse la permanenza di strumenti intellettuali o elementi ereditati direttamente dal mondo classico.

    Il prof. Marrou ha sempre sostenuto che, a partire dal III sec. si è assistito alla nascita di una civiltà nuova che è, altra cosa, rispetto al declino o alla degenerazione della tradizione antica per cui occorre restituire o per lo meno riscrivere questa civiltà cristiana nonché la storia del popolo cristiano, come si è fatto per la storia della Chiesa e per quella di una qualsiasi altra Società nella quale si siano rinvenute vestigia del mondo antico che hanno trasformato la cui struttura stessa.

    Questi interventi si sviluppano in un arco di quarantacinque anni. Nel gennaio del 1977, in occasione del suo ultimo viaggio a Roma, il Prof. Marrou promise che avrebbe pubblicato le ultime ricerche riguardanti due mosaici della Villa romana di Piazza Armerina in Sicilia.

    Un giorno di quel 1977, l’alba per lui non arrivò e, fu la prima volta che il Prof. Marrou non mantenne la sua promessa.

     

    Add to Wishlist
  • (0)

    Corpi del re – Condannati e condanne nella Francia del XVIII secolo

    9,40

    di Arlette Farge

    Ladri, truffatori, mendicanti, soldati, violenti, assassini, disertori, banditi, bestemmiatori, uomini e donne: una rappresentazione sintetica e appassionante di una città in ebollizione, violenta, pronta a esplodere, incline alla rissa come alle manifestazioni di gioia. Su tutto questo, l’ombra di un potere che celebra la forza monarchica attraverso l’orrore del supplizio, che colpisce corpi, imprigionandoli e straziandoli. Una guida inconsueta fra caffè, taverne, piazze, mercati, sagrati della Parigi dell’età dei Lumi, e insieme una riflessione sul diritto moderno, le pratiche giuridiche, il percorso storico della giustizia.

    Add to Wishlist
  • (0)

    Da Mori ad Angiari per morir di peste

    16,50

    di Attilio Ravagnani

    Che ci faceva un pastore di Mori (Trento) ad Angiari (Verona) mentre imperversava la peste del 1630? Filippo: un nome, una vita. Questa è la storia di una ricerca — con risvolti semiseri — su un immigrato del Seicento nelle lande angiaresi, fra torri colombare, nobili vicari, arcipreti parsimoniosi e poveri massari.

    Add to Wishlist
  • (0)

    Dante e Verona

    28,00

    di Antonio Avena e Pieralvise di Serego Alighieri

    (a cura di Gian Paolo Marchi)

    Diffuso nell’estate 1921, il volume Dante e Verona fu accolto con vivo interesse sia dalla critica accademica che da qualificati lettori, che espressero il loro giudizio in lettere e recensioni, di cui si pubblica qui per la prima volta una scelta significativa. Particolarmente interessante è il caso di Benedetto Croce, che nel discorso sul «carattere della poesia di Dante», tenuto a Ravenna il 14 settembre 1920, aveva insistito sulla necessità di «sgombrare lo studio della Divina Commedia da tutto il peso delle interpretazioni politiche, morali, biografiche, allegoriche, che vi hanno aggiunto i commentatori», mentre in lettera dell’ottobre 1921 lodò la pubblicazione veronese, che pur era costituita da contributi di carattere storico-filologico, non senza qualche indulgenza nei confronti della minuta erudizione, come nell’indagine di Bashford Dean sulla (presunta) staffa del cavallo di Cangrande conservata nel Metropolitan Museum di New York.

    Tra i saggi contenuti nel volume spicca quello su Verona ai tempi di Dante di Luigi Simeoni, che vaglia attentamente — tra l’altro — le fonti relative ai magnalia di Cangrande esaltati anche da Julius von Schlosser nel suo libro sull’Arte di corte (1895).

    Non meno interessante la recensione di Federico Chabod all’appassionato contributo di Luigi Carcereri Politica dantesca e politica scaligera: recensione che si pone come rigorosa messa a punto del caso veronese nell’ambito delle controversie tra papato e impero.

    Add to Wishlist
  • (0)

    De tintinnabulis – Le campane

    15,50

    di Girolamo Maggi

    (a cura di Lorenzo Carpané)

    Il trattato, diviso in 20 capitoli, passa in rassegna dapprima una storia delle campane e poi il suo uso moderno nelle diverse forme; vi si leggono anche riferimenti alla sua permenenza a Cipro. L’interesse del trattato è dato non solo dalla ricostruzione – more erudito – della storia dell’uso delle campane, corredata da una fitta rete di richiami testuali, fatti a memoria a causa della condizione di schiavitù e della conseguente mancanza di libri, ma anche dalla dimensione geografica, che testimonia dell’uso delle campane all’epoca, anche in territori non cattolici.

    Add to Wishlist